Le risorse sono nel fondo sentenze da 1,9 miliardi, contemplato dal Documento programmatico di bilancio

(di Emma Bonotti – repubblica.it) – MILANO – C’è un dettaglio nelle tabelle del Documento programmatico di bilancio che potrebbe far felici 11mila magistrati italiani. Un comma che, con l’approvazione della legge di bilancio 2027, porterà mediamente nelle loro buste paga quasi 100mila euro in più.
Il nodo degli aumenti salariali
A fare i calcoli è Il Sole 24 Ore. Tutto nasce da un contenzioso legale e dal meccanismo alla base dei trattamenti economici. I magistrati fanno parte del personale in regime di diritto pubblico e come tali hanno diritto a un aggiornamento delle loro retribuzioni ogni tre anni, in linea con gli aumenti ricevuti dalle categorie di lavoratori contrattualizzate nel pubblico impiego.
All’inizio del decennio qualcosa in questo meccanismo si è incrinato. Ne è nata una battaglia legale, conclusa dal Consiglio di Stato che ha bocciato su più fronti il sistema utilizzato fino ad allora dall’Istat per calcolare gli aumenti delle buste paga dei non contrattualizzati. La base di calcolo, hanno scritto i magistrati amministrativi, non comprendeva erroneamente alcune indennità, non considerava le Autorità indipendenti e soprattutto, utilizzando la media ponderata invece di quella semplice, ha enfatizzato il peso di comparti della pubblica amministrazione più ampi nel numero di dipendenti ma meno retribuiti, come la scuola e gli enti territoriali.

Come si arriva a 100mila euro
Da qui la necessità di un adeguamento. Come? Attraverso la legge di bilancio. Come l’anno scorso, infatti, nel programma dei conti inviato a Bruxelles è contemplato un fondo sentenze da 1,9 miliardi. Da qui verranno pescati i 970 milioni per le toghe. Un numero che per lo Stato si traduce in costi lordi per oltre 70mila euro a testa come arretrati una tantum e in circa 20mila euro l’anno di retribuzione. Le cifre più robuste saranno indirizzate ai 10.638 magistrati che erano già in servizio nel 2018, ma la novità toccherà in modo diverso l’intera categoria. La somma però potrebbe non bastare. In bilico, precisa il quotidiano, restano ancora gli aumenti 2024-2026, gonfiati anche dall’effetto trascinamento delle decisioni già prese sui trienni precedenti.
altra marchetta !
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