L’ex leader M5s e ora rappresentante Ue per il Persico si presenta nella sua veste istituzionale: “Spero in due schieramenti competitivi alle elezioni, così vincerà il migliore”

(ilfattoquotidiano.it) – Abbracci, risate e battute con Matteo Renzi. Critiche alla politica estera del Movimento Cinque Stelle e anche un apprezzamento per la leadership di Giorgia Meloni. Il palco giusto per presentarsi nella maniera più istituzionale possibile, nella sua nuova veste, è stato quello della Festa del Foglio, a Firenze. Nei saloni di Palazzo Vecchio, Luigi Di Maio, tanto per iniziare, scherza con uno dei suoi ex più acerrimi nemici. “Arabia viva”, lo pungola Renzi ricordando quando lo “massacrava” per le sue posizioni politiche. “Più lo faceva, più crescevo”, ribatte sorridendo l’ex ministro degli Esteri e ora rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo davanti alle telecamere dei The Journalai.
Ora, a giudicare dall’intervento di Di Maio, le loro idee sembrano collimare assai di più. Tanto per iniziare sulla postura nei confronti di Kiev: “La vera questione è su quello che il M5s pensa legittimamente – io non lo condivido e io me ne sono andato soprattutto per questo – sull’Ucraina e la politica estera dell’Italia. Questo argomento è dirimente per gli elettori e per le interazioni che questa forza politica ha col centrosinistra”. Secondo l’ex vicepremier, la posizione del M5S sulla guerra sarà importante soprattutto nei rapporti con il centrosinistra: “Ci sono esponenti del Partito Democratico che la pensano esattamente come me sull’Ucraina e sul fatto che vada sostenuta”. Perfino in vista della prossima contesa elettorale, l’ex leader dei Cinque Stelle sembra voler mantenere equidistanza tra i due poli. Si augura, certo, un accordo nel campo largo, ma la motivazione è questa: “Credo che tutti quanti noi dobbiamo augurarci una campagna elettorale nella quale gli schieramenti siano competitivi, in modo tale che possa vincere il migliore. Se si parte azzoppati poi vincono gli altri forse più per demerito altrui che per merito proprio”.
Del resto, il rappresentante speciale dell’Ue ha parole al miele anche per la presidente del Consiglio: la presenza di Meloni al vertice del consiglio di cooperazione del Golfo è “uno degli eventi più sottovalutati della politica estera italiana, era l’unica invitata di tutto il mondo”. Nel Golfo, ha rimarcato, “la leadership dell’Italia è molto apprezzata”. E “Meloni ha compreso profondamente il valore delle relazioni personali con i leader, che in politica estera sono sempre molto importanti”, oltre a guidare un governo “stabile”. Insomma: “Ci sono tutti i presupposti per giocare un ruolo”, anche perché l’Italia “non agisce solo con il soft power ma è stata capace anche di dispiegare strumenti militari di difesa per quei Paesi”.
La politica estera è un pallino di Di Maio, soprattutto se guarda al campo largo e alle distanze ancora esistenti: “Se un governo va al primo Consiglio dell’Unione europea e c’è da votare il nuovo pacchetto di finanziamento all’Ucraina che include anche lo stanziamento militare quel ministro o quel leader cosa vota? Pone il veto, vota a favore o esce dalla stanza? Il vero tema è questo. Su queste cose cadono i governi e noi ci condanniamo di nuovo all’instabilità di governo. Se c’è un diritto che deve essere tutelato in vista delle prossime elezioni è creare coalizioni che siano stabili”.
Tacci tua giggi’🤔
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Se c’è un diritto che deve essere tutelato e quello dei cittadini di mandarti …….. Il giuda che si vende per migliaia euro al mese.
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Ecco, io a questo soggetto (in tempi non sospetti) ho stretto la mano.
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Te la sterilizzasti accuratamente?
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Si, accuratamente.
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Blob….Msi visto una cosa così ripugnante !
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E pensare che questa era la prima scelta del Beppone che ha sempre prediletto ex missini aspiranti al doppiopetto.
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mezza cazzuola e binrignan si annusano e si leccano pure…
per certi infami è sufficiente mezzo piatto di lenticchie per comprarli.
traditori…
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a proposito di Di Maio nessuno sa che fine ha fatto Giuseppe Di Maio giornalista che scriveva su questo blog?
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Il nostro Compianto ed Indimenticabile Gilberto Govi….lo aposroferebbe cosi’…”Di Maio hai una faccia, ma una faccia che se cadi e la sbatti per terra sanguina il pavimento”…..!!!!
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“t” dimenticata….scusatemi…..
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“t” dimenticata…..scusatemi….!!
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E non puoi neanche chiamarlo Giuda, rischieresti una querela da parte di Giuda Primo.
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E non puoi neanche chiamarlo Giuda, rischieresti una querela da parte di Giuda Primo.
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Un essere viscido e vomitevole, poteva soltanto andare alla Festa del Foglio…
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Disonore o vanto dei napoletani.
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Disonore soprattutto dell’ onestà intellettuale
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Che il destino sia cieco o strunz, resta il fatto che a lui non è capitato quello che è successo a Dibba.
Peccato.
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Se penso a questo guerrafondaio di rincalzo inutile e strapagato, che sta bene e se la spassa, mentre Dibba è gravemente malato. Che razza di giustiizia c’é a questo mondo???
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Questi si lava la faccia nel bidet!
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Io mi ricordo tanti accesi sostenitori del bibbitaro su questo blog.
Per volere di beppegrillo concentrò sulla Sua persona un potere immenso, mentre aveva provveduto, e continuava a provvedere, all’ epurazione delle voci critiche all’ interno del movimento. Col senno di poi il primo ad essere eliminato fu il sindaco di Parma Pizza rotti, il primo ad essere eletto in Italia con il simbolo del M5S. Ereditò un comune gestito malissimo dalle manie di grandezza del precedente sindaco di Forza Italia con quasi 800 milioni di euro di debiti. Pizzarotti non solo riuscì ad avviare un’opera di rientro dal debito, ma si spese per tanti progetti di sviluppo a favore della cittadinanza e venne rieletto per una seconda sindacatura.
Venne sospeso dal M5S dopo avere ricevuto un avviso di garanzia per abuso d’ufficio, che venne archiviata dopo 4/5 mesi. Inviò allora un’email allo Staff di Grillo, lo stesso che ha pubblicato il video notturno, per richiedere il reintegro che non avvenne, portandolo alla fuoriuscita.
Nel frattempo il bibbitaro era divenuto tesoriere del M5S, vicepresidente del consiglio, biministro e soprattutto acclamato come CAPO POLITICO, carica che gli dava il potere di vita o di morte sui tesserati.
Per gli SMEMORATI CHE ACCUSANO CONTE ricordo che lui, da capo politico, riuscì a trascinare il M5S dal 33% di consensi del 2018 al 17% nel 2019, voti persi tra astensionismo e migrazione verso la lega salviniana. Soprattutto fece sparire il partito dal Nord Italia.
Eh ma Conte…Nel 2019 non votano più per loro perché ero pregiudizialmente ostile all’ alleanza con la lega. E il mio voto andò a SEL o AVS, non ricordo la sigla.
E la mia considerazione nei suoi confronti scese a ZERO.
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Abbracci, risate e battute con Matteo Renzi. Critiche alla politica estera del Movimento Cinque Stelle e anche un apprezzamento per la leadership di Giorgia Meloni. Il palco giusto per presentarsi nella maniera più istituzionale possibile, nella sua nuova veste, è stato quello della Festa del Foglio, a Firenze.
Il massimo dello schifo.
Non avrei mai pensato che Giggino fosse addirittura più spregevole di Renzi, che almeno si sapeva come era fatto.
Ma del resto chi è davvero il draghetto a cartelletta lo sappiamo almeno dal 2022, quando con quella faccetta sorniona e soddisfatta se ne uscì da M5S vantandosi di avere tolto ai grillini il primato di gruppo più numeroso del parlamento.
E’ proprio CORROTTO. Dibba ci ha messo mesi per accettarlo, se non anni, ma è così purtroppo.
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