“Io sono Giorgia Meloni”. La premier registra il suo marchio vocale contro i cloni IA e i deepfake. La presidente del Consiglio si rivolge all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale e deposita il suo timbro

(di Giuseppe Scarpa – repubblica.it) – “Io sono Giorgia Meloni”. La premier ha registrato stamattina il suo marchio vocale all’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. È quanto ha potuto verificare Repubblica consultando la banca dati europea dei marchi. Quattro secondi appena che, ascoltati e riascoltati, sembrano riportare inevitabilmente a quel “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana” diventato negli anni quasi un secondo documento d’identità. Ripreso, campionato, remixato. Trasformato in tormentone, canzone da discoteca, meme.
Da stamattina, però, quella voce è anche un marchio registrato. Il deposito è stato curato come risulta dall’Euipo dallo studio legale Mpmlegal stapa, condotto dall’avvocato professore Marco Mastracci.
E così, se qualcuno pensasse di farle pronunciare quelle stesse parole — o magari altre mai dette — attraverso una voce clonata dall’intelligenza artificiale, potrebbe trovarsi davanti un ostacolo in più.
Il meccanismo è lo stesso già sperimentato nel mondo dello spettacolo. Il principio è semplice: una registrazione della voce viene depositata all’Euipo come marchio sonoro. Da quel momento quel timbro, con le sue inflessioni e caratteristiche riconoscibili, diventa un segno distintivo tutelato anche contro eventuali clonazioni. La differenza rispetto al diritto d’autore è sostanziale: qui non si protegge un discorso, né tantomeno ciò che viene detto. Si protegge il suono che rende riconoscibile chi lo dice.È la nuova frontiera aperta dall’intelligenza artificiale. Bastano ormai pochi secondi di registrazione perché un software possa imparare un timbro, replicarne le inflessioni e costruire frasi che quella persona non ha mai pronunciato.
Prima della politica era arrivato, appunto, lo spettacolo. Giusy Ferreri ha depositato il proprio “Sono Giusy Ferreri”, trasformando il suo timbro graffiato in un marchio sonoro. Anche il doppiatore Luca Ward ha scelto di tutelare quella voce che per milioni di spettatori italiani è diventata inseparabile dai personaggi ai quali l’ha prestata.
Con Meloni, però, la posta in gioco cambia. Una voce clonata può diventare una dichiarazione mai rilasciata, una telefonata mai fatta, un audio falso che in pochi minuti rimbalza sui social. E quando quella voce appartiene a chi guida un governo, il deepfake smette di essere soltanto un problema di tutela dell’identità personale. Il marchio non impedirà che qualcuno ci provi. Ma offre uno strumento in più per difendersi.
Questi di Repubblica finiranno per esaltarla prima o poi come hanno fatto già con il cavaliere . Non ci credete ? Bhe , chi vivrà vedrà. Storia già vista e vissuta .
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Il motivo dichiarato sono i deepfake, e difendersi da audio falsi con la voce di chi guida il governo è comprensibile. Mi auguro però che la mossa non serva anche a chiudere la bocca alla satira. Su YouTube c’è da tempo Assistente Malpagato, un cartone animato che prende in giro i politici al governo con nomi storpiati e voci clonate, senza nessuna deferenza verso i potenti. È satira dichiarata, che non inganna nessuno. Distinguere un falso che vuole ingannare da una parodia che fa ridere e pensare è il punto di tutto. Se questa tutela venisse usata per far rimuovere contenuti satirici, sarebbe l’ennesima prova di un governo che fatica a tollerare chi lo prende in giro. In democrazia chi governa dovrebbe essere il primo a sopportare la satira, anche quando punge.
Vedremo dall’uso che ne verrà fatto. Io spero che la risata resti libera.
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E il giorno che ha un pò di raucedine…sta zitta?
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