Il dibattito a sinistra

(estr. di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] La lettera di Giuseppe Conte su woke e affini per lui va bene, è giusta. Tanto da spingerlo a dire: “Credo che anche Elly Schlein non possa che condividerla”. Ma per il filosofo Massimo Cacciari il nodo è un altro: “Al centrosinistra mancano totalmente i programmi”. Quanto alle primarie, l’ex sindaco di Venezia era e resta contrario: “Rischi di farti male”.
[…]
Nel testo inviato a Repubblica Conte sostiene: “La cultura woke non può costituire l’ossatura ideologica di una forza progressista”. Lo trova semplicistico?
Ma no, è giusto sottolineare che il centrosinistra e la cultura che afferisce a quel campo debbano passare da un discorso puramente ideologico sui diritti a uno incentrato sui problemi urgenti della gente: dai salari alle condizioni di lavoro, fino alla sanità. Sono questi i temi su cui porre l’accento.
Serve pragmatismo.
Certamente. Non si costruiscono partiti di massa ispirandosi al modello del partito d’Azione. Il centro della proposta non possono essere argomenti che riguardano solo alcune élite. Dopodiché nel cosiddetto campo largo farebbero bene a ripassare i fondamentali, ad esempio le analisi di un certo Karl Marx (sorride, ndr).
La lettura diffusa è che Conte abbia scritto sul woke per mettere di nuovo in difficoltà Schlein, sempre in ottica primarie. Condivide?
Credo che anche la segretaria del Pd sappia che non si possa impostare tutto sul politically correct, e che le priorità siano le emergenze sociali. Però il vero punto è che al centrosinistra mancano i programmi. Sul woke e sui diritti civili una paginetta di sintesi i partiti potrebbero pure scriverla, secondo me. Ma cosa pensano rispetto a un tema centrale come quello della politica fiscale? E soprattutto, come potranno accordarsi sulla politica estera, con il Pd che in Europa ha sostenuto come commissaria la Von der Leyen, e che per metà è composto da democristiani?
La segretaria è molto a sinistra.
Lei sì. Anche Gianni Cuperlo lo è, per dire. Ma quanti altri lo sono?
Sempre secondo Conte, il vincitore delle primarie avrebbe il diritto di dettare la linea, per esempio sull’Ucraina. Ma il Pd e gli altri partiti vogliono fissare tutto prima, in un tavolo sul programma.
Qui siamo al sovvertimento della logica. Come fai a fare il programma prima di scegliere il leader? Nelle primarie dovrebbero confrontarsi sulle diverse proposte, non certo su chi è più bello. Prima di tenerle, potrebbero al massimo fissare delle linee di massima, senza nulla di troppo dettagliato dentro. Ma è chiaro che il leader designato porterebbe i suoi orientamenti.
Lei si è sempre detto scettico sulle primarie.
Il rischio è di farsi male. In sintesi: se vince Schlein, il pericolo è che tanti elettori del Movimento, la metà almeno, non vadano a votare nelle Politiche. Se invece dovesse prevalere Conte, il Pd si sfascerebbe la sera stessa.
Quindi?
Quindi sia Conte che Schlein dovrebbero compiere un atto di generosità politica, facendosi da parte. Sarebbe una nobile uscita, diciamo.
[…]
Servirebbe un terzo nome… mica facile trovarlo.
E lo trovassero! Parlano della sindaca di Genova, Silvia Salis. Ebbene, può essere un’ipotesi. Dopodiché, decidessero loro. Di certo di questo dibattito sulle primarie non gliene frega niente a nessuno, nel Paese. Ripeto, il tema sono le proposte di governo. Ad esempio, cosa farebbe il centrosinistra sulle riforme? È ormai evidente come il regionalismo sia una palla al piede per il Paese. Le Regioni non funzionano. Il campo largo vuole occuparsene? Bisogna sciogliere questi nodi, perché questa volta la partita si può vincere, visto che hanno diversi problemi anche nell’altro fronte.
Ma il woke…
Bisogna parlare d’altro. I problemi sono altri, e lo capiscono tutti.
Un giovinetto come Cacciari non può che riferirsi a una teoria economica lanciata nel 1848, praticamente ieri. Quando non esistevano l’inquinamento, l’aereo, l’auto, i viaggi spaziali, il telefono, i mezzi di comunicazione di massa, la bomba atomica, l’industria alimentare intensiva, gli antibiotici. Dopo la caduta del muro di Berlino, la misera fine dell’URSS e del comunismo reale, la delocalizzazione, il trionfo della finanza di rapina, la diffusione idiota degli stupefacenti e il riciclo criminale dei proventi del narcotraffico mi chiedo come possano essere ancora valide soluzioni che vedevano quali attori pricipali operai e contadini. QUALI, DOVE ?
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Ma qual è, esattamente, il suo prestigioso titolo di studio? Un master di primo livello conseguito presso la Scuola della Settimana Enigmistica?
Persino un quindicenne al ginnasio sa che il cosiddetto «comunismo sociale dell’Ottocento» rappresenta, a malapena, l’1% del complesso ecosistema filosofico e politico di Karl Marx.
Ridurre il pensiero marxista a questo, è un esercizio di pigrizia mentale encomiabile, paragonabile al riassumere la parabola politica di Giuseppe Conte limitandosi a valutare la piega delle sue pochette.
Nello specifico, Massimo Cacciari stava rispondendo al giornalista richiamando proprio il pragmatismo filosofico-politico del pensatore di Treviri (non di Treviso, sia detto per carità filologica nei suoi confronti).
Come insegnano le Tesi su Feuerbach, Marx sposta il baricentro dalla semplice interpretazione del mondo alla prassi: la filosofia non deve limitarsi a contemplare la realtà, ma deve misurarsi con l’azione concreta e con la sua trasformazione.
Era, dunque, un invito sottile ed elegantemente provocatorio alla Sinistra contemporanea: meno salotti, meno astratte disquisizioni e più capacità di incidere concretamente sulla realtà.
Un concetto evidentemente troppo sofisticato per chi ha i piedi grossi ma il cervello fino,finissimo. E così, anche una semplice allusione alla prassi marxiana finisce per trasformarsi, nelle mani di chi non la comprende ,in un trattato di fisica quantistica spiegato in aramaico.
D’altronde, nell’epoca dell’analfabetismo funzionale (di cui lei sembra essere un fiero e magistrale esponente, nonché una sorta di facente funzione per un folto gruppo di presenti), la tendenza a salire in cattedra per spiegare “la qualunque” ai professori è spesso direttamente proporzionale alla propria ignoranza.
Povera Itaglia.
P.S. Cordiali saluti da un diplomato alla scuola elementare azteca. Se la ricorda? Impari la lezione: chi la fa l’aspetti… e conti fino a 100 prima di fare il gradasso,la prossima volta ,con chi nn può permetterselo.
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Ho capito il suo caso. Pregherò anche per lei. Ricambio i saluti
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Nei conventi di clausura, oltre al pregare, insegnano il Silenzio.
Silentium tibi laus, Serva silentium.
Impari l’antico precetto…se non altro per contenere le figure di palta.
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WOKE NON LO VOGLIO CAPIRE….. SALARIO MINIMO SI…CHI E’CON ME??? POTREBBE DIRE CONTE PER UN SALARIO MINIMO DI 9 EURO???
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Tutto giusto, poi mi tira fuori Salis… come se fosse un’alternativa che aggiusta tutto!
E soprattutto risolverebbe il voto dei 5s, che già diserterebbero per Schlein, figuriamoci per quella specie di figurina, renziana di m…
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Breve spiegazione di come funziona la demagogia, dal 1984 con amore (Big Country, Flame of the West, da Steeltown traccia N.1). Vannacci approva.
Uno straniero giunse di passaggio Bussò a ogni porta
Diceva di aver perso il suo popolo Era venuto a cercarne altri
E molti gli credettero Mentre parlava nella piazza
L’incantesimo che tesseva su di noi Mi riempie il corpo di disperazione
E nei suoi occhi C’era la fiamma dell’ovest Finché non brucerà
Non si fermerà mai
Aveva la voce di un angelo
E il volto di un santo
E sebbene cadessero dietro di lui Io sapevo cosa intendesse I suoi occhi erano pieni di demoni Mentre rendeva chiaro il messaggio
Camminava per il mondo come Cesare Con un tridente brandiva la sua paura
E nei suoi occhi C’era la fiamma dell’ovest Finché non brucerà Non si fermerà mai
È sempre stato così
Un uomo con un sogno di dominio
E tutti si innamorano di lui Eroine in un film antico
È sempre stato così Un uomo con un sogno di dominio E tutti si innamorano di lui lui
Eroine in un vecchio film
Chiamata la fiamma dell’ovest
Attenzione a quello straniero
Se lo incontri per strada
Non vede mai il pericolo,
Nel calare del giorno Avrà dollari in mano
Ha un conto in sospeso
E te li darà Se prometti di restare
E nei suoi occhi
C’era la fiamma dell’ovest
Finché non brucia Non si riposa mai
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Claro que sì !
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE: WOKE- Viviana Vivarelli
Il termine woke (articipio passato del verbo inglese to wake, “svegliarsi”) indica l l’attenzione attiva per l’ingiustizia sociale, la discriminazione raciale, il sessismo e altre disuguaglianze.
Il termine nasce negli anni ’30 all’interno della comunità afroamericana (stay woke, “resta sveglio”), poi si diffonde con il movimento Black Lives Matter nel 2014. La destra lo attacca perché sulle discriminazioni e l’odio al diverso ha la sua ragione di essere, sia esso donna, povero, emarginato, diverso sessuale o per colore o per provenienza.
Giorgia Meloni«
So che ci sono forze che cercano di dividerci, di ridefinire la nostra storia e di distruggere le nostre tradizioni condivise. La chiamano cultura woke. Cercano di cancellare la nostra cultura. Si sbagliano.»
Giuseppe Conte«
[Alcuni aspetti della cultura woke sono] una religione morale autoreferenziale [e non possiamo affrontare le sfide attuali] muniti solo di un’agenda morale sui diritti civili, né possiamo continuare a ragionare solo di diritti identitari e di spazi simbolici.»
Matteo Renzi ha parlato spessso di una «ubriacatura woke».
Matteo Salvini[In riferimento al dibattito sulle correnti interne al centrosinistra, ha ironizzato sui social parlando di] «wokisti anonimi».
Peppe Provenzano
«In Italia il woke è un fantasma agitato dalla destra nell’ambito delle sue guerricciole culturali. Nella sostanza, serve a delegittimare nell’opinione pubblica le battaglie femministe e antirazziste…»
Vannacci:
«La cultura woke è la solitudine del pensiero unico che vuole cancellare la nostra storia, la nostra identità e i nostri valori in nome di un politically correct esasperato.»
«Il movimento woke non costruisce nulla: distrugge. Abbatte statue, riscrive i libri, censura le parole e vuole farci sentire in colpa per quello che siamo e per la nostra storia.»
“Ci vogliono imporre una società neutralizzata, senza identità, senza patria e senza radici. La deriva woke è una forma di totalitarismo moderno che maschera l’intolleranza da inclusività.»
.
«In origine woke indicava la consapevolezza delle condizioni sociali necessarie a sopravvivere in America per la comunità nera. Rappresentava la presa di coscienza delle ingiustizie strutturali.» — Joshua Adams (giornalista)
«Se davi il consiglio di stare sveglio (stay woke), stavi dicendo di prestare attenzione al mondo che ti circondava perché c’erano pericoli e ingiustizie evidenti.» — Lead Belly (musicista, noto per l’uso precoce del termine nel brano Scottsboro Boys, 1938)Giustizia sociale e consapevolezza
«Essere woke significa capire che l’uguaglianza e la giustizia per alcuni non sono affatto uguaglianza e giustizia. Dobbiamo stare allerta, fare domande sgradevoli e difendere ciò che è giusto, anche quando è difficile o fa paura.» — Mahogany L. Browne (Woke: A Young Poet’s Call to Justice)
«Non si tratta di una posa superficiale, ma di abbattere i muri dell’ignoranza e della compiacenza, affrontando le disuguaglianze sistemiche e i pregiudizi radicati.» — Abhijit Naskar (neuroscienziato e autore)
Strumentalizzazione del termine
«I conservatori tendono ad appropriarsi dei termini nati nelle comunità emarginate per trasformarli in armi ideologiche. È più facile scagliarsi contro una singola parola d’ordine anziché affrontare la complessità del razzismo e della disuguaglianza.» — Damon Young (scrittore e giornalista)
La posizione espressa nel libro Il mondo al contrario:
«Oggi assistiamo al tentativo di ribaltare la realtà: chi difende la tradizione, la famiglia naturale e l’identità viene etichettato come retrogrado o estremista, mentre l’ideologia woke viene fatta passare per progresso.»
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Come se Marx e Engels decidessero di farsi da parte e lasciar sviluppare la propria idea di società da Max Weber. E perché mai? Perché lo dice Cacciari. secondo lui un elettore pd che dovrebbe scegliere tra Conte e Schlein, sarebbe rasserenato dall arrivo della Salis e la voterebbe, pacatamente, candidata pdr per la coalizione. Che non sarebbe mai progressista. E quindi perché dovrebbe il m5s farne parte? E quindi i suoi elettori farne parte? O addirittura accettare una logica programmatica opposta alla propria? Perché lo dice Cacciari, immagino.
Quanto al programma, Conte ha delineato nei due recenti interventi il campo di valori fondativi dell idea progressista, i principi costituzionali, e alcune posizioni politiche molto chiare su pace, diritto internazionale e avversione al riarmo delle lobbies, e sulla necessità di dare applicazione ai primi 4 articoli della Carta, in materia di uguaglianza, inclusione;dignità del lavoro. Attenzione ai bisogni e ampliamento della possibilità di accesso alle opportunità sociali e civili. Etica pubblica, da rinormare. Fiscalità redustributiva. Extraprofitti. Su patrimoniale decide Nova. Ecc. Cose antiche, strutturali per il m5s.
Cacciari non se ne è accorto, forse perché non hanno chiesto il suo parere. Decarolis lo ha fatto cadere nella tentazione di minimizzare e banalizzare le idee messe in campo da Conte, una costante dei suoi articoli, col risultato di parlare di nuovo della Salis come leader auspicabile.
Che forse Deca voterebbe, con Cacciari
Io no. Ma dovrebbero provare a chiederlo alle Feste dell Unità, per vedere…
Se vincesse Conte il pd si sfascerebbe … perché no? Da quali fasci e?
Comunque, qualcuno sa cosa pensa la Salis del regionalismo?
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Giuseppe Conte
“Bisogna stare dalla parte di chi non ha voce, garantendo pari opportunità di genere, uguaglianza e parità salariale.”
“I diritti sociali e i diritti civili non si dividono: integrare, accogliere e transitare verso una società eco-femminista è l’unica via.”
“Non è con il woke esasperato che si fa giustizia, ma con la riduzione reale delle diseguaglianze economiche e sociali.”
.
Io non sono affatto d’accordo con Cacciari. Anche se la miseria italiana sta aumentando, aumenta anche la sperequazione tra chi ha il potere e dunque esonda anche dai diritti sociali e civili e chi non ha il potere e perde sia il capitale che la dignità.
DIRITTI SOCIALI E CIVILI: Libertà individuali che proteggono la persona dalle ingerenze dello Stato o di altri individui. Prestazioni e garanzie che lo Stato deve assicurare per garantire il benessere e l’uguaglianza sostanziale. La Costituzione italiana è bellissima perché garantisce entrambi. I diritti civili garantiscono la libertà individuale e la protezione della persona di fronte allo Stato o ad altri individui. Assicurano che ogni cittadino possa agire e pensare senza ingiuste interferenze. Libertà di parola e di espressione: Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Libertà di religione: Il diritto di professare liberamente la propria fede o di non professarne alcuna. Diritto alla riservatezza (Privacy): La tutela della vita privata, della corrispondenza e dei dati personali. Libertà di movimento: Il diritto di circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale. Diritto a un equo processo: La garanzia di essere giudicati da un tribunale imparziale e la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva. Diritti Sociali I diritti sociali mirano a garantire l’uguaglianza sostanziale e la dignità umana, fornendo ai cittadini le risorse e i servizi fondamentali per vivere una vita dignitosa e superare le disuguaglianze economiche. Diritto alla salute: Il diritto di accedere a cure mediche e all’assistenza sanitaria qualificata. Diritto all’istruzione: L’accesso all’insegnamento scolastico e universitario libero e gratuito o accessibile a tutti. Diritto al lavoro: La tutela della possibilità di lavorare e la garanzia di condizioni di lavoro e retribuzioni eque. Diritto all’assistenza e previdenza sociale: La protezione economica in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia o disoccupazione involontaria. Diritto all’abitazione: Il sostegno all’accesso a un alloggio dignitoso per chi si trova in condizioni di necessità. .. Dobbiamo votare chi ci garantisce l’osservanza dei diritti sociali e civili della Costituzione, non chi tende a disapplicarli o addirittura cancellarli. Questo dovrebbe apparire ovvio, ma evidentemente, visti i risultati elettorali e dei sondaggi, non lo è affatto, per colpa di una propaganda di odio sociale che diffonde menzogne e alimenta il peggio della natura umana agli sciocchi che credono che sentirsi superiori ad altri sia il massimo della loro realizzazione umana e sociale.
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE: WOKE- Viviana Vivarelli
Il termine woke (articipio passato del verbo inglese to wake, “svegliarsi”) indica l’attenzione attiva per l’ingiustizia sociale, la discriminazione razziale o sessuale o economica e altre disuguaglianze.
Il termine nasce negli anni ’30 all’interno della comunità afroamericana (stay woke, “resta sveglio”), poi si diffonde con il movimento Black Lives Matter nel 2014 che chiede l’uguaglianza della legge per bianchi e neri. La destra attacca il pensiero woke perché sulle discriminazioni e l’odio al diverso ha la sua ragione di essere, sia esso donna, povero, emarginato, diverso sessuale o per colore o per provenienza.
Giorgia Meloni«
So che ci sono forze che cercano di dividerci, di ridefinire la nostra storia e di distruggere le nostre tradizioni condivise. La chiamano cultura woke. Cercano di cancellare la nostra cultura. Si sbagliano.»
Giuseppe Conte
“Bisogna stare dalla parte di chi non ha voce, garantendo pari opportunità di genere, uguaglianza e parità salariale.”
“I diritti sociali e i diritti civili non si dividono: integrare, accogliere e transitare verso una società eco-femminista è l’unica via.”
“Non è con il woke esasperato che si fa giustizia, ma con la riduzione reale delle diseguaglianze economiche e sociali.”
Matteo Renzi ha parlato spessso di una «ubriacatura woke»
.
Matteo Salvini[In riferimento al dibattito sulle correnti interne al centrosinistra, ha ironizzato sui social parlando di] «wokisti anonimi».
Peppe Provenzano
«In Italia il woke è un fantasma agitato dalla destra nell’ambito delle sue guerricciole culturali. Nella sostanza, serve a delegittimare nell’opinione pubblica le battaglie femministe e antirazziste…»
Vannacci:
«La cultura woke è la solitudine del pensiero unico che vuole cancellare la nostra storia, la nostra identità e i nostri valori in nome di un politically correct esasperato.»
«Il movimento woke non costruisce nulla: distrugge. Abbatte statue, riscrive i libri, censura le parole e vuole farci sentire in colpa per quello che siamo e per la nostra storia.»
“Ci vogliono imporre una società neutralizzata, senza identità, senza patria e senza radici. La deriva woke è una forma di totalitarismo moderno che maschera l’intolleranza da inclusività.»
.
«In origine woke indicava la consapevolezza delle condizioni sociali necessarie a sopravvivere in America per la comunità nera. Rappresentava la presa di coscienza delle ingiustizie strutturali.» — Joshua Adams (giornalista)
«Se davi il consiglio di stare sveglio (stay woke), stavi dicendo di prestare attenzione al mondo che ti circondava perché c’erano pericoli e ingiustizie evidenti.» — Lead Belly (musicista, noto per l’uso precoce del termine nel brano Scottsboro Boys, 1938)Giustizia sociale e consapevolezza
«Essere woke significa capire che l’uguaglianza e la giustizia per alcuni non sono affatto uguaglianza e giustizia. Dobbiamo stare allerta, fare domande sgradevoli e difendere ciò che è giusto, anche quando è difficile o fa paura.» — Mahogany L. Browne (Woke: A Young Poet’s Call to Justice)
«Non si tratta di una posa superficiale, ma di abbattere i muri dell’ignoranza e della compiacenza, affrontando le disuguaglianze sistemiche e i pregiudizi radicati.» — Abhijit Naskar (neuroscienziato e autore)
Strumentalizzazione del termine
«I conservatori tendono ad appropriarsi dei termini nati nelle comunità emarginate per trasformarli in armi ideologiche. È più facile scagliarsi contro una singola parola d’ordine anziché affrontare la complessità del razzismo e della disuguaglianza.» — Damon Young (scrittore e giornalista)
La posizione espressa nel libro Il mondo al contrario:
«Oggi assistiamo al tentativo di ribaltare la realtà: chi difende la tradizione, la famiglia naturale e l’identità viene etichettato come retrogrado o estremista, mentre l’ideologia woke viene fatta passare per progresso.»
Cacciari: “Meglio lasciar perdere il woke: la sinistra riparta da Karl Marx”.
La Schlein non utilizza quasi mai la parola “woke”, etichetta spinta e affibbiata dalle forze di opposizione di destra per criticare le battaglie sui diritti civili del Pd. Privilegia l’integrazione tra i diritti sociali e quelli civili, respingendo l’idea che la difesa dei diritti delle minoranze vada a discapito dell’attenzione all’economia.
Schlein ribadisce l’attenzione ai salari e al lavoro: “L’Italia è fragile, servono redditi più alti e investimenti per rilanciare la crescita. Sto girando l’Italia, stiamo seguendo le vertenze complesse al fianco dei lavoratori.” Durante l’Assemblea Nazionale del Pd e vari interventi pubblici, ha chiarito la propria posizione sull’inclusione, rigettando la contrapposizione fra lotte civili ed economiche:”Non c’è scissione tra lottare per i diritti sociali e per i diritti civili. Sono due facce della stessa medaglia: la lotta contro le disuguaglianze e per la dignità del lavoro va di pari passo con la difesa dei diritti individuali e della libertà di ciascuno.”
Rispondendo alle critiche delle forze di governo relative all’ideologia o alla presunta “propaganda fluid” ha detto:”La destra usa parole come ‘woke’ o ‘gender’ come clave ideologiche per creare spauracchi e nascondere il proprio fallimento sulle questioni reali: il carovita, i tagli alla sanità pubblica e i salari da fame.”1 h15 h15 h
Invece Giuseppe Conte ha detto:
“Bisogna stare dalla parte di chi non ha voce, garantendo pari opportunità di genere, uguaglianza e parità salariale.”
“I diritti sociali e i diritti civili non si dividono: integrare, accogliere e transitare verso una società eco-femminista è l’unica via.”
“Non è con il woke esasperato che si fa giustizia, ma con la riduzione reale delle diseguaglianze economiche e sociali.”
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In tempi normali spererei che prevalesse Conte e lascerei il PD sfasciarsi “la sera stessa”.
Ma viviamo in un momento storico pericolosissimo e lasciare il governo agli attuali incapaci è da folli.
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E bravo Cacciari che risolvendo il problema dei diritti “pesanti”, ne crea un altro gigantesco. La Salis non accetterebbe, tranne che per qualche dettaglio, il contenuto di gran parte dell’intervista. Contento Cacciari?
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Se non ricordo male il PD (non solo la Schlein) fino a un paio di mesi fa era assolutamente favorevole alle primarie. Poi è accaduta una cosa: nei sondaggi Conte risulta primo con un più che discreto margine sulla Schein. Ed ecco che nel PD di scatena il panico. Io comunque sono tra quelli che se viene candidata la Salis o qualsiasi centrista diserterà le urne
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Marx con Salis la vedo dura .Ai tempi dell’ ulivo per Prodi le primarie non erano un problema tanto che a Margherita e PDS non creava problemi la possibile quanto remota candidatura di Bertinotti come premier. Oggi invece sorgono problemi insormontabili , perché? Nella risposta a questo quesito vi sono tutti i dubbi e perplessità che invadono il campo largo . Se Conte ,con molta moderazione (troppa),solleva le questione del riarmo o del woke ,dalla parte del PD c’è un muro visto che le loro politiche sono dipese negli ultimi decenni totalmente dalla etero direzione dem americana . Persino adesso che negli Usa vengono eletti persone non addentro all’ elite come il sindaco di New York qui da noi continuano a dominare i Letta, i Veltroni e i Guerini.Ma del resto con l’ intervista al Foglio Shlein ha dichiarato che è dalla loro parte quindi…
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