LIBANO: 3 MORTI IN RAID IDF, CHIESTO STOP ATTACCHI A ISRAELE

(AGI) – I media libanesi riferiscono di tre morti in un raid aereo israeliano nel sud del Libano. Secondo l’Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna) e’ stato colpito un edificio residenziale nella città di Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, causando tre vittime e la distruzione del palazzo.
Fonti locali riportano inoltre di altri attacchi israeliani contro le città di Haris e Toul, sempre nel sud del Libano. Due bombardamenti sono stati segnalati anche ad Al-Kafour, nella provincia di Nabatieh.
In territorio israeliano sono invece scattate le sirene antiaeree che avvertono di un sospetto attacco con droni di Hezbollah contro le comunità vicine al confine con il Libano. Gli allarmi sono stati uditi nella città settentrionale di Kiryat Shmona e nelle comunità circostanti.
Al contempo, secondo quanto riportato da Axios, Beirut e Washington avrebbero chiesto una sospensione temporanea degli attacchi contro Hezbollah. Axios ha citato due fonti secondo le quali Beirut e Washington si sarebbe rivolte a Israele per chiedere di sospendere temporaneamente gli attacchi contro Hezbollah in vista di colloqui diretti Iran-Usa di oggi in Pakistan, come riportato anche dall’agenzia stampa Tasnim.
ISRAELE, ‘NESSUNA TRATTATIVA PER CESSATE FUOCO CON HEZBOLLAH’
(AGI) – Israele ha accettato di avviare colloqui di pace formali con il Libano martedì prossimo a Washington, ma Hezbollah non prenderà parte alla trattativa. Lo ha detto l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti.
“Israele si è rifiutato di discutere un cessate il fuoco con l’organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi”, ha dichiarato l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Michael Leiter. Stando a una dichiarazione dell’ufficio del presidente libanese, i colloqui previsti per martedi’, mediati dagli Stati Uniti, dovrebbero vertere su un cessate il fuoco nel conflitto tra Israele e Libano.
LIBANO: HEZBOLLAH CONTINUA A COLPIRE LE FORZE ISRAELIANE CON MISSILI E DRONI
(LaPresse) – Hezbollah ha dichiarato che i suoi combattenti hanno preso di mira un assembramento di truppe israeliane nell’insediamento di Kiryat Shmona, nel nord di Israele, con missili e droni. Il gruppo, riporta Al Jazeera, ha anche annunciato che i suoi combattenti hanno colpito la caserma di Ya’ara con una salva di razzi.
LIBANO: MEDIA, USA E BEIRUT CHIEDONO PAUSA ATTACCHI A ISRAELE PRIMA DEI COLLOQUI
(LaPresse) – Stati Uniti e governo libanese hanno chiesto a Israele una “pausa” negli attacchi contro Hezbollah prima dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, previsti martedì a Washington sotto l’egida del Dipartimento di Stato. Lo riporta Axios.
La richiesta, avanzata tramite mediatori Usa, punta a favorire una de-escalation e a creare le condizioni per un possibile cessate il fuoco. Beirut propone di tornare alle intese del novembre 2024, limitando le operazioni israeliane alle sole minacce imminenti. Washington sostiene questa linea e sta facendo pressione su Israele perché accetti.
Il premier Benjamin Netanyahu sta valutando la proposta, mentre fonti israeliane sottolineano che al momento “non c’è alcun cessate il fuoco”, pur non escludendo una breve pausa tattica nei raid.
Israele si dice disponibile a negoziare un accordo con il Libano, ma rifiuta l’ipotesi di discutere un cessate il fuoco con Hezbollah. I primi colloqui saranno guidati dagli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti e dovrebbero essere seguiti da negoziati più approfonditi.
L’offensiva israeliana in Libano resta intanto un punto di tensione nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, che accusa Israele di violare il cessate il fuoco, accusa respinta da Washington. In questo contesto, Usa, Israele e Libano mirano a evitare che Teheran influenzi gli sviluppi sul terreno a favore di Hezbollah. Il primo ministro libanese Nawaf Salam è atteso la prossima settimana a Washington per incontrare il segretario di Stato Marco Rubio, nella prima visita bilaterale di alto livello dall’insediamento dell’amministrazione Trump.