La premier evita i problemi reali: da Trump a Netanyahu, dalla sicurezza al fisco, un intervento che dovrebbe portarla al 2027 ma è privo di sostanza

(di Antonello Caporale – ilfattoquotidiano.it) – Un discorso piccolo così. Giorgia Meloni ha deciso di tenersi lontana da ogni problema, sicchè il suo discorso, anzi i due che ha illustrato davanti ai deputati prima e ai senatori dopo, sono parsi vuoti d’aria, costruzioni logiche sospese nella rinuncia a sparigliare le carte, a rimettersi in gioco, a provare il contropiede.
“Non scappo, resterò a palazzo Chigi fino alla fine”, ha detto orgogliosa. Vero. E però sul fuoco che imprigiona il mondo e sul piromane che lo ha scatenato, il suo amico Donald Trump, non una riflessione ragionata, figurarsi un’ammissione di resposnsabilità. Appunto il vuoto d’aria. Colei che solo qualche settimana fa lo indicava come meritevole del Nobel per la pace oggi cambia registro e ricorda il prezzo della benzina che s’impenna senza dire per colpa di chi e il fatto che, stando così le cose, dovremo chiedere a Bruxelles di sforare il patto di stabilità.
Il governo italiano non sospende l’amicizia col presidente Usa protagonista della più rovinosa incrinatura degli equilibri nel mondo, non chiama con le parole che deve Nethanyahu, il capo del governo istraeliano, ricercato per i crimini commessi e autore del più violento e crudele attacco alle popolazioni civili in Libano. Vuoto d’aria, appunto.
Allora la politica interna? Sì, la sicurezza. Quotidianamente la destra dice che le città sono insicure, sono in mano alle organizzazioni banditesche delle seconde generazioni di immigrati. E la premier che fa? Ci ricorda il decreto Caivano, quello nel quale si propone il carcere per il genitore che non manda a scuola il proprio figlio minore. E, anche qui, vuoto d’aria, dimentica di aver proposto l’opposto per i bambini della cosiddetta famiglia nel bosco. Anche loro non andavano a scuola, come obbliga la legge. Anche loro senza le vaccinazioni obbligatorie, secondo la legge. Eppure che strazio per Meloni la decisione del giudice minorile di togliere la patria potestà, esattamente come dice il decreto Caivano. “Sono senza parole”, ha scritto in quei giorni in un addolorato commento la premier.
Ora per le città più sicure ci affideremo – se abbiamo capito bene – all’ausiliario di strada, una formula mini dell’indimenticabile poliziotto di quartiere di berlusconiana memoria, e poi cos’altro? Il piano casa, anche qui un refrain da anni Novanta del Popolo della libertà. Sul fisco, cinque rottamazioni, cioè cinque condoni, cioè cinque volte il meglio per chi bara con le tasse, “non abbiamo arretrato di un millimetro”.
Può dire che è aumentata almeno nominalmente l’occupazione, perchè è vero, ma deve rinunciare a riferire che la gente campa peggio, che gli stipendi sono bassi, che la fetta di società che sta male si allarga.
Il discorso sullo stato del governo, dopo la batosta del referendum, fonda dunque sul principio del tirare a campare. Meloni sceglie politicamente di non portare tutti già a giugno alle urne, e forse le sarebbe convenuto, e si impegna a non mollare per un altro anno.
Chiuderà la legislatura dicendo di essere stata la prima e unica presidente del Consiglio ad aver rinunziato ai rimpasti, e ad aver guidato un solo governo dal principio alla fine, di essere leader di un partito in salute e di circondarsi di alleati fedeli. Di essere brava e anche capace.
Il problema per lei è se gli italiani le crederanno.
e adesso cos’è questo ausiliario di strada?? indossa la camicia nera?
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Era un melone gonfiato; dopo il NO diretto e popolare sulla sua fronte sarà ricordata come una che di politica non ha mai capito niente, nemmeno l’ABC. Un governo longevo per non fare nulla è un aggravante. Se si rifiuta di fare un rimpasto vuol dire che lei non conta niente.
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La stoffa ce l’ hai o nun c’è l’ hai 4 anni di mediocrità fatta da persone mediocri questo ha dimostrato la destra al governo e le responsabilità vanno addossate in pieno a chi comanda.🤔
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Sognate, almeno per un anno ancora. Quando vi sveglierete vi ritroverete ancora all’opposizione. Il popolo italiano non vi considera credibili. I delinquenti che cercano di riempire di scheletri gli armadi di Meloni e degli uomini di FdI devono sapere che la loro casa é trasparente e che, per quanto si camuffino, verranno scoperti.
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eri anche sicurissimo che avrebbe vinto il SI,
il Trap diceva “non dire gatto se non…”
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Ecco, appunto, l’hai detto… voi armadi chiusi, noi casa trasparente.
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Il problema per lei è quante volte prova davanti allo specchio i discorsi, perché riesca ad autoconvincersi? Senza ridere?
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