La rete del presidente della commissione Cultura: finanziamenti alla coppia Base-Rocca e a Pingitore per film graditi alla destra

(di Giovanna Vitale – repubblica.it) – ROMA – Gli addetti ai lavori lo chiamano “il sistema Mollicone”. Dal nome del responsabile cultura di Fratelli d’Italia, presidente dell’omonima commissione alla Camera, che da tre anni ha messo in piedi un poderoso meccanismo per distribuire — attraverso un manipolo di fedeli — prebende e fondi pubblici ad amici e protegé politicamente affini. Primi fra tutti, la coppia d’oro del cinema tricolore: Giulio Base e Tiziana Rocca. Due gli obiettivi prioritari: promuovere le proprie clientele in un mondo che l’ha sempre tenuto ai margini; sostituire alla presunta egemonia della sinistra quella della destra ora al potere.
Federico Mollicone, classe 1970, figlio di un esponente missino adepto di Ordine nuovo, cresciuto fra i Gabbiani di Colle Oppio frequentati pure dalla futura premier, ha sin da ragazzo un chiodo fisso: occupare la cultura e tutto quel che gli gira attorno. Avendo mancato per ben due volte il bersaglio grosso — ovvero la poltrona del ministero, destinata prima a Gennaro Sangiuliano e poi ad Alessandro Giuli — ha pensato bene di organizzarsi. Infiltrando i suoi uomini là dove si selezionano film, serie tv, festival, rassegne e premi meritevoli di sovvenzioni statali. Alle cui cerimonie è spesso ospite fisso. Il mezzo prescelto per orientare la narrazione. E far vedere chi conta davvero nel settore, adesso che al governo ci sono loro: i Fratelli.

Sodali di Mollicone sono diversi “esperti” nominati nella commissione contributi selettivi che ha bocciato il finanziamento al documentario su Giulio Regeni, ma ha riconosciuto un fiume di danaro alla commedia di Pier Francesco Pingitore (800mila euro), al biopic su Gigi D’Alessio (un milione) e al legal thriller con Manuela Arcuri. Lo stesso schema utilizzato nella commissione ministeriale chiamata a decidere quali attività e iniziative di promozione cinematografica devono essere foraggiate. Con metodi non sempre ortodossi. Come dimostra l’ultima graduatoria. Finita al centro di un piccolo giallo utile a svelare il modus operandi della Mollicone band.
Il 18 marzo, alla vigilia della conclusione dei lavori, la coordinatrice degli esperti — Raffaella Salamina, nominata su input del presidente della commissione Cultura, cui deve anche l’ingresso in Rai — scrive alla Direzione generale cinema e a tutti i colleghi. Oggetto della missiva: “Consegna dei verbali e modelli completi di contributi e punteggi istanze promozioni anno 2025”. È la comunicazione che mette il sigillo sulla classifica delle iniziative giudicate meritevoli di incassare l’obolo pubblico. Diversi commissari cadono però dalle nuvole. E il giorno dopo rispondono. «Per quanto mi riguarda, è la prima volta che vedo gli elenchi con i punteggi e i verbali perché non erano stati a oggi condivisi», si legge in una delle mail che Repubblica ha visionato: «Avendo rilevato alcune incongruenze nei punteggi e inesattezze nei verbali, chiedo cortesemente di fissare a stretto giro una riunione per discutere alcuni punti». La manovra è smascherata. La commissione viene riconvocata per correggere una graduatoria cucinata da chissà quali mani.
Basta dare una scorsa a chi ne ha beneficiato di più. Intanto Tiziana Rocca, la moglie di Giulio Base, il direttore del Torino Film Festival nonché regista dell’ultima pellicola cara alla destra: Albatross, presentata in pompa magna al cinema Adriano con tutto il gotha di FdI. Ebbene, la nota pr ha incassato dalla commissione promozione quasi mezzo milione. Alla sua Agnus Dei sono stati assegnati 120mila euro per il Filming Italy Los Angeles 2024 nella sezione dedicata all’internazionalizzazione; altri 100mila per il Filming Italy Sardegna 2025, la dotazione più alta delle rassegne; ulteriori 100mila euro per il Producer italian award 2025, nella sezione premi. Cui vanno aggiunti i 130mila euro dati al Taormina Film Festival di cui Rocca è direttrice artistica.
Come non bastasse anche il marito ha ricevuto soldi pubblici: per la rassegna organizzata all’Istituto italiano di Cultura in Spagna, normalmente finanziato dal ministero degli Esteri e ora pure da quello guidato da Giuli, ma solo per pagare il curatore. Chi invece ha fatto un salto enorme è stata la cineteca Kabuto, passata nel giro di un anno da 50mila a 140mila euro, il record della sezione. Inutile sorprendersi però: i fondatori di questa srl romana che si occupa di videogames sono molto cari a Mollicone. Con la commissione Cultura della Camera hanno in corso un progetto per valorizzare il mondo dei giochi virtuali, applicati al cinema, ovviamente. Per non parlare dei 35mila euro assegnati all’associazione sportiva dilettantistica Puntoevirgola per un festival ai Castelli romani. Della serie: cosa non si fa per gli amici (di Federico e della destra). Specie se i soldi non sono i tuoi, ma quelli dell’erario.
Ieri leggevo questo articolo
https://it.investing.com/news/stock-market-news/eni-annuncia-scoperta-da-2-tcf-di-gas-nelloffshore-dellegitto-3301274
2 trilioni di piedi cubi di gas; poca roba.
57 miliardi di metri cubi, se consideriamo che il giacimento di Zhor ne produce 60-65 all’anno, si tratta di poco più della produzione di un anno, ma che si integrano bene con la produzione esistente; niente di che ma sufficienti a spiegare il motivo per cui i finanziamenti al film su Giulio Regeni sono stati tolti.
Il frontman di quest’operazione sarà Mollicone, ma il mandante credo sia il ministro degli esteri De Scalzi.
E adesso gli infosanniti si possono scatenare: si, gioggia, Mollicone di m3rda, destraccia del kazzo…. e vai.
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