Non c’è alcuna regia di biechi giornalisti. Un maleficio ha concentrato una quantità di sfiga mai vista prima sulla Presidente del Consiglio e i suoi fedeli del cerchio magico

(Domenico Valter Rizzo – ilfattoquotidiano.it) – Andrea Delmastro Delle Vedove finisce in società, con Mauro Caroccia, indagato insieme alla figlia Miriam di intestazione fittizia di beni e riciclaggio per favorire il potente clan di camorra dei Senese. L’ormai ex sottosegretario alla giustizia avrebbe finanziato il ristorante di Caroccia e sarebbe entrato nella società “5 forchette”. Tutto fa pensare ad una brutta storia: collusioni oscure con personaggi legati al crimine organizzato che imperversa a Roma. Niente di tutto questo a spiegare la verità sono proprio i Caroccia. Delmastro – dicono – ha messo mano al portafoglio solo per aiutare delle persone in difficoltà economiche. A spiegarlo ai giornali è Barbara Tritoni, la moglie di Caroccia che parla di Delmastro definendolo “una manna dal cielo per la nostra famiglia”, “ci ha fatto uscire – aggiunge – dal baratro in cui eravamo finiti per la grave situazione economica in cui ci trovavamo”. Delmastro avrebbe conosciuto Caroccia quando era incensurato e avrebbe deciso di aiutarlo ad uscire dalla morsa dei debiti. Insomma ce n’è abbastanza per avviare un processo di beatificazione in Vaticano. Ma poi, ecco che si accanisce la sfortuna. Caroccia viene processato come prestanome dei Senese e il benefattore si trova ad essere socio di un condannato. Quando si dice la sfiga.
Ma la sfiga si accanisce. Il 2 febbraio 2019 all’Hotel Marriott di Milano c’è un fastoso evento elettorale di FdI per le Europee, con l’intero stato maggiore del partito schierato: Ignazio La Russa, Daniela Santanchè, Guido Crosetto, Raffaele Fitto e naturalmente Giorgia Meloni. Discorsi, appalusi, grande entusiasmo e militanti in brodo di giuggiole impazienti di farsi un selfie con la leader maxima. Insomma niente di strano, ma la sfiga era lì, in agguato, nascosta tra folla pronta a colpire. Ed ecco che accanto a Giorgia Meloni si accosta un giovanotto dall’aria simpatica e i due si fanno un bel selfie. Il giovanotto si chiama Gioacchino Amico, ex referente del clan Senese in Lombardia, oggi collaboratore di giustizia nel caso Hydra che vantava una serie di rapporti, relazioni e contatti nel partito della Fiamma. Rapporti dei quali si vantava nella sua cerchia, riferendo di incontri con dirigenti del partito, tutti smentiti dagli interessati. In quel momento Gioacchino Amico non era ancora indagato per mafia, ma aveva già una condanna definitiva per ricettazione, era finito in manette per truffa e associazione a delinquere.
Ovviamente la Premier non poteva sapere chi fosse, ma la sfiga ecco che glielo piazza a favore di cellulare.
Ma la sfiga mica si accontenta. Ecco che quel selfie finisce dentro ad un servizio di Report su Rai 3.
Dopo queste vicende la Premier è apparsa decisamente contrariata. Se la prende con i giornalisti, parla di Redazione unificata di Repubblica, Il Fatto e Report. Insomma è convinta che vi sia una regia unica per scatenare un violenta macchina del fango su di lei e i suoi fedelissimi. Insomma, fa il ragionamento più semplice. Ma sbaglia. Purtroppo, non c’è alcuna regia di biechi giornalisti. La verità è che qualcuno le ha fatto una fattura, un potente maleficio. Mediante l’uso di arti oscure e probabili evocazioni diaboliche, ha concentrato una quantità sfiga mai vista prima sul capo della Presidente del Consiglio e dei suoi fedeli del cerchio magico.
Il maleficio mostra di essere potentissimo. Come spiegare diversamente una serie di fatti che hanno colpito la Premier: l’inspiegabile sconfitta in un referendum che Italo Bocchino, che non ne sbaglia mai una, aveva dato per vinto con almeno quindici punti di scarto; Donald, il suo migliore alleato e amico, che appare in balia di deliri sicuramente orchestrare da forze oscure, al punto da trascinarlo in una guerra insensata, lui che aveva come unica aspirazione il Premio Nobel per la Pace; gli iraniani che, leggermente incavolati per un po’ di missili che gli sono stati lanciati da americani e israeliani, hanno pensato bene di bloccare lo Stretto di Hormuz, non lasciandoci neppure il gas per far funzionare la moka e la benzina per caricare uno Zippo; i prezzi che impazziscono. Insomma una “Tempesta perfetta”.
A questo punto, siccome siamo convinti che le forze del male siano state evocate da potenti fattucchiere senza pietà, ci permettiamo di consigliare l’intervento di un esperto esorcista e crediamo possa essere utile convocare la prossima seduta del Consiglio dei ministri a Lourdes.