
(di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – “Grazie Carlo”. Firmato, Carlo Calenda. Come Adone contemplava il proprio bellissimo volto in specchi e corsi d’acqua, il leader di Azione osserva e plaude ai propri post su Facebook. Per carità, sarà stato un mero errore, una semplice disattenzione. Ma suscita comunque un sorriso constatare come Calenda abbia scritto “grazie Carlo” sotto un suo post in cui infieriva contro avversari politici (poi cancellato, pare). È legittimo e giusto, in fondo, ringraziarsi per lo sforzo di tenere alta la bandiera dei liberali in Italia. Anche se, guardando il quadro delle prossime Amministrative, “Carlo” risulta alleato un po’ ovunque con il centrodestra: partendo da Venezia, la più importante delle città che andranno al voto a fine maggio.
Tradotto: nella laguna Azione andrà a braccetto anche con la Lega, cioè quel partito che il suo fondatore accusa a scadenza oraria di essere filo-Putin. Ma del resto in politica bisogna essere elastici, avrà pensato il senatore. Proprio lui, che rimprovera ogni quarto d’ora a Giuseppe Conte di aver governato prima con la Lega e poi con il Pd. “Conte è concavo e convesso, pronto a dire tutto e il suo contrario a seconda delle convenienze”, mordeva giorni fa Calenda sui social. Fustigatore. La versione forse più congeniale all’ex europarlamentare del Pd, già creatura politica di Matteo Renzi, poi nemico acerrimo del medesimo Renzi, quindi suo alleato nelle Politiche del 2022 dopo aver stracciato in una notte il patto elettorale con il segretario dem Enrico Letta, infine di nuovo avversario del fu rottamatore. L’anno scorso, al congresso di Azione in un piccolo teatro a Roma, seppe far ridere forte in platea Giorgia Meloni e il suo fido Giovanni Donzelli. Infierì talmente sui progressisti, il moderato, che per la premier fu semplicissimo andare in scia dal microfono: “Dopo il suo intervento porterò io un po’ di moderazione”. E tutti a ridere. È liberale ma vivace, Calenda. E a naso teme la noia, ergo detesta stare fermo. I suoi social straripano di immagini di sue gite culturali (tutte di ottimo livello, va riconosciuto). Ma non solo di monumenti e quadri vive l’uomo. Così il 29 marzo il fu ministro ha postato su Facebook una foto anche poetica: “Primo bagno”. In acqua, in una lieve penombra, c’è proprio lui, nuotatore ardimentoso. E sia chiaro, prendiamo le distanze dall’utente che sotto il post ha vergato un commento più che discolo: “Mai uno squalo quando serve”. Più politica, ma anche meno lussureggiante, un’altra osservazione: “Questo è il secondo bagno, il primo lo hai preso con il referendum”.

Cioè quella campagna per la separazione delle carriere in cui Calenda stava di nuovo dalla parte delle destre. E comunque Carlo è financo fantino, come testimonia sempre su Facebook apposita foto del liberale sopra un quadrupede, risalente allo scorso sabato. Sotto, una media di un utente su tre si congratula: “Finalmente ti sei dato all’ippica”. Un po’ scontato. Si può fare di più, e infatti ecco che arriva il commento che fa la differenza: “A Carlè, almeno Bocelli impennava… Daje un po’”. Dopodiché, e questo rincresce, in certi commenti affiora una punta di acredine che, anche in questo caso, non ci trova concordi. Per esempio: “E poi ti arrabbi se dicono che sei dei Parioli”. Però il flusso è copioso quanto simpatico. Verrebbe da scrivere, grazie agli utenti. E invece no. Meglio (ri)scrivere ciò che è giusto: “Grazie Carlo”. Di tutto.
A citare Calenda c’è poco da ironizzare, è l’unico politico che quando commenta una sua posizione politica, riesce a far ridere sia la destra che la sinistra.
Grazie a me stesso!!!
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Ministro Carlo Calenda: «Io sindaco di Roma? No, sarei un cialtrone». https://roma.corriere.it/notizie/politica/18_febbraio_16/ministro-carlo-calenda-io-sindaco-roma-no-sarei-cialtrone-914e4234-1343-11e8-bbf7-75f50a916419.shtml
Calenda: “Mi candido a Roma? Penso di sì”. https://www.ilfoglio.it/politica/2020/10/14/news/calenda-mi-candido-a-roma-penso-di-si–1192934/
Calenda: “Pensavo di essere l’ultimo pirla che si era fidato di Renzi, non ero l’ultimo e questo mi rassicura dal punto di vista psicologico”. https://www.affaritaliani.it/politica/calenda-avverte-schlein-renzi-pensavo-di-essere-l-ultimo-pirla-a-fidarsi-930982.html
😀
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Ma il mondo è pieno di pagliacci, cialtroni, narcisisti, logorroici, incoerenti, illogici, presenzialisti; immaginiamo poi la fatica di riempire le giornate di chi ha da sempre la fortuna di non dover fare assolutamente nulla per accedere ad agi che altri non possono permettersi mai o quasi mai nella vita.
Non è difficile capire lui, è difficile capire chi esce di casa per mettere un segno sul suo simbolo per garantirgli tutta questa visibilità: magari fosse solo per garantirsi il divertimento, ma c’è anche chi davvero si affida a lui come rappresentante delle proprie idee (idee?).
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