Prenotare subito o aspettare: il dilemma degli italiani per l’estate dei voli a rischio. I vettori consigliano di acquistare per evitare altri rincari, cauti i consumatori. Così le vacanze diventano un rebus per le famiglie

L'areoporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. ANSA/TELENEWS

(di Rosaria Amato, di Massimo Ferraro – repubblica.it) – ROMA – Le conseguenze sul trasporto aereo della guerra in Iran e del blocco del Golfo Persico sono arrivate in Europa. A dircelo non sono solo i bollettini di sette scali italiani che segnalano una carenza di jet fuel, il cui prezzo è raddoppiato nell’ultimo mese. Ma anche i flussi turistici che si stanno rimodulando, la prudenza dei vacanzieri con le prenotazioni, l’innalzamento delle tariffe dei biglietti aerei e l’ipotesi di tagliare una parte dei voli se le forniture di carburante non torneranno ai livelli ordinari. Mentre consumatori e vettori cercano di capire come muoversi per limitare gli extra-costi, il tempo stringe per organizzare le ferie e acquistare i voli.

Le compagne aeree

Scorte di carburante per diversi mesi e assicurazione sul prezzo: ITA Airways per il momento riesce a tenere al riparo i viaggiatori dagli aumenti. Per quanto, dipende però dalla durata del conflitto. D’altra parte Lufthansa, che controlla ITA al 41%, nel suo scenario peggiore prevede di lasciare a terra circa il 5,4% della sua flotta, 40 su 737 aerei. E di ritoccare le sue tariffe. Politica già attuata da Air France-Klm, che a metà marzo ha applicato aumenti di 50 euro per i voli a lungo raggio in economy. Il vettore low cost easyJet pensa a un rialzo dalla fine dell’estate, mentre studia un taglio dei voli sulle rotte servite più volte al giorno. Come già fatto da SAS, che ha soppresso centinaia di decolli, diventati un migliaio da aprile. Ryanair stima un calo delle forniture da fine maggio, valutando di ridurre le partenze del 5-10% tra giugno e agosto e di aumentare il prezzo dei biglietti del 4% circa. Invitando i consumatori ad acquistare subito, per evitare ulteriori rincari.

I consumatori

Più prudenti le associazioni dei consumatori. «Rischioso prenotare già da ora, troppe incognite sull’estate – spiega Massimiliano Dona, presidente di Unc – speriamo che la crisi non darà un pretesto alla politica per derogare alle tutele Ue e introdurre voucher “speciali” al posto dei rimborsi e risarcimenti in caso di cancellazione», come avvenuto in periodo Covid. «Noi consigliamo di optare per il rimborso del volo in caso di cancellazione, perché in un momento di incertezza come questo è difficile sapere se la riprotezione o il voucher saranno spendibili», spiega Federconsumatori.

Le protezioni

D’altra parte adesso, grazie alla nuova direttiva Ue sui pacchetti turistici, appena entrata in vigore, in caso di cancellazioni, i viaggiatori non dovranno più accontentarsi del voucher o della riprotezione, ma potranno pretendere il rimborso. Per chi acquista invece biglietti aerei in autonomia rimangono valide le norme in vigore da oltre 20 anni (e in fase di revisione): in caso di cancellazione si ha diritto al rimborso o a un volo alternativo. Se la cancellazione arriva a ridosso del volo spetta anche un risarcimento, a meno che l’annullamento non sia dovuto a circostanze eccezionali.

Prime cancellazioni

Ma intanto arrivano le prime cancellazioni. «Nel turismo organizzato assicuriamo tutto, ma c’è già stato un calo dei flussi», ammette Gian Mario Pileri, presidente Fiavet. «Per ora non siamo ancora ai livelli drammatici del Covid, si fermano al 35% delle prenotazioni», rileva Marco Celani, presidente di Aigab (Associazione gestori affitti brevi). Ad annullare il soggiorno in Italia sono soprattutto i turisti dal Medio ed Estremo Oriente. Se si guarda invece alle destinazioni, «resistono le prenotazioni sul lago di Como o in Costiera, si cancellano quelle nelle città d’arte, come Roma», aggiunge Celani. In genere si evitano prenotazioni a lungo raggio, meglio per ora limitarsi alle tre/quattro settimane. Gli operatori puntano più sugli italiani e sui vicini di casa, come francesi e tedeschi. Con la preoccupazione che, dato che i costi del carburante rimarranno alti a lungo, se l’estate dovesse essere troppo calda «molte famiglie del Nord Europa che viaggiano in auto si accontenteranno del Mar Baltico piuttosto che venire in Italia».