
(Salvatore Toscano – lindipendente.online) – Le infrazioni accertate da autovelox tarati e non necessariamente omologati sono valide. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 7374 del 27 marzo 2026, cambiando rotta rispetto alle pronunce precedenti che invece subordinavano la validità delle multe all’omologazione. L’approvazione ministeriale dell’apparecchio, anche senza gli esami approfonditi propri dell’omologazione, fornisce dunque validità alle multe, a patto che l’autovelox venga tarato ogni anno. Si chiude così un cerchio aperto da un’automobilista sanzionata a Pescara nel 2021, a causa del superamento dei limiti di velocità. Inizialmente il Giudice di Pace aveva annullato le due multe, vista la mancata omologazione dell’autovelox Velocar Red&Speed Evo. Poi il ribaltamento in appello e ora anche in Cassazione.
Ci sono voluti 5 anni per chiudere definitivamente il caso dell’automobilista multata a Pescara per eccesso di velocità. Dopo l’accoglimento del Giudice di Pace, che lamentava una carenza di formalità, la sentenza è stata ribaltata in appello, dove è stato dato risalto più alla sostanza che alla forma. L’approvazione del dispositivo da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), insieme a una taratura regolare, rendono dunque valide le multe, a quanto pare anche senza l’omologazione del dispositivo di rilevamento. Una posizione che lo stesso MIT aveva adottato nel 2025, rispondendo all’ultimo intervento della Cassazione in materia, risalente all’anno precedente. In quel caso, gli ermellini avevano bocciato gli autovelox non omologati, spalancando la strada ai ricorsi.
Oggi, chiudendo il caso pescarese, la Cassazione torna sui propri passi. Per quanto riguarda le prove che le amministrazioni devono mostrare a sostegno dell’affidabilità tecnica degli autovelox, basta infatti il certificato di verifica periodica di funzionamento. Nel caso dell’automobilista ricorrente, i verbali erano stati elevati il 10 e il 12 aprile 2021, mentre l’ultima verifica effettuata dal Comune di Pescara all’autovelox risaliva al 21 dicembre 2020, meno di un anno prima. Il ricorso è stato così definito infondato. Sorridono le amministrazioni di tutta Italia che in questi mesi erano rimaste col fiato sospeso a causa dei tanti autovelox autorizzati ma non omologati presenti sul territorio italiano.