Mobili e buoni pasto, il “taglio” di Brunetta costa altri 2 milioni. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro del lavoro ritocca già il documento approvato a ottobre: più soldi per manutenzione, mobili e per le spese di personale. La replica: «Spesa comunque inferiore al bilancio 2025»

(Stefano Iannaccone – editorialedomani.it) – Mobili, arredi, comunicazione, buoni pasto e tecnologica. Al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, presieduto dall’ex ministro Renato Brunetta, è già tempo di aggiornare la lista delle spese, messe in conto per l’intero 2026. La variazione di bilancio ammonta a 2 milioni di euro, portando lo stanziamento a 12,1 milioni di euro rispetto ai 10,1 milioni iniziali.
Il 23 ottobre scorso il Cnel aveva approvato il bilancio previsionale con i relativi esborsi previsti per i singoli capitoli di spesa. Tre mesi dopo, nell’assemblea del 28 gennaio, sono state approvate varie modifiche. Nella determina c’è un ritocco alla spesa di 100mila euro in «pubblicità, comunicazione e relazioni istituzionali», capitolo che è sempre stato a cuore all’ex ministro.
Altri 130mila euro sono aggiunti per la «manutenzione ordinaria di immobili» e per quella straordinaria. Ma non solo: il Cnel ha aggiornato la spesa, di altri 20mila euro per i buoni pasto (per un esborso di 140mila euro per questa voce), e 5mila per la voce «mobili e arredi per ufficio, anche per alloggi e pertinenze»; stessa cifra per «impianti e attrezzature».
E ancora: in totale 40mila euro vanno via per i servizi di stampa e rilegatura e quelli per la biblioteca. Cresce nel complesso di 160mila euro la previsione di spesa per hardware (40mila euro) e Ict (120mila euro). L’incremento più corposo riguarda, però, il personale con 800mila euro aggiuntivi tra competenze e Irap.
Il Cnel, contattato da Domani, respinge «qualsiasi affermazione» su «un aumento di spese gestionali e amministrative rispetto all’anno precedente», rivendicando una spending review. In confronto al 2025, da Villa Lubin sostengono che per «quanto riguarda il capitolo pubblicità, comunicazione e relazioni istituzionali lo stanziamento a valere sul bilancio 2026, comprensivo della citata variazione, è pari a 227mila euro, a fronte dei 240mila euro previsti nel 2025. Completano il quadro i risparmi sui costi per mobili e arredi da ufficio (-20mila euro) e per impianti e attrezzature (-12mila euro)». In ogni caso il documento conferma il ritocco al rialzo di 2 milioni rispetto al bilancio di previsione varato solo tre mesi prima.
I vertici del Consiglio non beneficeranno di alcun incremento, dopo che Domani aveva rivelato la delibera per adeguare la remunerazione in seguito alla sentenza sul tetto ai manager della Pa. Fa sapere il Cnel: «La decisione di non dare corso a quanto disposto dalla sentenza della Corte costituzionale è stata assunta dall’ufficio di presidenza nella seduta dello scorso 13 novembre. Nulla è mutato relativamente all’importo delle indennità».
Quando lo aboliamo il CNEL, così che risparmiamo tutto.
"Mi piace""Mi piace"