Con tutti i leader candidati in vantaggio il presidente M5s. Nel campo largo il 23% vuole un federatore

(Alessandra Ghisleri – lastampa.it) – Una buona maggioranza degli italiani, quasi 2 su 3 (61,9%), non desidera oggi elezioni anticipate. Tra le file della maggioranza questa indicazione registra forti polarizzazioni, soprattutto in Forza Italia (90,2%) e Fratelli d’Italia (92,7%), dove la percentuale supera il tetto del 90%. Anche tra le opposizioni emerge una certa reticenza ad “andare alle urne”, come si dice in gergo, non così marcata come tra i partiti di governo ma comunque significativa.
Sulle barricate del centro sinistra è come se convivessero due spinte opposte: da un lato il desiderio di replicare al più presto il sapore della vittoria appena assaggiato con il risultato referendario, dall’altro il timore di cadere in un possibile tranello elettorale. Solo il partito di Giuseppe Conte esce allo scoperto su possibili elezioni anticipate, differenziandosi dagli altri con 1 elettore su 2 (52%) che desidererebbe esprimere propria partecipazione politica al più presto. Un dato interessante riguarda anche coloro che vengono classificati tra gli “indecisi”, dove il 23,8% di chi oggi non esprime un orientamento politico si dichiara pronto a tornare alle urne, forse galvanizzato proprio dal voto referendario e dalla sua capacità di mobilitazione.

A questo punto, il centrosinistra è chiamato a sciogliere il nodo della leadership. L’ipotesi di un “federatore” esterno ai partiti viene chiaramente accantonata (23%), mentre prevale nettamente – con il 62,6% delle preferenze – l’idea di individuare un leader interno alla coalizione. Se oggi si votasse per le primarie, con tutti i leader in campo, gli elettori del centrosinistra indicherebbero Giuseppe Conte come candidato premier del “campo largo” con il 30,3% dei consensi, seguito da Elly Schlein al 28%.
Tuttavia, in un ipotetico ballottaggio tra i due, sarebbe Schlein a prevalere, ottenendo il 40% delle preferenze tra l’insieme degli elettori delle opposizioni. Nel dettaglio, le scelte convergerebbero sulla segretaria del Partito democratico grazie al sostegno del 58% degli elettori del suo partito e di Italia Viva, a cui si aggiungerebbe circa un elettore su quattro di Alleanza Verdi e Sinistra. Conte, invece, oltre al consenso del proprio partito, raccoglierebbe la quota maggioritaria proprio dell’elettorato di Alleanza Verdi e Sinistra. Si tratta, naturalmente, di una fotografia del momento, destinata a mutare rapidamente. Le variabili sono molte tra cui possiamo elencare l’errore – forse di tempistica – di aver aperto troppo presto il dibattito sulle primarie, quando ancora si consolidava la vittoria del No al referendum. A ciò si aggiungono la difficoltà di costruire un programma realmente condiviso tra gli alleati del cosiddetto “campo largo” e, soprattutto, la necessità di intercettare quel consenso fluido e trasversale rappresentato da chi ha votato No senza riconoscersi – almeno per ora – pienamente in un partito.
Qui si inserisce una riflessione più ampia dove il voto referendario sembra aver espresso non solo una posizione su uno specifico quesito, ma un sentimento diffuso di insoddisfazione e distanza dalla politica organizzata. Un dissenso che non è ancora proposta, ma che potrebbe diventarlo. Chi saprà tradurre questa energia in una visione credibile e in politiche concrete avrà un vantaggio competitivo decisivo, e questo vale per tutti: opposizioni e forze di governo.
Il momento, tuttavia, non appare favorevole a elezioni anticipate. Non lo è per chi governa, ma non lo è nemmeno per chi aspira a governare. Il contesto internazionale è instabile, segnato da conflitti percepiti come lontani dagli interessi immediati dei cittadini e da una comunicazione globale spesso disordinata e contraddittoria. In questo scenario, l’elettorato sembra privilegiare la prudenza rispetto all’azzardo.
Resta poi un ultimo elemento, forse il più sottovalutato: la geografia sociale del voto. I dati del referendum mostrano una correlazione significativa con le aree in cui il reddito di cittadinanza ha avuto maggiore diffusione. Non è solo una coincidenza statistica, ma potrebbe essere il segnale di una frattura economica e territoriale che continua a orientare il comportamento elettorale. Ignorarla significherebbe non comprendere fino in fondo le dinamiche profonde del Paese. La politica, oggi, si trova di fronte a un bivio: inseguire il consenso nel breve periodo o ricostruire un rapporto più solido e duraturo con una società sempre più frammentata e diffidente. Le elezioni, quando arriveranno, saranno solo l’esito finale di questo processo, perché la vera partita si gioca da adesso in poi.
La Ghisleri va avanti come niente fosse successo dopo l’ennesima figuraccia dei sondaggisti sul referendum. Ancora la sua analisi relega le guerre in atto con le loro conseguenze in un angolino sullo sfondo mentre il mondo sta bruciando e anche la gente solitamente distratta da cronaca rosa ,mondana e nera se ne accorge se non altro andando a fare rifornimento alla pompa del distributore. Quel mondo fatto di gente stufa di ascoltare politicanti nei talk-show che si azzuffano guidati da pseudo giornalisti zelanti , non appare sui radar dei sondaggi ma immersi in una crisi reale potrebbero decidere diversamente in questa occasione elettorale.
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Referendum, il “sì” è in vantaggio con il 56%
L’affluenza stimata resta bassa, sotto il 50%, e i più convinti di questa riforma sono i giovani tra i 25 e i 34 anni
A meno di tre settimane dal referendum sulla giustizia per la separazione delle carriere, il sondaggio Bidimedia per Quotidiano Nazionale segna un netto avanzamento del “sì” rispetto al “no”. In particolare, il “sì” risulta essere in vantaggio di 8 punti, al 54%, rispetto al “no” che, invece, è fermo al 46%. Risulta esserci stata una oscillazione di un punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione, che rafforza la possibilità di vittoria del “sì” nonostante la propaganda “aggressiva” dei sostenitori per il “no”, che in queste settimane stanno tentando il tutto per tutto per riuscire a convincere gli italiani a stare dalla loro parte. https://www.ilgiornale.it/news/magistratura/referendum-s-vantaggio-56-2631744.html
Referendum, vittoria del No con il 54%; il Sì si ferma al 46%. Affluenza boom al 59%. https://www.ilsole24ore.com/art/referendum-instant-poll-youtrend-si-485percento-no-515percento-AI4B776B 🤣
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Uno dei possibili federatori…..quello che andrebbe bene a molti, salvo che al PD! A me personalmente benissimo, anche come pdc, con Conte e Schlein vicepremier…..Conte ministro degli Esteri e Schlein ministro degli Interni, Gratteri ministro della Giustizia e Barbero alla cultura! E cominciamo a ragionare rispetto al deserto politico e soprattutto culturale……
Ritengo sbagliato pensare in questo momento alle primarie, perché va costruito contesto e programma, sempre che resti questa orribile legge elettorale, andrebbe cambiata in proporzionale con un piccolo premio di maggioranza al partito/movimento che prende più voti! Poi perché togliere Gioggia da queste innumerevoli ed imprevedibili patate bollenti sotto le sacre chiappe, con elezioni anticipate, così le rogne in cui si è infilata passano al governo successivo? Non era tanto brava ? Lo dimostri …..siamo tutti in trepidante attesa!
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Programmi …scritti e sottoscritti .. al primo rinnego del programma concordato crisi di governo e nuove elezioni.
E basta con gli accordi sottobanco,rimpasti e fregatiure varie con i soliti salvatori che non salvano una s…a se non il loro portafoglii.
Auguri e buone feste Ale!
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Auguri anche a te e famiglia!
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Non c’è bisogno di un federatore, ma di mettersi d’accordo sui temi, cosa piuttosto complicata visti gli argomenti divisivi. 🤔
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Ma anche PDR!!!
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“Rispondevo” all’immagine postata da Carrie…
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centro-sinistra? compresi i due vanagloriosi? R&C??? che kaxxo di sinistra è? centro poi cosa vuol dire? una chiappa di qua e una di la?
l’articolo è un esempio di manipolazione mirata
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un tempo c’era “il presidente del consiglio dei ministri”!
chissà quando ci si renderà conto che aver lasciato la strada vecchia (consiglio dei ministri… espressione del voto proporzionale puro) per la nuova (premier de sco ca… scelto da extraparlamentari potenti, corrotti, corruttori e mafiosi) ha portato il debito pubblico a oltre tremila miliardi di euro…
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A me, comunque, risultano altri risultati:
https://www.la7.it/piazzapulita/video/leader-opposizione-chiusura-spazio-aereo-e-intenzioni-di-voto-i-sondaggi-di-eumetra-03-04-2026-639782
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Stavo per postarlo io. 😀
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😊👍
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