
(estr. di Marco Lillo – ilfattoquotidiano.it) – […] Un pranzo al ristorante con Conte vale più di un incontro di un ambasciatore e un senatore Usa al ministero con Crosetto. L’amministrazione Trump ieri ha avuto un saggio di come funziona in Italia la stampa e la politica. Due giornali hanno fatto due scoop in edicola. Il Fatto ha rivelato un documento non classificato ma sensibile (SBU) dell’ambasciata americana a Roma con foto del memo e della cartellina blu del governo americano con tanto di ‘bald eagle’, il gran sigillo Usa.
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Su Libero invece è apparsa la foto di Conte che entrava al Sanlorenzo, un ristorante del centro di Roma con Paolo Zampolli, l’imprenditore amico di Trump, “inviato speciale” di Trump in Italia. Da un lato, un pranzo in luogo pubblico fotografato da un giornalista e dall’altro il memo scritto made in Usa su un incontro a porte chiuse nell’ufficio di un ministro italiano mai divulgato e al quale ha partecipato una delegazione del Congresso accompagnata dall’ambasciatore Usa a Roma e guidata dal presidente del potente comitato SASC, il senatore del Mississippi, Roger Wicker. I due scoop hanno avuto diversa fortuna: l’incontro del 17 febbraio al ministero con al centro un’agenda seria fatta di miliardi da spendere per le armi è stato ignorato. Nessun lancio di agenzia di stampa, nessun commento di maggioranza e nemmeno dell’opposizione che si conferma addormentata e bipartisan sulle spese della difesa. Sarà il diverso contenuto dei due incontri, svelato dai due giornali, a determinare la fortuna dello scoop del quotidiano di Mario Sechi? Effettivamente l’inviato al Sanlorenzo, Fausto Carioti, ha svelato una frase chiave per capire le strategie della Casa Bianca. La ripubblichiamo qui: “Però sei mio ospite”, così ha detto Zampolli a Conte mentre scendevano la scala a chiocciola. A chiocciola attenzione. Il punto sia chiaro non è negare la notizia altrui che c’era eccome. Il punto è sollecitare una riflessione sul livello del dibattito pubblico in Italia. […]
Il Fatto (con tutto il rispetto per Libero, Zampolli e il pesce squisito del ristorante Sanlorenzo) ieri ha trovato e pubblicato un documento che svela nell’ordine: un incontro segreto tra una delegazione Usa e il ministro della Difesa; le strategie Usa per spezzare l’unità europea facendo leva sulla coppia Merz-Meloni per frenare le politiche europeiste; le pressioni sull’Italia per appoggiare l’acquisto di armi americane con il piano Purl per l’Ucraina; le pressioni Usa per un piano che porti al 5% sul Pil il budget militare; il pressing Usa su Crosetto per stoppare le direttive europee che favoriscono il Made in Eu sul Made in Usa; le pressioni Usa per farci spendere 3 miliardi e mezzo in aerei Boeing, missili […] e radar Lokheed; le pressioni per ammorbidire chi (Crosetto?) nel governo e nell’industria resiste alle imprese statunitensi. Libero ha costruito tre pagine con editoriale del direttore sulla foto del pranzo, e ha fatto il suo. Una ventina di lanci di agenzia e decine di articoli sul web hanno giustificato le reazioni politiche. Stefano Benigni, vicesegretario di FI, ha denunciato ‘l’incoerenza totale’ del leader M5S. Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, a Coffee Break ha tuonato contro il pranzo. Isabella De Monte (FI) ha paragonato Conte a tavola e Meloni al governo: “Su Sigonella il governo Meloni ha rispettato i trattati, salvaguardando gli interessi dell’Italia (…) Conte da un lato infiamma la piazza e dall’altro incontra l’emissario di Trump, Zampolli. Sono tornati i tempi di Giuseppi?”. Galeazzo Bignami, capogruppo FdI, ha portato il pranzo Conte-Zampolli in aula. E l’incontro della delegazione Usa che vuole influenzare la politica europea? Se ne occuperanno quando Wicker e Fertitta offriranno a Crosetto un pranzo al Sanlorenzo.