Ilaria Salis, il racconto della perquisizione: «Io tenuta per un’ora nella stanza dell’hotel. Mi hanno chiesto se andavo al corteo, non hanno nemmeno fatto il verbale». «Ho detto subito che sono una deputata europea ma loro sono andati avanti con le domande e alla fine non hanno fatto il verbale. Sono arrivati direttamente alla porta della stanza senza l’avviso della reception».

ILARIA SALIS POLITICO - COMMISSIONE DELL'EUROCAMERA SÌ ALL'IMMUNITÀ PER ILARIA SALIS - FOTO ARCHIVIO - fotografo: IMAGOECONOMICA

(di Rinaldo Frignani – corriere.it) – «Sono arrivati alle 7,30 in hotel, hanno bussato direttamente alla porta della camera e sono rimasti oltre un’ora. Mi hanno chiesto se avevo intenzione di andare alla manifestazione se avevo con me oggetti per offendere». 

È provata ma anche sconcertata Ilaria Salis per quanto accaduto oggi, sabato 28 marzo, giorno di manifestazione prevista a Roma. Perché si tratta di una deputata del Parlamento europeo e perché il controllo di polizia scattato all’alba «era evidentemente collegato al corteo».

«Sono arrivata a Roma giovedì – spiega Salis – e ho svolto alcune attività per il mio ruolo di parlamentare europeo. Non era un mistero che fossi nella Capitale. Però fino a oggi non era accaduto nulla. E invece questa mattina alle 7,30 hanno bussato alla porta della mia stanza e quando ho aperto mi sono trovata davanti i poliziotti. Mi hanno detto che erano arrivati per semplici accertamenti».

Salis chiarisce che non c’è stata – come solitamente avviene in questi casi – una telefonata preventiva da parte della reception dell’hotel. E poi continua: «Appena li ho visti ho spiegato che sono una parlamentare ma loro mi hanno cominciato a fare domande dirette sul corteo. “Ha intenzione di partecipare?” “Custodisce oggetti particolari?”. Ho ribadito di essere una parlamentare ma sono andati avanti e sono rimasti nella mia stanza per circa un’ora».

Alla fine, nonostante la richiesta di Salis, «hanno deciso di non compilare alcun verbale. Sono andati via come nulla fosse ma era evidente che erano arrivati perché oggi a Roma c’è il corteo».

Le accuse, la detenzione, l’elezione: la storia di Ilaria Salis

Ilaria Salis – all’epoca una insegnante 39enne, da sempre impegnata in movimenti antifascisti -venne arrestata l’11 febbraio 2023 con l’accusa di aver partecipato al pestaggio di alcuni neonazisti durante un evento di skinheads e hooligans, radunatisi a Budapest per commemorare un battaglione nazista. I due neonazisti riportarono ferite lievi; Salis venne fermata in un taxi, assieme con due «antifa» tedeschi, ore dopo l’aggressione, a cui ha sempre sostenuto di essere del tutto estranea.

Inizialmente fu accusata di aver preso parte a quattro aggressioni; per due di queste la contestazione cadde, visto che all’epoca dei fatti non era ancora arrivata in Ungheria. Quando venne fermata, Salis fu trovata in possesso di un manganello retrattile («Lo aveva portato con sé per un’eventuale difesa personale», ha raccontato poi suo padre). Tenuta per mesi in carcere in Ungheria, in condizioni degradanti, Salis venne poi eletta con Alleanza Verdi e Sinistra al Parlamento europeo: per questo gode dell’immunità riservata agli eurodeputati, e per questo è stata liberata nel giugno del 2024, dopo un anno, quattro mesi e tre giorni di detenzione.

Nell’ottobre del 2025, la plenaria del Parlamento europeo riunita a Strasburgo votò per la conferma dell’immunità a Salis, con un solo voto di scarto. Su Instagram Salis postò una foto di sé in piedi in Aula con il pugno alzato e la caption«Siamo tutti antifascisti!». E parlando fuori dall’Aula disse che «è una vittoria dell’antifascismo, dell’Europa antifascista». In una nota rimarcò poi come quello fosse «un voto per la democrazia, lo stato di diritto e l’antifascismo. Questa decisione dimostra che la resistenza funziona. Dimostra che quando rappresentanti eletti, attivisti e cittadini difendono insieme i valori democratici, le forze autoritarie possono essere affrontate e sconfitte». Avvertendo però: «La lotta è tutt’altro che finita. Le minacce permangono e continuare a lottare è essenziale. Tutti gli attivisti antifascisti presi di mira per aver sfidato l’autoritarismo e le forze fasciste devono essere difesi».

In che cosa consiste l’immunità parlamentare

Come spiega il Parlamento europeo qui, l’immunità parlamentare «non è un privilegio personale dei deputati, ma una garanzia che un deputato al Parlamento europeo possa esercitare liberamente il suo mandato senza essere esposto a una persecuzione politica arbitraria», e prevede che i membri del Parlamento europeo «non possano essere ricercati, detenuti o perseguiti per le proprie opinioni o per i voti espressi nella loro veste di deputati al Parlamento europeo». 

L’immunità degli europarlamentari è duplice e consiste anzitutto «in una immunità analoga a quella concessa ai membri del parlamento nazionale, nel territorio dello Stato membro di origine; e nell’esenzione da ogni provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario, nel territorio di ogni altro Stato membro».

L’immunità non può comunque essere invocata «nel caso di flagrante delitto».