La stima della Cgia con gli impatti sui conti di imprese e famiglie. La ricaduta maggiore in Lombardia

Bollette, dalla guerra una stangata su luce e gas per oltre 15 miliardi

(repubblica.it) – Un mese di guerra che potrebbe costare oltre 15 miliardi in bolletta a famiglie e imprese italiane. Quello energetico è il principale dazio da pagare al conflitto tra Usa e Israele da una parte e Iran dall’altra, con i noti cascami su stretto di Hormuz e produzione di Gnl dal Qatar.

Un subbuglio epocale che sta portando tutti i previsori ad alzare le stime sull’inflazione (e abbassare quelle sulla crescita) mentre – nota la Cgia di Mestre – i mercati energetici hanno già reagito con forza: il prezzo del gas è aumentato di 26 euro per MWh (+81 per cento), mentre quello dell’energia elettrica è salito di 41 euro per MWh (+38 per cento).

“Un’evoluzione che – dicono gli artigiani – inevitabilmente, si rifletterà sulle bollette, con prospettive tutt’altro che rassicuranti”.

Secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia, ipotizzando che nel 2025 e nel 2026 i consumi delle famiglie e delle imprese siano in linea con quelli registrati nel 2024, i rincari previsti per quest’anno rispetto al 2025 potrebbero raggiungere complessivamente i 15,2 miliardi di euro: 10,2 miliardi legati all’energia elettrica e 5 miliardi al gas.

L’ipotesi è fatta stimando per l’anno una media di 150 euro al megawattora per l’energia elettrica (la metà di quel che si registrò nel 2022 a seguito dell’invasione della Russia in Ucraina) e di 50 per il gas, che ovviamente è suscettibile di grandi cambiamenti a seconda di come evolverà il conflitto.

In questo scenario, comunque, a pagare caro sarà il sistema produttivo: le imprese dovrebbero sostenere circa 9,8 miliardi di costi aggiuntivi, mentre alle famiglie ne verrebbero imputati 5,4, stima la Cgia. “Si tratta di una vera e propria stangata, con il rischio concreto di mettere sotto pressione i bilanci domestici e la tenuta finanziaria di molte aziende”.

La mappa degli impatti

Se si guarda alla mappa degli impatti, si segue ovviamente la densità di imprese e nuclei sui territori. Per quanto riguarda le famiglie, ad esempio, le più colpite saranno quelle lombarde, con un rincaro complessivo stimato in 1,1 miliardi di euro. Seguono quelle venete con 557 milioni, le emiliano-romagnole con 519 e le laziali con 453.

Regioni e ripartizioni202420252026Var. ass.
2026-2025
Lombardia24.96725.69229.1273.436
Veneto12.12312.47614.1551.679
Emilia-Romagna11.94112.29313.9701.677
Piemonte9.4029.67710.9891.311
Toscana7.4517.6698.7061.037
Lazio7.4187.6338.6491.015
Campania5.6465.8106.583772
Sicilia5.4345.5926.334742
Puglia5.4745.6326.373741
Friuli-Venezia Giulia3.5223.6244.111486
Marche2.7012.7793.152372
Trentino-Alto Adige2.4482.5202.859339
Abruzzo2.4052.4752.808333
Liguria2.2472.3122.622310
Sardegna2.0812.1412.418277
Umbria1.9381.9952.263268
Calabria1.6371.6841.907222
Basilicata9249501.076126
Molise50752259270
Valle d’Aosta30931836143
ITALIA110.575113.797129.05315.256
NORD OVEST36.92537.99943.0985.099
NORD EST30.03430.91435.0954.181
CENTRO19.50920.07722.7702.693
MEZZOGIORNO24.10824.80728.0903.283

Fonte: Uff. Studi Cgia di Mestre