Il capogruppo sfiduciato da 14 senatori: al suo posto Craxi. Letta e Arcore guidano la rivolta contro il leader. Che chiama la primogenita e congela la sostituzione alla Camera

(estr. Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – […] A metà pomeriggio, al Teatro dei Servi, a pochi passi da Fontana di Trevi, il partito Fininvest siede in prima fila per ascoltare Gianni Letta che elogia la “rivoluzione gentile”: ci sono Cristina Rossello (avvocata dei Berlusconi) e i deputati berlusconiani Ugo Cappellacci e Rita Dalla Chiesa. Negli stessi istanti, pochi metri più in là, a Palazzo Madama, si consuma il colpo di mano “gentile” ordinato da Arcore. Dopo i tre dimissionari di Fratelli d’Italia, anche in Forza Italia arriva la prima vittima politica del referendum sulla Giustizia: il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri. “Mi sono dimesso, passiamo al punto due: il mio successore…”, dice con freddezza, intorno alle 16, Gasparri riunendo i senatori azzurri. Non c’è bisogno nemmeno di un voto: al suo posto va Stefania Craxi.
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La raccolta firme per sfiduciarlo era iniziata tre settimane fa: materialmente da Claudio Lotito (“Io? Non c’entro una mazza, io non conto un cazzo…” si schernisce entrando in ascensore a Palazzo Madama), su ispirazione di Marina Berlusconi (che ufficialmente smentisce) e con l’appoggio di Gianni Letta e del tesoriere Fabio Roscioli. La primogenita del fondatore di Forza Italia da mesi chiedeva “rinnovamento” nelle facce del partito e ha coordinato il colpo di mano per far fuori Gasparri. Due settimane fa, nella sua casa milanese, Marina aveva incontrato Craxi e le aveva detto di andare avanti. “Sono stufa”, andava ripetendo Marina Berlusconi.
Furore che è aumentato dopo la sconfitta referendaria sulla giustizia che, per Marina Berlusconi, significa il tradimento della storica battaglia del padre. Così, martedì, come anticipato da Repubblica, era stata completata la raccolta firme di 16 senatori – tra cui i due ministri Paolo Zangrillo e Maria Elisabetta Casellati – presentata ieri mattina per sfiduciare il capogruppo. Gasparri e Tajani hanno provato per qualche ora a fare resistenza cercando di rinviare la decisione a mercoledì, ma non c’è stato niente da fare.
Il leader di Forza Italia, però, non ci sta. Sa che, oltre a Gasparri, rischia di saltare anche il suo fedelissimo Paolo Barelli, capogruppo alla Camera. Si parla di raccolte firme e dell’ipotesi che a succedergli sia uno tra Deborah Bergamini e Giorgio Mulè, spinto dalla famiglia Berlusconi dopo le performance televisive in campagna referendaria. Ma questo, per Tajani, è troppo. Così, di buon mattino, il leader alza il telefono e chiama Marina Berlusconi con toni minacciosi: va bene Gasparri ma se salta anche Barelli me ne vado, è il senso delle parole del vicepremier che lo racconta anche ai suoi fedelissimi nel partito. Risultato: tutto congelato a Montecitorio, se ne riparla più avanti. Anche perchè, alla Camera, la partita è più difficile: servirebbero 28 firme.
A pesare sul colpo di mano nei confronti di Gasparri non c’è solo la volontà di Marina Berlusconi di rinnovare il partito ma anche alcune faide interne al gruppo: il presidente dei senatori contestava a Craxi le spese eccessive per la scuola politica di formazione a Viterbo, mentre Zangrillo e Casellati si sono opposti all’idea di andare avanti coi congressi regionali. A questo si aggiunge il carattere “spinoso” e da “accentratore” di Gasparri che non piaceva a molti.
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Nel pomeriggio, il putsch si consuma rapidamente. Gasparri si dimette e Tajani lo ringrazia con un post pubblico. La riunione dei senatori è breve e indolore. Silenzio iniziale. La nuova capogruppo Craxi scherza: “Ragazzi su, non è un funerale. Siamo adulti, questo è un avvicendamento naturale”. Gasparri (che andrà a presiedere la commissione Esteri) dice poche parole: “Mi sono dimesso, ora passiamo a decidere la mia successione. Chi si propone?”. La ministra Anna Maria Bernini fa il nome di Craxi, nemmeno si vota. Nel suo breve discorso la nuova capogruppo chiede “unità”. Dopo pochi minuti, da Arcore arriva una nota che suona come rivendicazione: quella di sfiduciare Gasparri è una “iniziativa parlamentare” ma la famiglia Berlusconi fa sapere di sostenere “una sempre maggior apertura” della classe dirigente con la “grande stima per Craxi”. Resta, invece, “immutata stima” nei confronti di Tajani. Si vedrà per quanto.
HANNO MENTITO E MENTONO A NOI TUTTI CON LA DISINVOLTURA PIU’ ASSOLUTA…..
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Tajani “minaccia” l’addio a Forza Italia perché Barelli, il fedelissimo Paolo Barelli è il suo consuocero
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Viene giù tutto
Magari!
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“Così, di buon mattino, il LEADER (🤦🏻♀️) alza il telefono e chiama Marina Berlusconi con toni minacciosi 🙄: va bene Gasparri ma se salta anche Barelli me ne vado è il senso delle parole del vicepremier”
Ma preeeego, si accomodi…il primo che dovrebbe saltare, per il COSTANTE IMBARAZZO, è proprio il Pimpa!
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