(Dott. Paolo Caruso) – La notizia della settimana è che dopo il Sottosegretario Del Mastro, la Capo di Gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, si è dimessa su esplicita richiesta della Premier anche la “Pitonessa” ovvero la Ministra del Turismo Daniela Santanchè, sotto processo a Milano per falso in bilancio, truffa aggravata ai danni dell’ INPS, bancarotta fraudolenta in relazione a diverse società. Un curriculum giudiziario di forte impatto sociale e politico rimasto nei cassetti della Meloni per un paio d’ anni e venuto fuori dopo la sconfitta referendaria. Comunque Daniela Santanchè non avrebbe mai dovuto essere nominata Ministra del Turismo a causa del suo enorme conflitto di interessi, occupandosi direttamente delle concessioni balneari, infatti era socia dello stabilimento balneare ” Twiga” insieme a Flavio Briatore. Dopo la nomina le azioni poi erano state cedute al suo compagno Dimitri Kunz e allo stesso Briatore. In Italia purtroppo non esiste una legge sul conflitto di interessi efficace e dettagliata in quanto bloccata da quasi due anni alla Camera. Lo Stesso Capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, esce di scena per volontà della Capo aziendale e padrona del Partito, Marina Berlusconi e probabilmente a Lui ne seguiranno altri. Un After Day che pare abbia risparmiato il Ministro della Giustizia Nordio.
Nordio infatti non si dimette. Si riconosce il maggiore responsabile del fallimento del “referendum”, ma non si dimette, preferisce sacrificare il sottosegretario Del Mastro e la sua Capo di Gabinetto Bartolozzi, quella che aveva paragonato certa magistratura a ” plotone di esecuzione “. Lui non ci pensa affatto, vuole continuare anche da “anatra zoppa” tanto la credibilità l’ ha perso da tempo. Erano troppo tranquilli, con i social tutti a favore del “Sì”, ma i giovanissimi alle urne hanno fatto la differenza. Giovani che vogliono appropriarsi del loro futuro, non più riferiti né al” Ventennio fascista” né a quello “berlusconiano”, con buona pace di Tajani, intenzionato a risuscitare i morti. Sono giovani che sfuggono ai ” dictat ” dei loro padri, per un mondo meno ipocrita e aperto al futuro da costruire. Nordio “non l’aveva considerato” e, sorpreso, vuole che le cose continuino come se nulla fosse stato. Il caso del colonnello libico, stupratore e riverito fino alle porte di casa sua, pesa sulla sua coscienza e di tutto il governo. La Meloni che dai banchi dell’ Opposizione protestava che avrebbe tenuta la schiena dritta da ” vergin di servo encomio ” (Manzoni), non lo ha dimostrato affatto né con Trump, né con Orban, né con Netanyahu. “I parenti d’ Italia” si ritengono i salvatori della patria, mentre l’Italia sta affondando sotto un PIL pari quasi allo zero, e i debiti contratti per le armi e l’energia con il Tycoon americano, di cui la premier ci ha reso schiavi, affossano la nostra economia. La Meloni ha abdicato da tempo a quei valori di legalità cui Borsellino, suo Nume tutelare, si ispirava. Il pensiero da Lui più volte espresso,
” I partiti non solo devono soltanto essere onesti ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati “, di certo non trova seguito nei comportamenti dei Rappresentanti del Governo e del partito della Meloni, la quale in effetti è la vera responsabile del disastro.