Il presidente del Senato in solidarietà all’ex ministra del Turismo, che avrebbe mostrato “senso di responsabilità per eliminare ogni sorta di tensione nell’interesse di Fratelli d’Italia e di tutto il centrodestra”

(lespresso.it) – “Rivolgo a Daniela Santanché la mia vicinanza per il senso di responsabilità dimostrato e con il quale ha voluto eliminare ogni sorta di tensione nell’interesse di Fratelli d’Italia e di tutto il centrodestra”. Poche ore dopo l’annuncio delle dimissioni dell’ex ministra del Turismo Daniela Santanché, il presidente del Senato Ignazio La Russa diffonde una nota di solidarietà. “Un gesto non dovuto, compiuto solo dopo l’invito del presidente del Consiglio, e nonostante la sua situazione giudiziaria non solo sia priva di condanne ma anche di un semplice rinvio a giudizio nella vicenda ‘cassa integrazione'”.
Non è la prima volta in cui il presidente del Senato si espone a difesa della collega di partito. A fine gennaio, rispondendo ai cronisti a margine del convegno sui 30 anni di Alleanza nazionale, aveva sostenuto che fosse meglio evitare la via parlamentare della mozione di sfiducia. In quell’occasione aveva tenuto a sottolineare che il rapporto con Santanché “prescinde dal rapporto politico. Lei resterà mia amica, sia che sarà ministro, sia che non lo sarà”.
L’ex ministra ha all’attivo un processo per falso in bilancio, un’udienza preliminare per truffa all’Inps e tre indagini per bancarotta che presto potrebbero concludersi. La senatrice è imputata per i presunti conti truccati delle società della galassia Visibilia fra 2016 e 2022, per la cosiddetta “truffa Covid” ai danni dell’Inps legata alla gestione della cassa integrazione della Visibilia e si trova sotto indagine, con l’ipotesi di bancarotta, per il crac di Bioera e per quello della Ki Group srl per la quale è stato accertato un “passivo esposto in ambito concordatario” da oltre 8,5 milioni di euro.
A saperlo prima
(Di Marco Travaglio) – Ma quindi il referendum non era per staccare i pm dai giudici, ma per incollare per sempre Santanchè, Delmastro e Bartolozzi alle rispettive poltrone? No, perché a saperlo prima non avremmo faticato tanto a spiegarlo e il No avrebbe vinto non col 53,7%, ma almeno col 90. Bastava scriverlo sulla scheda: “Volete essere rappresentati a vita da quei tre?”. Sarebbe finita ancora meglio di dieci anni fa quando Renzi, pensando di minacciarci, ridusse la sua schiforma all’osso: “Volete che resti o che lasci la politica per sempre?”. E trascinò alle urne anche i malati in coma, che si ridestarono per non perdere l’occasione. Ora però chi ha votato No perché aveva capito tutto, ma anche chi ha votato Sì perché non aveva capito nulla, inizierà a cogliere lo scampato pericolo. Se il No scaraventa fuori dal governo i tre impresentabili più impresentabili nel giro di 24 ore, con gravi danni per l’avanspettacolo, se ne deduce che il Sì li avrebbe lasciati tutti lì, col monumento equestre, l’aureola del martirio e la causa di beatificazione. Che poi il grande Nordio l’aveva pure detto e ridetto: ora noi salviamo i nostri, poi il centrosinistra salverà i suoi.
Oggi, se avesse vinto il Sì, lo scandalo non sarebbe il sottosegretario alla Giustizia in società coi prestanome dei Senese, ma la “manina” del Fatto che ha alzato il velo sulla Bisteccheria d’Italia dei fratelli d’Italia e del mafioso d’Italia. Lo scandalo non sarebbe la giudice-capogabinetto della Giustizia, indagata per aver mentito ai colleghi su Almasri, che definisce la magistratura “plotone d’esecuzione da togliere di mezzo”, ma chi le chiede di sloggiare. Lo scandalo non sarebbe una ministra con quattro processi (due per bancarotta, uno per falso in bilancio, uno per truffa allo Stato, peraltro noti da due anni e del tutto incolpevole sul referendum), ma la “manina” che rivelò i suoi magheggi e maneggi. Che poi è la stessa che fece dimettere Sgarbi perché prendeva soldi da privati per eventi da sottosegretario già pagato dallo Stato: sempre il Fatto. Invece oggi, grazie al No, la Meloni dice cose che abbiamo sempre detto noi. E i giornali di destra sembrano il Fatto. Fino a ieri confondevano la “disciplina e onore” imposti dall’art. 54 della Costituzione per “giustizialismo” e si facevano i gargarismi col “garantismo” e la “presunzione di innocenza fino a condanna definitiva” (ma anche dopo). Ora esaltano Giorgia neogiustizialista e attaccano la Pitonessa per non essersi dimessa proprio subito subito. Cerno: “Meloni reloaded”, “Rivoluzione Giorgia” (Giornale). Sechi: “La motosega di Giorgia” (Libero). Belpietro: “La Meloni fa piazza pulita” (Verità). Speriamo che non scoprano il vero colpevole della disfatta, sennò ci portano via pure Carletto Mezzolitro.
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“Speriamo che non scoprano il vero colpevole della disfatta, sennò ci portano via pure Carletto Mezzolitro”
Non finchè la Presidentessa non decide altrimenti, alla faccia che la Ducia che non è “ricattabile”.
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Venghino Siori, venghino! Benvenuti al Circo Barnum! 😀
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La presidenta non si prende le sue responsabilità manco per niente! Avendole invece tutte! Le responsabilità! Risulta ancora più in..me così! Prima si tira dentro cani e porci (non me ne vogliano i suddetti loro sono molto meglio!) e poi quando si palesano in tutta la loro schifezza al povero Paese lei che li ha scelti sapendo chi fossero, li fa dimettere mentre lei sta avvinghiata al potere perché oramai ne è ebbra!
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Prenditi tutti i tuoi giusti meriti, ma okkio Marcolino…
Se per caso saltano le “teste” di La Russa, Nordio e altri 3/4… Guarda che poi non puoi più sfuggire dalle tue parole…ti tocca fare il “roccocasalino” di Gioggia…rimani committed.😆
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nulla cosmico 70 , visto che ti sei scaldato recentemente sul candidato Tridico…..tipico di chi conosce la Calabria…..o anche Johnny Dio…. Vorrei chiedervi : cosa non ho capito del referendum, io ho votato no contro molti amici che mi hanno rinfacciato balle….poi leggo S.Luca, Platì, Rosarno il si è stato scelto dal 70-90% di coloro che han votato..
molto strano , si han consigliato anche Marina e Pier Silvio.. Berlusconi e ancora più strano la Calabria ha votato per il candidato di FI….. Grazie per la risposta
p.s. la colpa del lavoro che non c’è in Calabria è di Tridico che da candidato aveva proposto il reddito di cittadinanza regionale o locale ( non ricordo)…..
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Spiacente, ma il sottoscritto non è abbastanza qualificato per spiegarti le tante cose che non capisci.
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Maria Antonietta con la vittoria del no al referendum ha solo fiutato il pericolo per le prossime elezioni. Il tanfo di certa gente del suo circo ormai era diventato così insopportabile da costringerla a trasformarsi in Sanguinaria per cercare di salvare la faccia. Ha fatto fuori impresentabili figurine di serie B pericolose per lei, ma ne ha colpiti tre per educare gli altri, che ora saggiamente si tappano la bocca o fischiettano in giro per il globo terracqueo. Faranno i finti morti per il resto della legislatura perché altrimenti la prossima testa a rotolare giù dal patibolo sarà la loro. Per questo governo in salsa fascio, nonostante tutto il 46% dei Si è un’ottima base per vincere le prossime elezioni e tenersi il potere ben stretto. In questo anno e mezzo cercheranno di individuare nel PD l’antagonista per le prossime elezioni delegittimando il movimento, sapendo benissimo che il vero avversario sarà Conte. Ne vedremo delle belle.
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Ma infatti basta sfogliare i quotidiani di partito per vedere che Conte può essere della partita solo se accetta il ruolo di gregario, senza ambizioni per palazzo Chigi.
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