“In via Arenula regna il caos, sulle dimissioni il ministro è stato smentito”

(di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – L’ex Guardasigilli che ha visto quasi tutto soppesa le parole. E precisa subito: “Io ormai parlo da cittadino, quindi non entro nelle strategie politiche”. Ma l’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, tuttora nel M5S, ha molto da dire.
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e la capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, si sono dimessi martedì. E ieri ha lasciato anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè, mentre Nordio non lascerà. Che impressione le fa tutto questo?
È un quadro estremamente precario, che mi dispiace constatare. Mi sembra grave, soprattutto, che le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi – difesi fino a pochi giorni fa da Meloni – siano state subordinate all’esito del referendum. Se avesse vinto il Sì forse sarebbero ancora al loro posto. Ma le questioni di opportunità e il rispetto del dovere di disciplina e onore nell’esercizio di incarichi pubblici non vanno mischiati con calcoli politici e elettorali.
È successo l’inverso.
Far dimettere una ministra per vicende che sono iniziate anni prima conferma la confusione di cui le parlavo.
Perché questa confusione di piani?
La maggioranza non ha preso atto della sconfitta, distogliendo l’attenzione dal punto centrale, ossia che la responsabilità politica è di chi ha scritto la riforma, poi bocciata dai cittadini.
Ergo, si doveva dimettere anche Nordio? Secondo il Guardasigilli, “non è previsto che il ministro si dimetta a seguito di un esito negativo di un referendum”.
Ognuno ha la sua soglia per le dimissioni. Qui il punto non è formale ma politico.
Quindi?
Quindi ribadisco che la maggioranza deve prendere atto del giudizio degli italiani, e chi ha la principale responsabilità politica, cioè la premier Meloni, deve quanto meno andare in Parlamento a confrontarsi.
Nordio sarà un ministro dimezzato?
Il problema che vedo oggi è il caos in cui è sprofondato il ministero. Martedì mattina Nordio aveva confermato la fiducia a Delmastro e Bartolozzi e il pomeriggio loro si sono dimessi.
Lei da ministro ebbe contro due mozioni di sfiducia. Che ricordi le affiorano?
Volevano ostacolare un progetto di cambiamento della giustizia e usarono argomentazioni strumentali, tant’è vero che le due mozioni avevamo motivazioni opposte. Vennero bocciate. La mia risposta è sempre stata il lavoro.
Perché ha vinto il No?
I cittadini hanno capito che questa riforma non aveva nulla a che fare con l’efficientamento della giustizia, e che piuttosto era un attacco all’autonomia e all’indipendenza della magistratura. La tecnica di parlare alla pancia dei cittadini con casi come la famiglia nel bosco e Garlasco non ha pagato. In generale, c’è stata la consapevolezza che veniva stravolta la Costituzione e quindi un suo principio centrale come quello della separazione tra i diversi poteri.
La Carta non dovrebbe essere intoccabile.
Certo, ma quando pensi di stravolgerne gli equilibri, i cittadini non ci stanno. La Costituzione dovrebbe essere innanzitutto applicata. Ricordo l’articolo 110: al Guardasigilli spettano l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Lei come la migliorerebbe?
Servono nuovi investimenti, come feci da ministro e come è avvenuto grazie ai fondi del Pnrr, ottenuti dal governo Conte, grazie ai quali c’è stata un’importante riduzione dei tempi processuali. In Italia ci sono 12 giudici ogni 100 mila abitanti, a fronte di una media europea di 22 magistrati. Poi sarebbero fondamentali la semplificazione e il miglioramento informatico, in un’ottica di dialogo con la magistratura e con gli avvocati.
Nordio ha più volte detto di voler ridurre l’utilizzo dei trojan, soprattutto nei casi di “modestissime mazzette”. La vittoria del No gli ha tolto la legittimità politica per farlo?
La maggioranza in teoria ha i numeri per farlo. Ma sarebbe un brutto segnale, come lo è stata l’abolizione dell’abuso di ufficio, su cui oggi voterà il Parlamento europeo. Io avevo portato avanti la lotta alla corruzione come il primo punto in agenda e questo ci era stato riconosciuto in tutte le sedi internazionali. Negli ultimi anni si sono fatti diversi passi indietro. Il governo pensi a questo.
L’ha presa bene 😂
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Attaccato al reddito e alle pensioni di invalidità….. che detto da uno che campa con le sovvenzioni statali all’ editoria e con una faccia così espressiva, e’ una vittoria a tavolino …..praticamente li batte tutti con l’ esperienza !
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Ahahah esatto. 😀
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Bonafede… Coraggio, ci sono delle buone possibilità che ritorni a fare il ministro della giustizia…
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“come lo è stata l’abolizione dell’abuso di ufficio, su cui oggi voterà il Parlamento europeo”.
Ottimo Alfonso!
https://www.europarl.europa.eu/news/en/agenda/plenary-news/2026-03-25/8/final-vote-on-new-eu-anti-corruption-legislation
Questa è una vera bastonata per i minkioni al governo.Ora dovranno reintrodurlo.
Markolino, ma guarda un pò sta Europa Kattivona…Va a da via el cu.
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