Le dimissioni della ministra del Turisno, costretta a lasciare dopo il pressing di Meloni. Aveva superato tre mozioni di sfiducia, ma stavolta il quadro era diverso

(di Valentina Santarpia – corriere.it) – Alla fine ha ceduto: dopo aver confermato la sua agenda di mercoledì 25 marzo per dar prova di non voler lasciare la poltrona da ministra, Daniela Santanché si è dimessa dall’incarico di titolare del Turismo.
Dopo la vittoria del no al referendum sulla Giustizia, la premier Giorgia Meloni ha voluto fare «piazza pulita»: e così sono arrivate le dimissioni do Giusi Bartolozzi – capa di gabinetto del ministero della Giustizia – e del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.
Con una nota, Palazzo Chigi asupicava, martedì sera, «che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanché». Santanché, finora blindata dal governo nonostante i suoi problemi giudiziari (ha superato indenne tre mozioni di sfiducia del centro sinistra), ha ignorato quella nota fino all’ultimo.
Ma poi l’ipotesi di una sconfessione in Parlamento, con una mozione di sfiducia già programmata per lunedì 30 marzo, e avallata dalla maggioranza, deve averle fatto cambiare idea. La possibilità di essere estromessa dal governo in Aula pubblicamente, con l’appoggio o l’astensione dei suoi amici di coalizione alla mozione delle opposizioni, deve esserle sembrata inaccettabile. Una gogna impossibile da vivere, per lei, ex socia di Briatore e regina dei salotti mondani sempre con tacco 12. Meglio allora dimettersi, lasciando prima di diventare un caso.
Che Santanché dovesse/potesse lasciare il governo era nell’aria da tempo. Non tanto per le critiche per le sue quote al Twiga di Forte dei Marmi, prontamente vendute per non essere accusata di conflitti di interessi, o per la campagna pubblicitaria Welcome to meraviglia, che aveva suscitato critiche in tutto il mondo. Ma per i problemi giudiziari seri. Era il giugno 2023 quando emerse la prima indagine che riguardava la gestione di Visibilia Editore e l’accusa di bancarotta e falso in bilancio. La Procura di Milano indagava sul crac di Visibilia e Ki Group già dal novembre 2022, ma la notizia era emersa pubblicamente a seguito di un’inchiesta della trasmissione Report. L’ipotesi principale era legata a «conti inattendibili» dal 2016 in poi, con la contestazione di aver ritardato l’emersione di un dissesto patrimoniale significativo. La ministra Santanchè, nel luglio 2023, dichiarò di non aver mai ricevuto avvisi di garanzia e di aver appreso di essere indagata dai media.
A questa prima inchiesta se ne sono aggiunte altre: la ministra è finita nel mirino dei pm per ipotesi di truffa all’Inps (i dipendenti della sua società continuavano a lavorare nonostante fossero in Cassa integrazione) e a febbraio scorso è emerso che era indagata per ipotesi di concorso in bancarotta per Bioera spa, società del settore dell’alimentare biologico già quotata in Borsa, presieduta da Santanchè sino al 2021 con il suo ex compagno Canio Giovanni Mazzaro tra gli amministratori, e messa in liquidazione giudiziale nel dicembre 2024 dalla sezione crisi d’impresa del Tribunale civile di Milano.
Il nome di Santanchè compare anche nelle indagini sulla sospetta vendita della villa in Versilia di Francesco Alberoni, acquistata da Dimitri Kunz D’Asburgo, compagno di Daniela Santanchè, e da Laura De Cicco, moglie del presidente del Senato Ignazio La Russa per 2,45 milioni di euro e rivenduta in meno di un’ora dal rogito, all’imprenditore Antonio Rapisarda per 3,45 milioni. Da quanto si apprende, la Guardia di finanza è stata delegata ad indagare per riciclaggio sui flussi di denaro e la destinazione della plusvalenza di un milione e verificare se, parte della somma, sia servita per coprire i debiti di Visibilia.
La ministra non si è mai scomposta: anche quando le hanno rinfacciato di aver regalato borse false (a Francesca Pascale, per la precisione), lei ha sostenuto di essere solo oggetto di invidie («Tacco 12, borse e vestiti: io rappresento tutto ciò che detestate», disse alle opposizioni in uno show in Aula), e in tutti questi mesi ha sempre respinto le accuse, cercando di rimandare un eventuale rinvio a giudizio per evitare di dover prendere una decisione difficile. Quella che, alla fine, è stata costretta ad annunciare.
Sempre troppo tardi…
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Sto finendo le scorte di champagne 🙂 🙂 anche perché se la statista di garbatella fa una vera pulizia all’interno di quella accozzaglia, ne rimangono ben pochi. A voja a beve…..
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Giorgio 👍👍👍
Per ora mancano almeno Nordio e Montaruli (bau bau).
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🍾🥂
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