
(di Simona Brandolini – corriere.it) – Il primo effetto, dopo la sconfitta referendaria, sono dimissioni a catena. Non solo quelle, di cui nelle ultime ore si parlava, del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. Ma anche della capa di Gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi. Sarebbe a rischio, invece, la ministra del Turismo, Daniela Santanché che sta provando a resistere al pressing. La decisione presa da Giorgia Meloni arriva al termine di riunioni andate avanti per tutta la mattina che avevano come obiettivo di dare una risposta forte dopo il risultato del voto popolare sulla riforma della giustizia.
Di fatti arriva una nota di Palazzo Chigi che chiarisce la posizione della premier: «Il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione.». Poi aggiunge: «Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanché».
«Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio»: così Delmastro dopo la notizia della sua uscita dal governo.
«Questioni di opportunità politica», spiegano fonti di Fratelli d’Italia. Bartolozzi era al centro di un polverone per aver detto durante un’intervista alla tv siciliana Telecolor: «Se vince il sì ci liberemo dei magistrati. Sono un plotone di esecuzione». Poi Delmastro. Il sottosegretario è, da giorni, al centro del caso della «Bisteccheria d’Italia», di cui è stato socio con la figlia diciottenne di Mauro Caroccia, condannato a quattro anni di carcere per intestazione fittizia di beni del clan guidato Michele Senese, soprannominato ‘o pazzo. Quanto alla ministra è finita sotto inchiesta per gli affari e i debiti della sua società Visibilia e per la cassintegrazione chiesta durante il Covid. In queste ore sarebbero in corso contatti per farle lasciare l’incarico. Ma non è detto che vada in questo modo. O almeno non subito.
Intanto arrivano anche le prime dichiarazioni delle opposizioni. «Le dimissioni arrivate oggi rappresentano un atto tardivo ma doveroso sotto il profilo del rispetto del diritto e delle istituzioni. Il fatto che siano
intervenute solo dopo il referendum costituisce un elemento politico evidente: è la conferma della spregiudicatezza della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che per mere opportunità legate al voto ha scelto di trattenere un gesto che, alla luce dei fatti, non era più rinviabile. Siamo di fronte a un comportamento grave, che dimostra ancora una volta come questa maggioranza consideri le istituzioni strumenti da piegare a esigenze di parte. Chi mette quantomeno in imbarazzo le istituzioni non può continuare a ricoprire incarichi pubblici, tanto più se si tratta di ruoli estremamente delicati che richiedono rigore, equilibrio e senso dello Stato». Dichiara Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico. E il leader Avs Angelo Bonelli: «Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d’ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra. Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che “non ha fatto nulla di scorretto”: Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d’ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanché, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato». Il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia chiede: «Nel giro di mezz’ora, assistiamo a due dimissioni. Cosa è cambiato? L’esito del referendum ha spaventato il governo? Ci sono fatti che non conosciamo? È intervenuta la presidente del Consiglio? Il ministro della giustizia ha cambiato idea? A questo punto è urgente e necessario che Nordio venga in aula a spiegare al Parlamento e al Paese».
BONELLI, ITALIANI MANDANO A CASA DELMASTRO E BARTOLOZZI. ORA TOCCA A SANTANCHÈ
(ANSA) – ROMA, 24 MAR – “Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d’ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra.
Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che “non ha fatto nulla di scorretto”: Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d’ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanchè, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato”. Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
PEDULLÀ (M5S), ‘DIMISSIONI DI DELMASTRO E BARTOLOZZI DOVUTE, ORA SANTANCHÉ’
(ANSA) – “Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi sono doverose e dovute, un grande successo del Movimento 5 stelle che ha condotto con impegno la campagna referendaria contro la ‘schiforma’ Nordio.
Adesso aspettiamo anche le dimissioni della ministra Santanché”. Lo ha detto l’eurodeputato del Movimento 5 stelle Gaetano Pedullà, in un punto stampa a margine dell’evento al Parlamento europeo ‘Einstein Telescope in Europe’ e commentando le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della capo di gabinetto del ministro Nordio Giusi Bartolozzi.
Delmastro, Bartolozzi, Santanchè, sono figure innocue, di contorno, seppure, soprattutto la Santanchè, impresentabili. Chi si deve dimettere è Nordio.
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Anche Nordio.
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Tutti tonni rigorosamente pescati a canna quando ci vorrebbe lo strascico🤔
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A guardar la foto sembra che la plastica si stia degradando fortemente…
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Troppo tardi, la toppa è peggio del buco
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