Il procuratore di Napoli si è speso in prima persona contro la riforma della Giustizia subendo attacchi personali per mesi. “Una scelta consapevole in difesa della Costituzione”. “Non è un rifiuto al cambiamento, è il rifiuto di un metodo”

(di Dario Del Porto – repubblica.it) – “La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco i principi fondamentali”, commenta il procuratore di Napoli Gratteri, il magistrato da 30 anni sotto scorta che si è speso in prima persona per il No alla riforma della magistratura.
Dopo mesi di attacchi anche personali subiti per la sua scelta, Gratteri ha seguito lo spoglio nel suo ufficio, all’ottavo piano del grattacielo della Procura napoletana. E quando sono passati venti minuti dalle cinque della sera e il risultato è ormai definito, argomenta: “È stata una scelta consapevole, una presa di posizione in difesa della Costituzione e dell’equilibrio delle istituzioni”.
“Questo risultato – sottolinea Gratteri – non è un rifiuto al cambiamento, ma il rifiuto di un metodo”. E aggiunge: “La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e di migliorarne il funzionamento complessivo, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie”.
Sulle riforme, Gratteri evidenzia: “Sono necessarie, ma devono essere costruite con responsabilità, competenza e rispetto dei diritti”.
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Dott. Gratteri grazie anche al suo impegno abbiamo vinto contro le mafie e la malapolitica dell’attuale sistema governativo.
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se vinceva il si lo avrebbero fatto alla griglia
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Ma che segnale forte… la maggioranza non aveva idea dell’argomento del referendum e della riforma. Questo era semplicemente un sì o no al governo, come nel 2016
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