Il No aiuterebbe le opposizioni, ma per una vera alternativa di governo va fatto molto di più

Referendum, Virginia Raggi spinge il No: “La destra scardina la Carta, ma adesso  ha paura di perdere”

(estr. di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] Virginia Raggi rivendica e racconta: “Io non sto chiusa nei Palazzi e parlo di continuo con la gente. Le assicuro che in tanti sono spaventati, perché hanno compreso quanto sarebbe dannosa questa riforma se venisse approvata”.

Qual è il primo e principale motivo per votare No?

La riforma cambia ben sette articoli della Costituzione senza incidere minimamente sui problemi della giustizia, a partire dalla lentezza dei processi. Piuttosto, vuole cambiare il modo in cui è organizzata la magistratura. Ma i problemi della giustizia, quelli che stanno davvero a cuore ai cittadini, resteranno tutti. Per renderla più efficiente servono investimenti, non questa legge.

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Quale è l’obiettivo di questa riforma?

Paradossalmente lo ha scritto e detto chiaramente il ministro della Giustizia, Carlo Nordio: sottomettere la magistratura alla politica e di fatto non consentire più ai pm di indagare in piena autonomia su ogni notizia di reato. Ma così si mette a rischio l’equilibrio tra i diversi poteri e quindi tutto il nostro assetto istituzionale. Peraltro, vogliono farlo tramite norme scritte senza consultare minimamente le opposizioni, ignorando il fatto fondamentale che la Carta è la casa comune di tutti i cittadini, scritta circa 80 anni fa da tutti i partiti di tutte le aree politiche.

Lo scontro è stato spesso molto politico e poco sul merito. Era inevitabile, e chi potrebbe favorire?

Questa è inevitabilmente una partita politica, ma il merito va spiegato bene, per far comprendere le possibile conseguenze di questa riforma. Detto questo, ho notato che nelle ultime settimane la maggioranza ha cominciato a mettere le mani avanti sul fatto che il referendum non inciderà sulla tenuta del governo.

Pensa che stiano mentendo su questo?

Io non credo che l’esecutivo possa cadere in caso di vittoria del No. Ma di certo il colpo sarebbe molto forte politicamente, perché sarebbe il segnale che il Paese sta cambiando parere su di loro. Per mesi la destra ha puntato fortissimo sul referendum, con il leader di Forza Italia Tajani che si vantava ovunque di come stessero realizzando il sogno di Silvio Berlusconi. E già questo dovrebbe essere sufficiente per rabbrividire. Ora precisano che non lasceranno di fronte a una eventuale sconfitta, ed è molto significativo.

La vittoria del No potrebbe agevolare la costruzione di un’alternativa di governo?

Di certo lavorare assieme su un tema come questo è molto positivo.

Ma…?

Ma bisogna fare molto di più per costruire un progetto alternativo, come afferma Giuseppe Conte. E non smetterò mai di insistere sul fatto che una coalizione si costruisce su un programma, quindi su temi e valori condivisi. Quello è e deve restare il punto. Altrimenti, sarebbe solo un cartello elettorale. E allora no, non servirebbe. Al governo si va per realizzare delle cose, non per occupare posti.

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Mi dice un tema per lei centrale?

La postura verso tutte le guerre. Per me quello è cruciale, anche vista la fase che stiamo vivendo.

Giorgia Meloni ha difeso il sottosegretario Andrea Delmastro per la vicenda della società che aveva costituito con la figlia di Mauro Caroccia, condannato per intestazione fittizia con l’aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa. Che idea si è fatta di questa storia?

Ho fatto la lotta ai Casamonica a Roma sud, ai Moccia e ai Senese a Roma est, agli Spada, ai Fasciani e ai Triassi a Ostia. Per questo sono stata minacciata e sono sotto scorta da anni. Non si fanno sconti a questi personaggi, mai. Secondo lei cosa ne posso pensare?