Il direttore del Fatto Quotidiano smonta le bugie della premier sul referendum

(ilfattoquotidiano.it) – Giorgia Meloni è una bugiarda. Non che sia una novità, ma l’altra sera, approfittando dell’avere l’ultima parola prima del silenzio elettorale da Mentana, ha esagerato. Oltre alle varie balle sulla riforma della giustizia, ha tirato dentro anche me e Il Fatto Quotidiano nella sua indecente campagna elettorale. Ha detto “molti di quelli oggi schierati per il NO in passato sostenevano questa riforma”. Non ha spiegato come facevamo in passato a sostenere una riforma che lei ha fatto in fretta e furia l’anno scorso e che quindi prima dell’anno scorso nessuno poteva avere letto né condiviso né osteggiato. E poi “il Pd era per la separazione delle carriere”. È vero. “I Cinque Stelle e Gratteri sostenevano il sorteggio”. Vedremo se è vero. “Marco Travaglio sosteneva tutti e due, cioè sia il sorteggio sia la separazione delle cariche. Adesso sono tutti per il no”. Ora, io capisco che chi è abituato a mentire ogni volta che respira (accise, blocco navale, tagli alle tasse, legge Fornero asili nido gratis, rete Tim in Italia, ITA in Italia, governo in Europa con i socialisti, mai patto di stabilità, spese militari, Putin, sanzioni alla Russia, vittorie militari dell’Ucraina, Usa, Gaza, Israele, Arabia Saudita, Qatar, Cina, Pnrr, dimissioni dei ministri degli altri, dazi zero, superbonus, chiusure per il webtax, agenzie di rating, tasse sugli extraprofitti, trivelle in mare, regioni, elezione diretta del Capo dello Stato, legge elettorale con le preferenze e così via) ci prenda gusto e non capisca più la differenza fra la verità e la menzogna. Ma finché i suoi elettori glielo permettono, meglio per lei e peggio per noi.
Però Giorgia Meloni si rassegni. Noi non siamo bugiardi come lei, non sono tutti bugiardi come lei e le rarissime volte in cui le è capitato di avere ragione, gliel’abbiamo data perché non siamo nemmeno in malafede e quindi non giudichiamo le persone e i politici dalle appartenenze, li giudichiamo dai fatti. Però non si deve permettere di dire che abbiamo cambiato idea sulla sua riforma, chiamiamola così, solo perché l’ha proposta lei. Intanto perché è falso e poi perché noi non ci comportiamo così. I suoi e lei si comportano così. Il Fatto, da quando è nato, nel 2009, è sempre stato contrario alla separazione delle carriere. Ogni volta che ricevo articoli di collaboratori favorevoli, lo precisano. In fondo, oltre ad averlo scritto in decine e decine di pezzi, abbiamo proposto e continuiamo a sostenere il sorteggio per i membri del Csm, a una condizione: che valga per tutti membri togati e membri laici o meglio ancora che si aboliscano i laici, cioè gli emissari dei partiti, per fare un vero organo di autogoverno formato solo da magistrati. E a quel punto sì, li si può sorteggiare.
Invece che cosa fa la riforma, lo sapete? Io non so più come spiegarlo. Sorteggio vero per i togati magistrati estratti a sorte da un bussolotto dove ci sono i nomi di tutti e 9400 gli attuali magistrati in servizio. Sorteggio truffa per i politici. Il Parlamento si fa una lista di amici dei partiti della maggioranza in gran parte o in toto, vedremo dalla legge attuativa che farà la Meloni, e tra quelli estrae chi? Tutti amici dei partiti in gran parte o in toto della maggioranza: possono fare anche una lista di 300 nomi, ma se sono tutti amici loro chiunque tirino su sarà un amico loro. Quindi, questo non è il sorteggio che abbiamo proposto noi, non è nemmeno quello dei Cinque Stelle e nemmeno quello di Gratteri, anche perché quando parlavamo non avevamo letto questo finto sorteggio truffa che hanno inventato questi signori. Ma ancora di più, Meloni mente sul fatto che io fossi favorevole alla separazione delle carriere: sono sempre stato contrarissimo, ho cominciato a scrivere contro questa idea sciagurata di Gelli, Craxi e Berlusconi nel ’94 su La Voce di Montanelli, quando lei era appena entrata in politica al seguito delle idee di Borsellino salvo poi passare a quelle di Berlusconi e di Gelli. E scambiare e barattare Borsellino con Nordio. Su Micromega di Paolo Flores d’Arcais, quando è nata la Bicamerale e la separazione non delle carriere ma delle funzioni – l’ha proposta il centrosinistra insieme a Forza Italia 1997-98. Presidente D’Alema – io ho demolito la bozza Boato che prevedeva la separazione delle funzioni tra pm e giudici. E un solo Csm, ma biforcato in due sezioni per i pm e per i giudici.
Perché? Perché io sono per rendere obbligatori i passaggi fra pm e giudici, quindi sono sempre stato contrario anche quando lo proponeva la sinistra insieme al centrodestra. Se la Meloni vuole documentarsi, tra i vari articoli che ho scritto nella mia lunga carriera, ce n’è uno intitolato “la bozza Boato tradotta in italiano” che può trovare sul numero cinque di Micromega del 1997: così capisce che sono sempre stato contrario alla separazione delle carriere. Chi era contrario come me alla separazione delle carriere? Gianfranco Fini, il leader del partito in cui la Meloni all’epoca militava. Che fu l’artefice della esplosione della Bicamerale, perché Berlusconi ha detto di trasformare la separazione delle funzioni in separazione delle carriere e fu stoppato dal Presidente Scalfaro, dalla ANM, da Mattarella (che all’epoca era capogruppo del Ppi) e da Gianfranco Fini, affiancato da La Russa e da Mantovano, che gli scrisse il discorso contro la separazione delle carriere. Persino Delmastro è sempre stato contrario, come tutti gli attuali separatori delle carriere, a cominciare da Nordio e da Di Pietro. Quindi io, diversamente da tutti questi voltagabbana, non ho mai cambiato idea.
Se la Meloni cerca dei voltagabbana prenda uno specchio, ci si guardi dentro e poi guardi tutti quelli che la circondano. Quelli sono i voltagabbana sulla separazione delle carriere. Non Travaglio e non il Fatto, qui non ce ne sono. Ma l’altra sera, sempre approfittando del fatto che aveva l’ultima parola prima del silenzio elettorale, la signora Meloni ha sparato un’altra menzogna: cioè che lo scandalo del suo amico e sottosegretario alla Giustizia Delmastro, socio della figlia del prestanome del clan camorristico Senese, sia uscito sul nostro giornale per una manina che dice “tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul Referendum”. Qui l’unica manina, a parte quella di Delmastro che ha firmato la società con la figlia del prestanome dei Senese, è la firma di Alberto Nerazzini, giornalista investigativo, che lavora a un libro sui clan e la politica a Roma, e ha scoperto la società Delmastro-Caroccia, i prestanome dei Senese. E la fuga un mese fa di Delmastro da quella società fuori tempo massimo. Ha verificato la notizia, ce l’ha proposta, noi l’abbiamo pubblicata quando l’abbiamo avuta.
Quindi noi non teniamo dossier nei cassetti, come fanno i giornalisti amici della Meloni, e soprattutto pubblichiamo le notizie vere. Tant’è che questa notizia non ha avuto una virgola di smentita. Ma la Meloni dice “i fatti che conosciamo ora io li conosco dalla stampa”. Dal Fatto! Quindi dovrebbe ringraziare il Fatto e Nerazzini di averli raccontati anche perché Delmastro non le aveva mica raccontato niente, non aveva nemmeno segnalato, nella dichiarazione delle proprietà che i parlamentari – e tanto più i membri del Governo, tanto più se stanno alla Giustizia – devono depositare alla Camera e al Senato, quella società, quella della figlia del prestanome dei Senese. Quindi se la Meloni l’ha saputo è grazie a noi, e adesso spetterebbe a lei prendere decisioni. Invece lei lascia Delmastro al suo posto e ci fa la lezioncina di deontologia professionale. “Forse ci dovremmo interrogare su un certo modo di fare giornalismo atteso che io l’ho appreso dalla stampa”.
Cioè siamo noi che dobbiamo spiegare a lei perché abbiamo pubblicato una notizia vera, anziché lei spiegare a noi perché Delmastro continua a stare al ministero della Giustizia, con Bartolozzi e con altri cinque dirigenti del ministero della Giustizia che banchettavano nel ristorante di Delmastro e della figlia del prestanome dei Senese. Almeno fino a quando il prestanome dei Senese non è stato condannato in Cassazione e l’hanno portato via dove adesso risiede, cioè nelle carceri gestite da quei dirigenti del ministero della Giustizia che banchettavano nel suo ristorante. Allora presto o tardi, anche in Italia, i bugiardi e i voltagabbana fanno una brutta fine. Comprereste una riforma usata da gente così? Ecco, noi abbiamo un’ottima occasione per rispondere di No al Referendum di domenica e lunedì. Andiamoci in massa a votare NO. Convinciamo più gente possibile a votare No, anche per dire no a chi pensa di prenderci in giro con menzogne di questo livello dozzinale. Buon voto a tutti, grazie.
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Carrie, non vedo le immagini… 😕🙏🏻
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😆🤣😂😆🤣😂
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Durante questo dibattito sul referendum di bugie ne abbiamo sentite tante. Però abbiamo sentito tante verità raccontate da Augusto Barbera, Sabino Cassese, Nicolò Zanon, Cesare Salvi, Enrico Morando Claudio Petruccioli, Arturo Parisi, Anna Paola Concia, Stefano Esposito, Giovanni Pellegrino e tanti altri uomini di sinistra, quindi non amici di quella che Travaglio definisce bugiarda, che voteranno e sosterranno SI senza raccontare bugie come hanno fatto tutti i sostenitori del NO.
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guarda che ti sei ingarbugliato, hai mischiato la destra con la sinistra.
In ogni caso, questa SCHIforma fa cagar3, non cambia niente per i normali cittadini, ma moltissimo per chi è al potere. Tu sei un ometto di potere?
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Probabilmente hai cominciato a seguire la politica solo di recente e forse a seguito delle bugie raccontate dai politicanti dei giornali che leggi.
Ho citato solo pochi nomi di tanti uomini liberi della sinistra che hanno deciso di giudicare il governo Meloni quando si voterà per le politiche. Quegli uomini di sinistra liberi sanno che se non passa questa riforma, da sempre da loro auspicata, ma che solo Meloni ha avuto il coraggio di realizzare, i magistrati politicizzati crederanno che spetti a loro fare le leggi e non al parlamento.
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certo che appellarsi a dei nomi di una casta politica per dare un senso alla tua propaganda per l’immunità perpetua alla casta del potere italico, la dice lunga a come siete ridotti.
La Costituzione, per come l’ha concepita l’ASSEMBLEA COSTITUENTE è una garanzia per tutti i cittadini COMPRESI QUELLI CHE NON LA RICONOSCONO, spesso è stata oggetto ad attacchi volgari per stravolgerla, per disconoscerla, per non applicarla completamente, compresi anche da vari PdR, che dovrebbero esserne i garanti da ultima istanza. Spero che gli venga il cagotto perpetuo a chi la vuole abolire anche solo di una parola, frega un kaxxo di niente della patente destra o sinistra,
mi interessa chi è COSTITUZIONALE E CHI NON LO E’.
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Non conosco la tua idea di sinistra. Ma per esempio il PD non è sinistra Renzi non è sinistra, il disturbato mentale di Calenda non è sinistra, la Picerno non è mai stata di sinistra, volendo tutti democristiani, compreso Parisi amico di Prodi.
Comunque il problema non è destra o sinistra, ma chi rappresenta il si, il peggio di questo paese. .
Non ti racconto com’è nata Forza Italia. I soldi fatti sparire dalla lega e via dicendo. Certo tutto confermato dalla Cassazione. Guarda la Santanchè che è ancora lì. Il caso Del Mastro
Fatti una domanda e datti una risposta
Buona serata
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Hai ragione. “….il PD non è sinistra Renzi non è sinistra, il disturbato mentale di Calenda non è sinistra, la Picerno non è mai stata di sinistra, volendo tutti democristiani, compreso Parisi amico di Prodi.”
Di sinistra sono quasi tutte le persone da me citate. Non so Parisi, amico di quel Prodi che durante il rapimento Moro inscenò una seduta spiritica per far conoscere la prigione del Presidente democristiano, che qualche terrorista gli aveva comunicato. L’amante delle sedute spiritiche vota NO e solo per questo dovresti o avresti dovuto votare SI.
Quindi i nomi che io ho indicato rappresenterebbero il peggio del paese o sei tu che non sai chi sono?
Quanto a Forza Italia non mi risulta che come organizzazione sia stata accusata di essere una associazione mafiosa. Certo, la nascita di quel partito ha consentito a milioni di cittadini di votarlo, nel 1994, per impedire che in Italia si instaurasse una dittatura comunista anche se i vecchi comunisti, vergognandosi del loro passato, avevano appena cambiato nome.
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No, il peggio è questo governo non intendevo i nomi da te indicati di cui molti non so proprio chi siano.
Su forza Italia basta ricordare Previti. Ma è inutile fare ancora polemiche su uno dei periodi peggiori della storia italiana. Ne abbiamo fatte per vent’anni.
Sicuramente qualcuno di sinistra voterà si come qualcuno di destra voterà no.
Buona serata
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Scusa intendevo Dell’ Utri .Ma sono così tanti i condannati in forza Italia che si ci confonde.
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@ BastiancontrarioComunque ultras meloniano…..Ma quelle importanti….quelle veritiere che provengono dal “cuore”….quelle “smascherano” la Meloni…..Voi come “tifoso” non le citate…perche’….??? Nessun problema lo faro’ io al Vostro posto…..Nordio rivolgendosi alla Schlein…..”questa riforma servira’ anche a te il giorno che governerai”…. Giulia Bongiorno…”ma chi sono questi ignoranti che affermano che la riforma incidera’ sull’ efficienza della Magistratura….”??? Dai forza @bastian ci dia una risposta…??? vabbe’ lo faro’ sempre io…ma saranno per caso quelli che citavano “Rogoredo”….”la Famiglia nel bosco”….”gli stupratori“…..”pedofili”…spacciatori”….??? poi…le dichiarazioni di Giuseppa Bartolozzi…..Matone….Aldo Mattia….Zaffini….ecc…ecc…!!! Stiamo partendo per Genova…..ci risentiremo lunedi’ pomeriggio alle 15,05…
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1″Nordio rivolgendosi alla Schlein…..”questa riforma servira’ anche a te il giorno che governerai”
Vero. Nordio ha ricordato alla Schlein che nel 2008 la gogna mediatica ordita da PM e media costrinse Mastella a dimettersi da Ministro della giustizia del Governo Prodi. Qualche mese dopo cadde il governo Prodi.
“Dopo nove anni di inferno” le accuse si dimostrarono senza capo né coda” ma di quelli che avevano organizzato la gogna nessuno pagò.
Sul caso ti consiglio di leggere l’articolo che allego.
https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/attualita-anno-2008/dietro-le-dimissioni-del-ministro-della-giustizia-mastella-quei-poteri-che-non-comunicano-41737.html
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“Almeno fino a quando il prestanome dei Senese non è stato condannato in Cassazione e l’hanno portato via dove adesso risiede, cioè nelle carceri gestite da quei dirigenti del ministero della Giustizia che banchettavano nel suo ristorante”
Embe’ che problema c’è prima lui ha sfamato i i pescecani in colletto bianco e ora viene sfamato ,sempre senza che i barracuda tirino fuori 1 euro ,ci mancherebbe altro
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