
(Andrea Legni – lindipendente.online) – Secondo uno di quei patti non scritti ma inviolabili che esistono nel giornalismo italiano, gli uomini politici si possono attaccare tutti, tranne uno: il presidente della Repubblica. Come in una monarchia, il suo verbo deve essere semplicemente trasmesso, come se possedesse il divino potere dell’infallibilità. Sulla nostra stampa, ormai, nemmeno il papa gode di un simile riguardo. Per questo, difficilmente troverete una sola riga critica sul surreale comunicato rilasciato dal Quirinale sulla guerra all’Iran. In casi come questi, su L’Indipendente sentiamo il dovere di ricoprire il ruolo che tutti i grandi media rifiutano di assumere, al fine di permettere un dibattito pubblico basato su dati di realtà. Perché il comunicato rilasciato dalla presidenza della Repubblica a margine della riunione del Consiglio supremo di difesa contiene una serie di inesattezze e ribaltamenti della realtà preoccupanti, tanto più se espressi dal vertice del Consiglio che è responsabile della difesa nazionale. Un ruolo che imporrebbe, quantomeno, di saper interpretare con lucidità le crisi internazionali alle quali il nostro Paese si trova di fronte, anziché analizzarle con il paraocchi ideologico delle alleanze internazionali cui l’Italia è costretta dal lontano 1948.
Il comunicato presidenziale si apre esprimendo «grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti» provocati dall’azione militare «degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran». E fino a qui tutto bene, ché a leggere quello che viene dopo ci si stupisce quasi che dal Consiglio supremo della difesa non pensino che la guerra sia stata scatenata direttamente da Teheran. Nel passaggio immediatamente successivo, infatti, si denunciano «le progressive lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale» ma si afferma che questo attacco al diritto internazionale è stato «irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina». I bombardamenti illegali di USA e NATO sulla Serbia nel 1999, quelli sull’Afghanistan del 2001, o sull’Iraq nel 2011 e sulla Siria dal 2014? A quanto pare non sono mai esistiti, e nemmeno i milioni di morti provocati. Per il Quirinale, se gli USA e Israele stanno attaccando mezzo mondo contravvenendo quotidianamente al diritto internazionale e a quello umanitario, è certamente una cosa brutta. Ma la colpa, in fondo, è di Putin.
Da qui è un crescendo. La guerra all’Iran? Il comunicato presidenziale mette le mani avanti affermando che «sono sempre inaccettabili» gli attacchi ai civili che spesso uccidono i bambini, «come nel caso della strage della scuola di Minab» (170 morti, quasi tutte bambine, ma nel comunicato la paternità delle bombe rimane ignota, senza specificare che la strage è stata provocata da un missile americano), ma subito si precisa che l’estensione del conflitto avviene «ad opera dell’Iran» e che «il Consiglio valuta gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz». È il teatro dell’assurdo: un Paese sovrano viene bombardato dalla massima potenza mondiale, che fa massacri di civili per ribaltarne il governo, ma la colpa della guerra che si sta allargando all’intera regione viene fatta ricadere sul Paese aggredito, evidentemente colpevole di non arrendersi e di cercare di colpire le basi militari da cui partono gli aerei e i missili che lo bombardano. Una risposta, tra l’altro, legittimata dal «diritto inalienabile all’autodifesa» stabilito dall’articolo 51 della Carta dell’ONU.
Non è tutto. Il comunicato analizza anche l’aggressione israeliana al Libano, dove le forze comandate dal premier Benjamin Netanyahu (già ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità) hanno provocato in pochi giorni centinaia di morti e quasi un milione di sfollati e, se al solito mette le mani avanti affermando che «chiede a Israele di astenersi da reazioni spropositate», precisa che sono le «inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto». Israele occupa illegalmente parte del territorio del Paese dal lontano 1978, lo ha invaso più volte, lo bombarda con regolarità da anni, non si fa problemi a colpire perfino le postazioni della missione ONU e, dal solo 8 ottobre 2023, ha ucciso circa 5.000 civili: ma per il Quirinale la colpa è tutta dei miliziani libanesi.
Così, dietro il linguaggio felpato delle istituzioni e la retorica della responsabilità, la logica del doppio standard e del suprematismo occidentale riempie anche i comunicati della più alta carica dello Stato italiano. Nella post-verità presidenziale la guerra è brutta e l’Italia la condanna sempre, ci mancherebbe. Ma non dimenticate che Israele e USA, anche quando invadono Paesi e fanno stragi di civili sono, come li definisce ripetutamente il comunicato, «amici e alleati». Se l’Occidente è perennemente in guerra, in fondo, la colpa è di Putin e di quei Paesi come l’Iran che si ostinano a non arrendersi. Se questa è la capacità di leggere la realtà dei nostri leader, la pace è parecchio lontana.
e ci troviamo ‘sto demente fra gli zebedei per colpa della massa di dementi di camera e senato che non sono riusciti a trovare un demente meno ributtante di questo
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