La premier sarà ospite di Pulp Podcast per parlare di giustizia. La partecipazione ai podcast di influencer da milioni di follower è stata l’arma segreta del tycoon per vincere le presidenziali del 2024

(Giulia Merlo – editorialedomani.it) – Nell’ultima settimana di campagna per il referendum, Giorgia Meloni impara la vera lezione di Donald Trump: non su come si conduce una guerra, ma su come si vincono le elezioni. Per il tycoon l’elemento distintivo e probabilmente determinante per vincere le ultime presidenziali è stato, secondo gli analisti americani, il fatto di aver partecipato ai podcast più seguiti negli Stati Uniti, a partire da quello di Joe Rogan (oltre 20 milioni di follower solo su Instagram e con puntate ascoltate da più di 10 milioni di spettatori).
Ora che la strada del referendum si fa in salita, con i pronostici sempre più favorevoli al No, anche Meloni ha scelto l’artiglieria pesante, bruciando ancora una volta gli oppositori.
La premier infatti è stata ospite a Pulp Podcast, condotto da Fedez e Mr Marra: la puntata andrà in onda giovedì alle 13 e girerà in pillole e reel fino a ben oltre la data del referendum, aggirando così grazie ai social la par condicio imposta in televisione.
La notizia è stata confermata da Fedez ai suoi 13 milioni di follower, a cui ha spiegato che «voi sapete benissimo che abbiamo invitato Gratteri, Gherardo Colombo, Di Pietro», ha detto per giustificarsi degli attacchi per la vetrina al Sì che sarà la puntata. «Soprattutto», ha aggiunto, «sono state inviate mail prima sia a Schlein che a Conte, abbiamo offerto spazio a tutti e le domande le abbiamo fatte», ha concluso. In altre parole, la premier ha accettato l’invito, le opposizioni no.
Cosa ha detto
Secondo le anticipazioni, nel corso della conversazione la premier ha ribadito i suoi mantra: «Non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema». Tutta colpa delle opposizioni, che starebbero cercando di trasformare la consultazione in un voto contro il governo perchè non ha motivazioni di merito.
Fermi i soliti punti di merito, a partire dal fatto che «separare le carriere significa rafforzare il principio costituzionale del giudice terzo e imparziale» e dall’obiettivo di ridurre il peso delle correnti, Meloni ha dato un’esclusiva: con la successiva legge di attuazione la lista dei consiglieri laici scelta dal parlamento dovrà essere approvata con una maggioranza qualificata dei tre quinti, rendendo necessario il coinvolgimento delle opposizioni: «La lista dovrà essere costruita insieme all’opposizione. Io voglio mantenere la soglia dei tre quinti, perché significa che nessuna maggioranza potrà decidere da sola».
E se invece dovesse vincere il No? Non mi dimetterei perché è mia intenzione terminare il mandato, portare a termine il lavoro e confrontarmi al cospetto degli italiani, facendomi poi giudicare sul complesso del lavoro che ho fatto. Quindi, se tu oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni, potrebbe esserci il rischio che ti tieni sia la Meloni sia una giustizia che non funziona. Non mi sembra un affarone», ha detto, ripetendo quasi con le stesse parole quanto detto dal palco di Milano.
Meloni ha parlato poi anche di sicurezza, Medio Oriente e Nazioni Unite, rapporto tra Europa e Stati Uniti: tutti i temi all’ordine del giorno e forse anche qualcosa in più rispetto a quanto normalmente fa con i giornalisti.
La strategia
Così Meloni mostra da un lato la sua spregiudicatezza, dall’altra la sua volontà di «non galleggiare» e di andare fino in fondo nella campagna referendaria. Andare al podcast di Fedez, scegliendo come intervistatore un cantante (che nell’anteprima ai suoi follower ha montato solo le domande che ha fatto, a dimostrazione del suo saper fare il giornalista) è una frontiera che la premier non aveva ancora superato e segna il punto di non ritorno della disintermediazione rispetto al pubblico.

Con un obiettivo chiaro: raggiungere un enorme pubblico generalista, fatto soprattutto di giovani, che probabilmente è anche la maggiore sacca di astensionismo al referendum, ottenendo attraverso uno dei podcast più ascoltati in Italia e la fanbase di Fedez una visibilità altrimenti impossibile. Politica e intrattenimento web, infatti, sono due galassie che molto di rado si toccano ma in questo caso il beneficio sarà di entrambi.
Così si chiude la manovra a tenaglia della comunicazione della premier: televisione da un lato, con le ospitate a rete4 e ora su rai1 da Bruno Vespa, per intercettare il pubblico più anziano e politicizzato; web dall’altro, per pescare tra i giovani indecisi che si informano solo sul web e sfuggono completamente al circuito informativo tradizionale.
Con buona pace delle opposizioni se, come ha detto Fedez («La Segretaria del Pd ha declinato l’offerta in data 17 marzo, mentre nessuna risposta è arrivata dal leader 5 Stelle»), hanno rinunciato a fare lo stesso e quindi hanno lasciato campo libero alla premier davanti a un microfono come quello di Pulp Podcast che sì ha molte controindicazioni, ma in tempo di campagna elettorale forse ogni spazio andrebbe sfruttato, almeno per evitare che giovi solo all’avversario.
Così Meloni si gioca il tutto e per tutto per vincere il referendum. Con una controindicazione: se anche questo non bastasse, la grande sconfitta del referendum sarebbe solo lei.
REFERENDUM: MELONI, LISTA CANDIDATI CSM SARA’ COSTRUITA INSIEME A OPPOSIZIONE
(Agenzia_Nova) – La lista dei candidati per i membri laici del Consiglio superiore della magistratura (Csm) “dovra’ essere costruita insieme all’opposizione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della registrazione di una puntata speciale di Pulp Podcast, il programma on demand di Fedez e Mr. Marra, disponibile da giovedi’, 19 marzo, alle 13.
“Separare le carriere – ha proseguito – significa rafforzare il principio costituzionale del giudice terzo e imparziale. Per la lista dei candidati per i membri laici del Csm “io voglio mantenere la soglia dei tre quinti, perche’ significa che nessuna maggioranza potra’ decidere da sola”, ha aggiunto Meloni.
MELONI, L’ITALIA NON INTENDE PARTECIPARE ALL’ATTACCO ALL’IRAN
(ANSA) – ROMA, 17 MAR – “L’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran e non intende partecipare. Il nostro lavoro è favorire una de-escalation”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di una puntata di Pulp Podcast prevista per giovedì alle 13, come si legge in un comunicato del programma on demand di Fedez e Mr. Marra che anticipa alcuni passaggi dell’intervista.
MELONI, SE CHIEDI A QUALCUNO DI DIFENDERTI NON LO FA GRATIS
(ANSA) – ROMA, 17 MAR – “Se chiedi a qualcuno di farsi carico della tua sicurezza, non lo fa gratis”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di una puntata di Pulp Podcast prevista per giovedì alle 13, come si legge in un comunicato del programma on demand di Fedez e Mr. Marra che anticipa alcuni passaggi dell’intervista.
“Per anni – ha aggiunto – abbiamo accettato di dipendere dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l’energia e dalla Cina per le materie prime”. (ANSA). Ansa: link blockchain-info CPP-COM 15:07 17-03-2026
MELONI, VIVIAMO UN’EVIDENTE CRISI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
(ANSA) – ROMA, 17 MAR – “Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano e istituzioni sempre meno efficaci”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di una puntata di Pulp Podcast prevista per giovedì alle 13, come si legge in un comunicato del programma on demand di Fedez e Mr. Marra che anticipa alcuni passaggi dell’intervista.
PULP PODCAST, SUL REFERENDUM SPAZIO AL SÌ E AL NO, SCHLEIN HA DECLINATO L’INVITO
(ANSA) – ROMA, 17 MAR – La segretaria del Pd Elly Schlein “ha declinato l’offerta in data 17 marzo, mentre nessuna risposta è arrivata dal leader 5 Stelle” Giuseppe Conte. Lo spiega un comunicato di Pulp Podcast in cui si annuncia che “la presidente del Consiglio Giorgia Meloni” sarà “ospite di una puntata speciale” del format di Fedez e Mr. Marra, “girata in via eccezionale a Roma e disponibile da giovedì 19 marzo alle 13:00, in cui affronta alcuni dei temi più rilevanti dell’attualità politica e internazionale: il referendum sulla riforma della giustizia, il conflitto in Medio Oriente e il rapporto tra Europa e Stati Uniti all’interno dell’attuale sistema internazionale”.
La puntata, sottolinea il comunicato, “rappresenta uno dei confronti politici più ampi ospitati finora da Pulp Podcast, che negli ultimi anni si è affermato come uno spazio di dibattito pubblico capace di coinvolgere un pubblico spesso distante dai formati tradizionali dell’informazione politica”.
“Proprio sul tema del referendum – viene rimarcato – il podcast ha ospitato esponenti di entrambi gli schieramenti, quello del Sì e quello del No, facendo sedere al tavolo l’ex magistrato Gherardo Colombo, il magistrato Nicola Gratteri, Antonio Di Pietro, Carlo Calenda e Nicola Fratoianni.
Gli autori e i conduttori hanno inoltre tentato più volte di invitare la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, così da poter offrire anche a loro lo stesso spazio per perorare la propria posizione. La Segretaria del Pd ha declinato l’offerta in data 17 marzo, mentre nessuna risposta è arrivata dal leader 5 Stelle”.
Pensa che i giovani non capiscono…o si facciano influenzare dai suoi racconti….???
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Alla sua ex non ha portato molto bene. E poi …tutti quei tatuaggi non sono in sintonia con i destromani integralisti del corpo e consuetudinari conformisti conservatori.
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La ducessa è disperata.
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❤️
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fatela girare
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