L’ex ministro e “Doge” del Veneto: “Servono i fagioli per la campagna elettorale, presi soldi. Patteggiai costretto dalla mia parte politica”

Giancarlo Galan: “La villa, gli stellati, la politica a peso d’oro. Ora vivo in un bosco”

(estr. di Antonello Caporale – ilfattoquotidiano.it) – […] Giancarlo Galan vive in una casa nel bosco.

Io da solo, nel bosco sopra Vicenza.

Il doge di Venezia, il politico potente e opprimente, il berlusconiano affluente, spaccone e un po’ sprecone.

Rifiuto questo giudizio. Mai opprimente, semmai ottimista, volitivo, felice. Voi di sinistra sempre apocalittici e disperanti, uffa!

Ha sgovernato.

Se vogliamo proprio spaccare il capello in quattro nei quindici anni di presidenza del Veneto avrei potuto fare di più, essere più efficiente.

Lei era indomabile, lussurioso, gaudente, bruciava soldi.

Fregnacce.

Da ministro della Cultura, la intervistai. Disse: vorrei morire affogato nell’Amarone. Una frase da gradasso.

Erano altri tempi, oggi non bevo più. Ma mi vede, mi sente?

[…]

Ma se l’è meritato, direi.

Oggi Galan è un povero cristo senza soldi: non ha pensione, non ha vitalizio, non ha niente. Vive grazie all’aiuto di suo fratello Alessandro.

Fratello compassionevole.

E di qualche amico.

Quanto le serve al mese?

Poco: un migliaio di euro, a volte di più. Consumo veramente l’indispensabile.

Cosa compra?

Ho i vestiti di quando ero benestante. Compro quel che serve per mangiare e bado ai prezzi. Quel che costa di meno, dalla frutta in giù. Grazie a mio fratello ho l’auto.

Altri tempi quando con l’autista sfrecciava.

Sono povero veramente, non ho più niente.

Vero, i giudici le hanno tolto tutto.

Tutto.

Ricordiamo il perchè: Galan si è fatto corrompere.

La mia segretaria ha preso i soldi, non io.

Lei è un angioletto?

Non sono angioletto però ripeto: mi hanno obbligato a patteggiare.

Chi l’ha obbligata? I giudici cattivi?

Non solo i giudici, qualcuno che stava dalla mia parte.

Comunque per lei due anni e 10 mesi di reclusione più due milioni e seicentomila euro di pena pecuniaria. Al netto di altre richieste di restituzione.

Mi hanno obbligato le dico!

Patteggiare significa ammettere la propria responsabilità. Le hanno addebitato la corruzione, oltre al resto. E confiscato tutto.

Obbligato.

Viveva nel villone dorato, amava i ristoranti stellati, le campagne elettorali ricchissime.

Servono i fagioli per fare la campagna elettorale, presi soldi.

C’era chi pagava.

Sì, c’era chi mi aiutava finanziariamente.

Adesso invece neanche un presente.

Le dico una cosa: a Natale non si è visto un regalo, un pensierino. Zero spaccato.

Lei si aspettava regali?

Dico: dalle stelle alle stalle.

Nella casa nel bosco.

Ho l’alimentazione a gas ma per risparmiare metto il termostato a 14 gradi.

Vede la tv?

Non voglio vedere nessuno.

Neanche la Meloni?

Era mia compagna di sedia al consiglio dei ministri. Non la facevo così brava.

[…]

E Zaia, il suo successore in Veneto?

Cosa ha fatto per il Veneto? Niente. Adesso fa il presidente ombra di questo bravo e intelligente ragazzo eletto (Alberto Stefani, 33 anni, leghista, ndr).

Galan, il potente esagerato.

La vita cambia gli uomini. Adesso mangio poco, ho il diabete (il vino non mi piace più, per dire).

La politica nemmeno le piace più.

Assolutamente no.

Va a votare al referendum sui giudici?

Assolutamente Sì.

Sì?

E allora cosa?