Ex disoccupato, ex fuori corso, ora anche professore onorario al King’s College London. Da grillino disse: «Abbiamo abolito la povertà». Sì, la sua

Di Maio

(di Fabrizio Roncone – corriere.it) – In assenza di smentite, la notizia è da considerarsi vera: Luigi Di Maio, il nostro mitico Giggino, è stato nominato professore onorario presso il dipartimento di Defence studies del King’s College London. Lo so che può apparirvi incredibile. Ma temo che ogni stupore sia fuori luogo. L’hanno chiamato Zelig, Bel Ami, Forrest Gump.

Di Maio, in realtà, è solo Di Maio. Un esemplare unico. Spaventoso, però unico. La prima volta che ci parlai fu al telefono. Beppe Grillo e Casaleggio avevano da poco inoculato il tremendo virus dell’ “Uno vale uno” nelle vene del Paese e Giggino, a 26 anni, ex disoccupato, ex fuoricorso, ex steward allo stadio San Paolo di Napoli, era diventato vice-presidente della Camera.

Subito già nel ruolo, parlava con la scaltrezza di un vecchio politico. Non diceva niente, ma lo diceva magnificamente. L’inizio di una carriera mostruosa. Sul nulla. Mentre il suo compare dell’epoca, Alessandro Di Battista, dopo essere uscito dal Parlamento, aver fallito come falegname, barman e scrittore, ora va in giro a raccattare ospitate tivù, Giggino – un governo dopo l’altro, abbracciando prima la Lega, poi il Pd, poi tutti – è stato capo del M5S, vice-premier, ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro e persino ministro degli Esteri. 

Persino, perché sembra si facesse aiutare da tre interpreti: per il francese, il tedesco e l’inglese. Forse un po’ d’inglese, ora, l’ha imparato. Me lo ricordo che, a malapena, diceva yes, please, Manchester City. Arrampicatore determinato e furbissimo. Sempre in ghingheri, sbarbato, l’aria di uno che dice cose serie. Anche quando collocava Pinochet in Venezuela. Chiamava “Ping” il presidente cinese Xi Jinping.

Oppure da Fazio chiedeva l’impeachment per Mattarella, salvo – sei mesi dopo – definirlo «l’angelo custode del governo». Si lascia andare solo una volta. La sera che s’affaccia al balcone di Palazzo Chigi e urla alla folla: «Abbiamo abolito la povertà!». Intendeva la sua. 

Fuori dalla politica, Giggino diventa Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico a 12 mila euro (netti) al mese. Gira con la scorta di un sultano. Chiaro che, a uno così, il King’s College non poteva rinunciare. E che noi ci ostiniamo a far fuggire all’estero le nostre menti migliori […]