(ilnapolista.it) – “È sempre più evidente che la Fifa è un’istituzione completamente disfunzionale dal punto di vista politico e sociale. Il fallimento di Infantino è epocale”. Ma ha anche dei difetti, verrebbe da sfottere dopo aver letto questo editoriale della Süddeutsche Zeitung su Infantino e il suo rapporto con Trump.

I giornali tedeschi non sono mai stati teneri (eufemismo) con il presidente della Fifa, e figurarsi adesso che la crisi iraniana si trasferisce anche al Mondiale. Il giornale tedesco dice senza mezzi termini che Infantino è il “portavoce di Trump”. E che il presidente degli Stati Uniti è di fatto anche presidente della Fifa.

Infantino “non ha mai tentato di dare solide basi al calcio mondiale, cedendo unilateralmente i Mondiali agli Stati Uniti e all’Arabia Saudita (2034) – e ora ne sta pagando il prezzo. Il legame con la federazione calcistica europea è spezzato, la sua immagine è compromessa e le autorità di controllo stanno perseguitando la Fifa, queste ultime a causa del suo discutibile sistema di biglietti elettronici, che ricorda i modelli delle lotterie e delle aste. Trucchi e bluff abbondano”.

“Per l’organo di governo mondiale, che ha sede non solo a Zurigo ma anche a New York nella Trump Tower (dove altro, se non lì?), ed è di fatto controllato da Trump, la soluzione migliore dopo questo torneo sarebbe il suo stesso scioglimento. Una transizione verso un comitato organizzatore dei Mondiali in cui gli esperti si limitino a fare il loro lavoro. E sotto la supervisione delle confederazioni continentali, invece che sotto quella di un pomposo predicatore domenicale che si distingue solo come maestro di cerimonie: “Porta una Coca-Cola fresca a Donald, Johnny Infantilo!”.

“Invece del calcio, sotto il logo della Fifa si svolge una soap opera trumpiana, con la politica che oscura tutto: la tediosa procedura per i visti, i prezzi esorbitanti dei biglietti, i lavoratori dei Mondiali sfruttati”.