Dossier, inchieste e pressioni alla stampa. Il metodo della destra applicato al Secolo. Sulla vicenda che ha travolto il presidente di centrodestra della Liguria e il suo staff sono state aperte due indagini. Oltre ai report inviati all’editore, c’è una lettera con suggerimenti sulle inchieste da fare. Le opposizioni: «Dimissioni»

(Enrica Riera – editorialedomani.it) – «In una foto c’è Silvia Salis in primo piano, sorridente. Nell’altra Piciocchi, alto 1,95, è lontano e coperto da un’altra persona». C’è il confronto tra gli scatti pubblicati dal Secolo XIX che ritraggono l’allora candidata sindaca di Genova e il suo competitor di centrodestra nei dossier confezionati dallo staff del governatore Marco Bucci e arrivati all’editore del quotidiano ligure. Ma non solo. «In occasione dell’elezione di Papa Leone XIV, sul Secolo non c’è stato spazio per citare il bel messaggio di auguri del presidente della Regione Marco Bucci, ma è stato citato il post sui social del capogruppo regionale del Pd, Armando Sanna», si legge. Ma è soprattutto la sezione «Alcune proposte» indicate nella medesima lettera a imbarazzare di più: «Sarebbe di utilità un servizio di inchiesta su quante volte un candidato sfavorito ha poi ribaltato le previsioni della vigilia (…). Il quotidiano dovrebbe garantire più spazi anche ai candidati sindaco cosiddetti “minori” (…). Realizzazione di interviste ad esponenti nazionali anche di centrodestra, in particolare quelli che saranno a Genova nei prossimi giorni, la prima opportunità è il ministro Giorgetti».
Bastano pochi stralci di quanto Bucci, tramite i suoi comunicatori, avrebbe inoltrato all’editore e armatore italo-svizzero Gianluigi Aponte, per svelare il presunto tentativo di dettare la linea, fare pressioni, pontificare sugli articoli e le foto da pubblicare.
«È l’episodio più grave di tutta la mia carriera, mi rattrista rendermi conto di quanto la libertà di stampa abbia perso valore davanti agli occhi della gente, specie a causa di certi politici che hanno favorito un clima di prepotenza», dice a Domani Michele Brambilla, direttore del Secolo XIX. Brambilla ha denunciato per diffamazione il responsabile dello staff comunicazione della Regione, Federico Casabella, che ha dichiarato che il direttore del quotidiano fosse d’accordo con quel dossieraggio.

Le inchieste
Da qui l’apertura di un fascicolo per fare luce su questa storia, oltre all’inchiesta già in corso dell’Ordine dei giornalisti che ha già prosciolto Brambilla, non rilevando, come si legge nella nota dell’Odg letta da Domani, «violazioni dell’ordine deontologico». Bucci, nel frattempo, nega, insieme a Casabella, affermando che nessun dossier – mere «rassegne stampa», le chiama il suo staff – sia mai stato inviato all’editore.
«Non ho mentito», ha ribadito anche ieri davanti alla pubblicazione sul giornale da parte di Brambilla delle chat che dimostrerebbero il contrario. «Visto che il direttore del Secolo XIX ha scelto di rendere nota solo una parte molto limitata dei nostri scambi, in particolare quella conclusiva dopo mesi di feedback reciproci e scambi di opinione avvenuti anche di persona, lo invito ad autorizzarmi all’intera pubblicazione di tutti i messaggi che ci siamo scambiati nel corso dei mesi. Da parte mia nessun problema a farlo – prosegue Bucci – Prendo atto, inoltre, che lo stesso direttore riterrebbe come prova inoppugnabile un documento, a me non noto allo stato attuale, che l’editore gli avrebbe inviato e che sarebbe intitolato: “Risposta del governatore Bucci”. Basterebbe già questo: una risposta, è evidente, presuppone una richiesta. È la conferma che, di qualunque cosa si tratti, non può essere una mia iniziativa».

Le opposizioni
Mentre la minoranza chiede le dimissioni del governatore, a intervenire è anche la sindaca Salis: «Solidarietà ai giornalisti, il dossieraggio infanga la politica». Sarà dunque la procura, oltre all’indagine dell’Odg, a chiarire i contorni della vicenda. In riferimento all’inchiesta, avviata a seguito della denuncia di Brambilla, c’è chi ipotizza che si possa procedere anche per peculato: e ciò perché quei dossier – secondo le fonti contattate da Domani – sarebbero stati confezionati dallo staff di Bucci e quindi con denaro pubblico. Ma dal palazzo di giustizia le bocche sono cucitissime.
In uno dei dossier letti da questo giornale ci sono poi ulteriori doglianze messe nere su bianco. «Irrispettoso attacco di Silvia Salis al presidente e al governatore Bucci – si legge – Una candidata che dà del bulletto al rappresentante della massima istituzione locale, nell’articolo neppure una parola di condanna verso l’offensiva definizione». E poi le lamentele contro i giornalisti autori dei pezzi considerati “sgraditi”.
O precisazioni di questo tipo: «Il 28 settembre la cronaca sulla veglia di preghiera per la pace riporta la partecipazione del presidente Bucci alla fiaccolata per sostenere la Global Sumud Flotilla, evento al quale non ha preso parte, avendo solo presenziato al momento di preghiera». Oppure: «Il 3 ottobre le gravi minacce al vicepremier Salvini vengono riportate sui canali social del Secolo ma si dà spazio solo alla solidarietà di Salis, nulla si dice su Bucci». Dossier, in base a quanto si apprende, sarebbero stati confezionati anche contro la testata Genova24. Quale lo scopo ultimo di quei file? Influenzare, condizionare il giornalismo? Diventarne i padroni? Alle annose domande risponderanno i pm.
Caro editorialedomani tutto vero intendiamoci ,ma era così già con il vostro stimatissimo Renzi . Il guaio costituito delle persone per bene è costituito dalla loro memoria.
"Mi piace""Mi piace"