
(dagospia.com) – Un’altra ordinaria giornata di guerra, la tredicesima, è trascorsa: missili e droni iraniani hanno colpito nel pomeriggio Gerusalemme, Dubai e ancora una volta Erbil, dove la scorsa notte gli iraniani avevano preso di mira una base italiana.
Nel pomeriggio è arrivato il primo “discorso” ufficiale della nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei: un messaggio letto dalla tv iraniana in cui l’ayatollah (o chi per lui, visto che sarebbe in coma in ospedale) ha sottolineato la volontà di tenere lo stretto di Hormuz chiuso alle navi non iraniane e ha annunciato attacchi a ripetizione contro tutte le basi americane nel Medio Oriente, con un messaggio paraculo ai “vicini” che “non sono nemici” (allora Mojtaba ci dovrebbe spiegare perché continua a bombardarli.
La notizia più interessante però è quella che dà CNBC: l’Iran, nonostante la guerra, avrebbe esportato circa 11,7 milioni di barili di petrolio greggio verso la Cina, dall’inizio del conflitto. Pechino, che nei giorni scorsi ha inviato una nave spia nell’area, e rifornisce Teheran di componenti per i missili, è il più grande alleato del regime teocratico, che rappresenta il suo terzo fornitore di petrolio (dopo Russia e Arabia Saudita).
E l’Europa che fa? Come al solito, discute, monita, prepara: ora starebbe studiando delle linee guida, attese entro il 18 marzo, per alleggerire temporaneamente le regole contro il gas russo: per garantire scorte sufficienti e sicurezza energetica per l’inverno, l’Unione Europea non verificherà se il GNL venduto da terzi provenga da Mosca.
Il recente shock petrolifero ha inoltre messo in discussione i tempi previsti per un taglio dei tassi della Fed; il mercato ora si aspetta solo una riduzione verso fine anno, contro le quasi tre previste prima del conflitto…
L’IRAN INVIA MILIONI DI BARILI DI PETROLIO ALLA CINA ATTRAVERSO LO STRETTO DI HORMUZ MENTRE LA GUERRA SOFFOCA LA VIA D’ACQUA
(Sintesi dell’articolo di Anniek Bao per cnbc.com) – Nonostante la guerra tra Stati Uniti-Israele e Iran abbia quasi paralizzato il traffico nello Stretto di Hormuz, Teheran continua a esportare petrolio verso la Cina. Come scrive Anniek Bao per la CNBC, dall’inizio del conflitto il 28 febbraio l’Iran ha inviato almeno 11,7 milioni di barili di greggio attraverso lo stretto, tutti diretti verso il mercato cinese.
Secondo i dati di TankerTrackers.com e della società di intelligence marittima Kpler, il traffico petrolifero nello stretto – da cui normalmente transita circa un quinto dell’energia mondiale – si è drasticamente ridotto perché molte petroliere evitano la zona dopo gli attacchi iraniani contro le navi. In due settimane di guerra dieci imbarcazioni sono state colpite, con almeno sette marinai uccisi, mentre molte petroliere hanno spento i sistemi di tracciamento per non essere individuate.
L’Iran continua comunque a far passare carichi di petrolio destinati soprattutto alla Cina, che negli ultimi anni è diventata il principale acquirente del greggio iraniano. Tuttavia i volumi sono molto inferiori rispetto a prima della guerra: circa 1,22 milioni di barili al giorno, contro i 2,16 milioni di barili al giorno esportati a febbraio, il livello più alto dal 2018.
Per ridurre la dipendenza dallo Stretto di Hormuz, Teheran ha anche riattivato il terminal petrolifero di Jask, sul Golfo di Oman, che consente di esportare greggio evitando il passaggio nello stretto. Ma la struttura è molto meno efficiente: il caricamento di una superpetroliera può richiedere fino a dieci giorni, contro uno o due giorni nel principale terminal di Kharg Island.
Nel frattempo la Cina sta accumulando scorte di petrolio per proteggersi da possibili shock energetici. Pechino ha aumentato le importazioni di greggio del 15,8% nei primi mesi dell’anno e dispone di riserve stimate in circa 1,2 miliardi di barili, sufficienti a coprire tre o quattro mesi di domanda.
Le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno fatto impennare i prezzi del petrolio fino a quasi 120 dollari al barile, prima di un parziale calo negli ultimi giorni, mentre i leader globali discutono possibili rilasci straordinari di riserve strategiche per evitare uno shock energetico mondiale.
L’IRAN DICHIARA CHE GLI INTERESSI ECONOMICI E BANCARI DI STATI UNITI E ISRAELE NELLA REGIONE SONO OBIETTIVI
(Sintesi dell’articolo di aljazeera.com) – L’Iran ieri ha minacciato di colpire banche e centri economici legati a Stati Uniti e Israele in Medio Oriente.
Come riporta Al Jazeera, un portavoce del quartier generale Khatam al-Anbiya, struttura collegata ai Pasdaran (IRGC), ha dichiarato che l’attacco contro una banca iraniana ha lasciato Teheran «libera di prendere di mira centri economici e istituti bancari appartenenti agli Stati Uniti e al regime sionista nella regione». Le autorità hanno avvertito la popolazione di non avvicinarsi alle banche entro un raggio di un chilometro, mentre Washington dovrebbe «attendere una risposta dolorosa».
L’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha inoltre pubblicato un elenco di nuovi obiettivi economici e tecnologici, includendo infrastrutture e uffici di grandi aziende occidentali con collegamenti con Israele — tra cui Google, Microsoft, Palantir, IBM, Nvidia e Oracle — accusate di fornire tecnologie utilizzate in ambito militare.
Le minacce arrivano dopo che Israele ha bombardato a Beirut una struttura legata all’istituto finanziario Al-Qard Al-Hassan, associato a Hezbollah. L’organizzazione gestisce un sistema quasi bancario che offre prestiti senza interessi e sostiene varie attività sociali nel Libano sciita.
Nel frattempo il conflitto continua ad allargarsi nella regione: secondo Israele gli attacchi contro Hezbollah mirano a distruggerne le capacità operative, ma oltre 570 persone sono state uccise e circa 780.000 sfollate in Libano.
🟥 TRUMP : DOBBIAMO VINCERE VELOCEMENTE E POI, SERVE CHI RICOSTRUISCA UN PAESE.”Il fatto è che dobbiamo vincere in questo. Vincere velocemente, ma vincere. E ci sono molte persone – sto proprio guardando le notizie – la maggior parte dice che la vittoria è già stata ottenuta. È solo una questione di tempo. Quando dovremmo fermarci? Non vogliamo permettere che questo cresca di nuovo. E idealmente vorremmo vedere lì qualcuno che sappia cosa fare. In altre parole, qualcuno che possa costruire un paese CANALE DGT 244 SmartTv TVWEB: http://www.quiradiolondra.tv
TRUMP minaccia la Spagna per il mancato sostegno nell’aggressione all’Iran: potremmo fermare il commercio
Il presiedente statunitense ha nuovamente minacciato di interrompere gli scambi commerciali con la Spagna per via del divieto di Madrid di utilizzare le basi militari gestite congiuntamente nel Paese per colpire l’Iran. A riportarlo è l’agenzia di stampa turca Anadolu.”Penso che la Spagna non collabori affatto. Penso che si comportino molto male, possiamo smettere di commerciare con la Spagna”, ha affermato Trump, accusando Madrid di trattare “molto male la NATO”.Da quando l’aggressione all’Iran è diventata un’operazione della NATO?
Il governatore della California Gavin Newsom ha risposto al post offensivo di Trump chiamandolo uno stupido che bombarda i bambini e protegge i pedofili. quiradiolondratv
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