Meloni stretta tra Trump e Parlamento: il retroscena sulla guerra all’Iran che spaventa Palazzo Chigi. Giorgia Meloni in difficoltà dopo la guerra contro l’Iran voluta dai suoi amici Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Il rischio per la premier è un testa coda in Parlamento. E dover rinunciare alla finanziaria elettorale

(Marco Antonellis – lespresso.it) – Per Giorgia Meloni l’11 marzo potrebbe trasformarsi in una giornata politicamente esplosiva. Quando la premier si presenterà davanti alle Camere per riferire sulla crisi internazionale, il rischio – raccontano fonti parlamentari – è quello di un clamoroso testa coda politico. Il motivo è semplice: la guerra contro l’Iran voluta dall’asse tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu mette la presidente del Consiglio davanti a una delle scelte più complicate dall’inizio della legislatura. Ufficialmente l’Italia resta nel campo occidentale e atlantico. Ma dietro le quinte di Palazzo Chigi il clima sarebbe molto più sfumato. Chi conosce bene la premier giura infatti che, lontano dai microfoni, Meloni non avrebbe affatto apprezzato la scelta di aprire un fronte militare contro Teheran.
Il retroscena: a Palazzo Chigi non piace la guerra totale
Secondo quanto raccontano fonti politiche, la leader di Fratelli d’Italia avrebbe espresso in privato forti dubbi sulla strategia adottata dai suoi amici Trump e Netanyahu. L’idea, spiegano i bene informati, sarebbe che un’operazione militare limitata e chirurgica avrebbe avuto molto più senso di una campagna militare estesa. Un’azione mirata contro obiettivi specifici, piuttosto che un’escalation destinata a destabilizzare l’intero Medio Oriente. Un ragionamento pragmatico più che ideologico. Perché a Palazzo Chigi sanno bene che ogni escalation internazionale ha effetti immediati anche sui conti italiani. E proprio qui si nasconde il vero incubo del governo.
Guerra all’Iran e conti pubblici: addio alla finanziaria elettorale di fine anno
Una crisi prolungata con Teheran rischia infatti di produrre un effetto domino sull’economia europea: prezzi dell’energia più alti, mercati finanziari più instabili e crescita rallentata. Tradotto in politica interna significa una cosa sola: conti pubblici più fragili. Per l’Italia il rischio è doppio. Da un lato la guerra potrebbe aggravare la già delicata situazione del debito pubblico. Dall’altro lato potrebbe compromettere i margini di manovra con Bruxelles proprio mentre Roma spera di uscire dalla procedura di infrazione. In questo scenario diventerebbe molto più difficile varare quella manovra economica “elettorale” su cui la maggioranza conta per consolidare il consenso a fine anno e presentarsi davanti agli elettori a fine legislatura. In altre parole: se i conti saltano, salta anche la strategia politica del governo.
Il nodo del referendum e il rischio regalo alle opposizioni
Come se non bastasse, la crisi internazionale arriva nel momento peggiore possibile per l’esecutivo. La guerra è infatti esplosa a pochi giorni da un appuntamento politico delicato come il referendum sulla giustizia che interessa direttamente la maggioranza. E a Palazzo Chigi temono che il conflitto internazionale possa spostare completamente l’attenzione dell’opinione pubblica. Il risultato? Un clima politico più incerto e soprattutto meno favorevole al governo. Secondo alcuni sondaggi riservati che circolano tra i partiti, la guerra e il coinvolgimento degli Stati Uniti potrebbero addirittura rafforzare la narrativa delle opposizioni. Il motivo è semplice: una parte consistente dell’elettorato italiano guarda con crescente diffidenza alle scelte di Trump. E una guerra percepita come lontana dagli interessi italiani rischia di trasformarsi in un boomerang politico.
Il dilemma finale: stare con Trump o con gli italiani
Ed è qui che emerge il vero dilemma per Giorgia Meloni. Da una parte c’è la fedeltà all’asse atlantico e ai rapporti politici costruiti negli anni con Donald Trump. Dall’altra c’è un’opinione pubblica italiana sempre più scettica verso il conflitto. Un equilibrio complicatissimo da gestire soprattutto davanti al Parlamento, dove ogni parola pesa e ogni sfumatura diventa materiale per lo scontro politico. Non a caso negli ultimi giorni la premier ha preferito parlare attraverso interviste radiofoniche e interventi più controllati, dove il format permette di evitare domande scomode.
Perché in Parlamento la musica cambia
E quando arriverà l’11 marzo, la domanda politica diventerà inevitabile: Meloni sceglierà di allinearsi totalmente a Trump o proverà a parlare agli italiani? Nel dubbio, raccontano nei palazzi romani, meglio guadagnare tempo. Perché in politica estera, come nella politica interna, a volte la mossa più prudente è proprio quella di rimandare lo scontro.
La riformatrice ignara
(Di Marco Travaglio) – Forse è il caso che qualcuno spieghi alla Meloni, possibilmente prima del 22 marzo, la sua “riforma” costituzionale della magistratura. Perché ogni volta che ne parla dimostra di non averne la più pallida idea. Dice che il ddl Meloni-Nordio ci darà “processi più efficienti”, ma non sfiora neppure il Codice di procedura che li rende inefficienti, quindi il disastro resterà tale e quale. Dice che impedirà “vergogne tipo Garlasco”, ma le opposte valutazioni fra i pm di oggi e quelli del 2007 e fra i giudici del processo Stasi e dell’indagine Sempio sarebbero state identiche anche a carriere separate. Se la Meloni vuole solo decisioni uniformi, deve abolire Gip, Gup, Riesami, Tribunali, Corti d’appello e Cassazione per affidare le sentenze direttamente ai pm. E poi naturalmente spiegarci come mai Nordio e gli altri separatisti vogliono carriere divise perché i giudici diano torto ai pm.
Ora, pur di non parlare del suo governo che ci porta in guerra con l’Iran al fianco degli aggressori israelo-americani, torna a straparlare dei bambini del bosco: “I figli non sono dello Stato, ma delle mamme e dei papà. Una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti”. Quindi – sottinteso – votate Sì perché, come scrivono i suoi trombettieri a mezzo stampa, “un Sì spezza questo sistema” e “i giudici finiranno di essere ingiudicabili”. Ma la “riforma” non tocca minimamente i processi minorili, che resteranno affidati a pm e giudici specializzati, assistiti da consulenti, periti, Asl e servizi sociali: in caso di errore, sempre possibile nella giustizia umana, si ricorre in Corte d’appello (come è già avvenuto nel caso di Chieti, dove i secondi giudici hanno confermato la decisione dei primi) e poi in Cassazione. Purtroppo né Palazzo Chigi né il ministero della Giustizia sono previsti come quarto grado di giudizio. E neppure l’attuale Csm o la nuova Alta Corte disciplinare, che non hanno né possono avere alcuna competenza sul merito delle decisioni dei giudici, ma solo – appunto – sulle infrazioni disciplinari. Se il sistema non le piace, la Meloni può sempre abolire le Procure e i Tribunali per i minori, così ogni famiglia farà dei propri figli quel che le pare e piace. Qualcuno però dovrebbe informare la premier che la giustizia minorile esiste in tutti i Paesi evoluti e che in Italia il numero di bambini allontanati dalle famiglie è fra i più bassi d’Europa: 337 ogni 100 mila all’anno, contro i 1.180 della Francia, i 1.080 della Germania e i 500 della Spagna. Tutti Paesi con le carriere separate e il pm sotto l’esecutivo.
Ps. Naturalmente la Meloni queste cose le sa benissimo, perché è tutto fuorché cretina. Però pensa che lo siamo tutti noi cittadini. Il 22 e 23 marzo abbiamo un’ottima occasione per smentirla.
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“perché è tutto fuorché cretina”
sicuro, sicuro?
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Il cretinismo, oggi noto come sindrome da deficit congenito di iodio, è una grave patologia causata da ipotiroidismo cronico. La carenza di iodio provoca ritardo mentale e fisico permanente, sordomutismo e nanismo.
La carenza di iodio, può provocare palpebre gonfie e secchezza oculare, sguardo fisso o sbarrato dovuto alla palpebra superiore. Retrazione palpebrale. I disturbi oculari causano esoftalmo (occhi sporgenti)
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Ma infatti, l’errore che continua a fare Travaglio è quello di considerare il melone intelligente, in reltà è proprio ignorante e idiota, non ce la fa proprio a capire certi meccanismi, si evince chiaramente dalle sue affermazioni e continue figure di palta che fa.
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@ BastiancontrarioComunque meloniano…..mio malgrado devo risponderVi da “remoto” in quanto, da venerdi’ sera, siamo tutti in trasferta a Frosinone……esimio lasci perdere certi argomenti….con il caso “Paragon” almeno io, come milioni di Italiani, facciamo tantissima fatica a credere di vivere in un Paese democratico nel quale questo “potere” tanto a Voi caro dovrebbe impegnarsi a far rispettare regole fondamentali del vivere civile….per esempio quella secondo cui nemmeno dei Giornalisti come privati cittadini posso subire “intrusioni illegali” nella loro vita privata. Affermato cio’……e poiche’ abbiamo a che fare con un imbarazzante governo che “brilla” per una assoluta mediocrita’ vi rimane unirvi, esimio, a scrivere commenti per giustificare la vostra leader che solo parla dei “bimbi nel bosco”……!!! Buona domenica e Forza Sampdoria……!!!!!
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Con il suo asservimento a Trump, la sovranista de noantri si è cacciata in un cul de sac e ora non sa come uscirne. Intanto, ci sta portando alla terza guerra mondiale, ma lei si dilegua, si nasconde, si eclissa. 😠
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Ducia “La Temporeggiatrice”?
No la bugiarda fifona, tipo accusare ed insultare qualcuno che non può replicare, mentre in parlamento la possono sbugiardare.
“Fonti politiche” cioè la velina di Fazzo?
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“proverà a parlare agli italiani” da un social? In parlamento?
La leader di Fratelli d’Italia avrebbe espresso in privato forti dubbi sulla strategia adottata dai suoi amici Trump e Netanyahu… In pubblico da un social, ha affermato che #hastatoputin. L’idea… Azzo ha idee!
Apperò…nessuno mai avrebbe pensato che un’’operazione militare limitata e chirurgica ha più senso di una campagna militare estesa. Un’azione mirata contro obiettivi specifici, piuttosto che un’escalation destinata a destabilizzare l’intero Medio Oriente
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In vista del referendum Maria Antonietta è sempre più nervosetta, e dall’alto del suo diploma all’Istituto Professionale di Stato per il Commercio e i Servizi Alberghieri “Amerigo Vespucci” di Roma, ce da un sacco de lezioni de diritto. E se subito la benzina e il Diesel sono oltre i due euro al litro nei distributori (anche se comprati prima della guerra scatenata dal criminale cagnolino pedofilo pacifista a stelle e strisce e dal suo criminale padrone con la stella di David), la colpa è di queste toghe rosse politicizzate comuniste, che le impediscono pure di far fare delle belle gite andata e ritorno in Albania dei clandestini che sbarcano da noi. Sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana e sta’ magistratura nun me devve rompe er cazz@.
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La poveraccia non è una statista, non è una brava prima ministra, è semplicemente una invasata, ambiziosa, furba, una persona che vive di proclami e basta! Non ce la fa perché per essere un grande bisogna essere intelligenti non furbi, non arroganti e non solo ambiziosi bisogna essere veramente bravi! Lei non lo è, glielo hanno fatto credere e lei lo ha creduto e ora è sotto ad una enorme crisi di nervi ed è comprensibile! Conte è uno statista, Sanchez è uno statista, lo era la Merkel ma una che ha fatto l’alberghiero per quanta volontà abbia, non sarà mai un grande politico, bisogna capire le proprie capacità e i propri limiti ma per fare ciò bisogna davvero essere intelligenti! E lei non lo è, è soltanto una montata fuori di testa..
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Che sia in crisi di nervi non saprei, che sia una montata fuori di testa è evidente.
Ma una minoranza di italiani, ha deciso di farla diventare una maggioranza, mentre una maggioranza di italiani ha deciso di restare sedata e non presentarsi alle urne.
Speriamo che al prossimo giro non sia troppo tardi, perchè i danni che questa gentaglia sta facendo e sta cercando di fare, non sono da poco…
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Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, chi ha permesso che questa schifezza prendesse il potere è il pd e chi non è andato a votare! E devono vergognarsi fino alla fine dei loro giorni perché è “grazie” a loro se abbiamo una situazione italiana di me..a che più di me..a non si potrebbe! Una lavapiatti incapace persino di lavare i piatti! Senza voler offendere i lavapiatti perché se non ci fossero sarebbe un gran casino! Governare non è fare passerella governare è uns cosa altamente seria! E lei non lo è!
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Il centrodestra non può vincere le elezioni… ma ci penserà il blob di centrosinistra a fargliele vincere!
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Non dimenticate mai di ringraziare enrico “occhi di tigre”, quello che ha organizzato insieme al Migliore la vittoria della Meloni schifando gli elettori.
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Temo che la personalizzazione del problema non aiuti la causa . Meloni è solo la punta dell’ iceberg,tutto il resto conta molto ma molto difficile più ed è radicato nella nostra società malaa d’ignoranza,corporativismo, approssimazione
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Hanno veramente la faccia come il cxxx. Ieri ho visto un post dove dicevano che sarebbe stato meglio votare SI per poter rimpatriare gli stupxxtori “e le femministe dove sono?”
A parte il fatto che questa riforma non modificherà le regole di rimpatrio e in Albania continueremo ad avere soldi buttati al cesso. Ma poi dico: parlano proprio loro di stxxpri? Hanno appena approvato una legge che se subisci abusi in stato di incoscienza potresti avere torto perché non hai espresso il tuo DISSENSO!!! Schifo…
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Non ci sarà mai vera festa, finché solo una di noi verrà sfiorata con un dito!
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Chi va alla pompa per fare rifornimento alla propria auto si è accorto ad un tratto che c’era da qualche parte nel mondo una guerra ( dicono in Iran ,ma dove si trova ?Boh) . Naturalmente l’ auto ce l’ hanno in tanti e a prescindere dalla propria visione o convinzione politica,quindi c’è qualcosa che non và. Siamo solo agli inizi perché il prezzo dei carburanti si porterà l’ inflazione ,altra dannazione per le masse che devono mangiare,vestirsi e pagare le bollette. Ma la cosa ancora più grave sarà quando tomi tomi diranno di dover partecipare al conflitto con proprie risorse militari ed umane . Allora Sanremo ,i bambini nel bosco e Garlasco non basteranno più per distrarre neanche gli addormentati.
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Mi vergogno che tanto abominio sia fatto da delle donne
OGGI 8 MARZO, FESTA DELLE DONNE MIGLIORI
DONNE. viviana
Camminai come l’erba gramigna che si insinua nelle fessure
Mi abbarbicai come l’alga che si fa piatta per veleggiare
Mi chiusi come la chiocciola che porta con sé la propria dimora
Mi feci onda e vento per resistere alla bufera
Ma non dimenticai, neppure un istante, di essere una donna
Perché non ti fa donna solo la natura, ti segna la storia
E una donna non è una persona, è una lotta in cammino.
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C’è un’altra possibilità: che da qui a mercoledì gli iraniani scelgano la guida suprema, chiunque sia Trump dice che l’ha scelto lui, che gli iraniani si sono arresi senza condizioni e termina la guerra.
L’ha già fatto in Venezuela, dove farnetica che il presidente è lui.
L’uomo è questo.
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Dopo l’ incoronazione allo studio Ovale con tanto di imposizione delle mani affinché direttamente Dio illumini la zucca vuota (gli americani vivono un perenne halloween….) grazie alla intercessione dei pastori ( in libera uscita dal Centro di Salute Mentale…) , mi aspetto che il farneticante si dichiari Papa! Se dopo il demente, e’ arrivato il farneticante, non oso pensare al prossimo……Netanyahu potrebbe essere un ottimo candidato! Il sociopatico violento con psicopatologia a carattere sadico e crudele per futili motivi…..
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Purtroppo viviamo il tempo della personalizzazione sempre più esasperata della politica – senz’altro segno inequivocabile di declino culturale – e dobbiamo inevitabilmente tenerne conto. Ormai buona parte della forma mentis dell’elettorato è dovuta all’azione fagocitante dei media in video, mentre i social hanno sostituito i giornali che almeno garantivano un margine di riflessione della lettura. Dagli articoli siamo passati al trasbordante successo del twit nella comunicazione.
Il solo fatto che un piccolo partito del 4% in una sola elezione sia stata catapultata al 26 e nei mesi successivi, stando ai sondaggi, al 30, la dice lunga sulla scarsa tenuta dei principi fondamentali della Costituzione. I danni provocati dai vari governi di CSX (è uscito un nuovo libro, LA SVENTURA, sottotitolo Viaggio attraverso i danni della sinistra al potere) sono stati la premessa di questo exploit che ha visto primeggiare nell’immaginario collettivo la figura dell’ex underdog. Durerà ancora e per quanto tempo questo trionfo?? Qualche segno di crisi però si avverte. Se mai vinceremo il referendum e poi le elezioni del 2027, mi chiedo se si ritornerà alla eterna riproposizione di quella stessa fatica (inutile?) di Sisifo vissuta in passato. Tempi grami ci aspettano, in ogni caso. Lo spirito del tempo non è a nostro favore. La violenza, la logica del più forte nelle questioni internazionali si estenderà giocoforza anche all’interno dei singoli paesi (chi vince prende tutto! e addio ai contrappesi di controllo) e, su per li rami, anche alla popolazione civile (baby gang, poliziotti dalla mano pesante, bimbi strappati ai genitori, ecc.)
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Mi-ra-co-la-ta!
È l’unica spiegazione che riesco a darmi sul come sia potuto diventare Primo Ministro un essere così insulso.
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Oggi è l’8 marzo. Potevate anche ricordarvelo.
Barbara manda:
Il cunto del filo rosso per l’8 Marzo
Venite qua. Sedetevi. E stavolta non vi chiedo solo silenzio, vi chiedo di spalancare le vene, perché quello che vi sto per dare è il sangue della nostra storia.
Guardatemi, queste mani non sono fatte per ricevere mimose che appassiscono in un pomeriggio. Queste sono mani che sanno di terra e di lotta. E io oggi non vi parlo di “femmine” astratte, io vi parlo di chi ha messo il corpo davanti ai fucili della legge e del pregiudizio per farvi essere libere.
Io non vi parlo di una festa. Io vi parlo di una guerra vinta un centimetro alla volta.
Io lo ricordo il 1946, quando per la prima volta le madri di questa terra hanno stretto tra le dita la scheda del voto. Non era carta, era il rumore di milioni di catene che si spezzavano! Ricordo mia madre che diceva: “Ora la mia voce pesa quanto quella di un uomo”. Non lasciate che questo diritto diventi pigrizia: quel voto è costato secoli di schiena dritta!
Io le ho viste le Gelsominaie di Messina e le raccoglitrici di olive delle nostre campagne. Erano gli anni ’50. Lavoravano di notte, al gelo, per metà del salario di un uomo. Ma hanno incrociato le braccia! Hanno fatto sciopero quando dire “sciopero” significava rischiare la fame. Hanno preteso la Pari Dignità e il Pari Salario. Non è storia antica, è il pane che mangiate oggi!
E come posso scordare il 1965? Quando ad Alcamo una picciridda di nome Franca Viola disse quel “NO” che scosse l’Italia intera. Rifiutò il matrimonio riparatore, rifiutò di essere proprietà di chi le aveva fatto violenza. Grazie a quel “No”, oggi nessuna di voi può essere comprata o barattata. Ma ricordatevelo: quella legge infame, il delitto d’onore, è morta solo nel 1981. L’altro ieri!
Pecchì io vi vugghiu vidiri a testa auta! Voglio che ogni mattina, quando vi guardate allo specchio, vediate me, vediate vostra madre, vediate Sant’Agata che davanti al tiranno non abbassò lo sguardo neanche sotto tortura. Guardatevi e dite: “Io sono!”.
Perché voi siete il “No” di Franca Viola.
Siete la matita di chi ha votato nel ’46.
Siete la luce della candela di chi studiava di nascosto per non restare serva.
Questo filo rosso che vi metto tra le mani è la nostra eredità. Non è un ornamento, è un cordone ombelicale che ci lega tutte: dalle martiri antiche alle lavoratrici di oggi.
L’8 marzo è il giorno del giuramento. Giurate che non sarete mai “comode”. Giurate che sarete fimmine sgarbate se la cortesia significa silenzio. Giurate che porterete avanti questo Manifesto ogni santo giorno della vostra vita.
Andate ora. Camminate come se la terra vi appartenesse, perché è così. Fate sentire lo scruscio dei vostri passi, fate sentire che siete vive, che siete libere, che siete Eredi del Fuoco.
Pecchì ‘na fìmmina ca ricorda è ‘na fìmmina ca cummatte.
E stu cunto è pi tia, pi mia, e pi cu ancora s’adda svigghiari e gridari: “IO SONO!”
Non festeggiate la mimosa, festeggiate la radice che l’ha tenuta in piedi sotto la tempesta.
Festeggiate le donne che hanno alzato il capo quando il cielo era nero, perché è grazie a loro se oggi voi potete guardare le stelle senza chiedere il permesso.
Brindate a voi stesse, a chi siete e a chi diventerete.
Perché la vera festa è vedervi camminare libere.
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8 marzo, la data dimenticata
IL CODICE DA VINCI – Viviana Vivarelli
Oggi è l’8 marzo, festa delle donne. Lo dedichiamo alle 168 bambine iraniane uccise dalle bombe di un violatore di bambine, nella speranza che questa ignominia finisca per sempre.
Dice Dan Brown: “Gli antichi vedevano il mondo diviso in due metà, maschile e femminile. I loro dei e le loro dee cercavano di mantenere un equilibrio dei poteri, Yin e Yang. Quando il principio maschile e quello femminile non erano equilibrati, sorgeva il caos. Il pentacolo (simbolo di Venere) rappresentava la metà femminile di tutte le cose, un concetto religioso che gli storici delle religioni chiamano ‘il femminino sacro’ o ‘la DEA’. Le religioni antiche erano basate sull’ordine divino della natura. La dea Venere e il pianeta Venere erano una cosa sola. La dea aveva un posto nel cielo notturno ed era nota con vari nomi: Venere, la stella dell’est, Ishtar, Astante, tutti possenti concetti femminili legati alla Natura e alla Madre Terra. Il pianeta Venere traccia un pentacolo perfetto sull’eclittica ogni otto anni. Gli antichi lo avevano visto e il pentacolo era stato preso come simbolo della perfezione, della bellezza e degli aspetti ciclici dell’amore sessuale. Come tributo alla magia di Venere, i Greci avevano fatto ricorso al suo ciclo di otto anni per organizzare anche i giochi olimpici. La stella a 5 punte stava per diventare simbolo ufficiale delle Olimpiadi ma all’ultimo minuto fu trasformata in 5 anelli intrecciati. La Chiesa prese questo bellissimo simbolo femminile e lo fece diventare il simbolo del diavolo.”
Oggi il pentacolo, che era un simbolo di protezione, è diventato il Pentagono, massimo organo militare per le guerre di conquista americane, il segno di Venere si è trasformato in segno di guerra e viene dipinto sui bombardieri e messo sulle spalline dei generali, con buona pace della dea dell’amore e della bellezza.
Un pentacolo è anche il famoso disegno di Leonardo dell’uomo vitruviano, posto come una stella a 5 punte, all’interno di un cerchio protettivo, segno di unione di maschile e di femminile.
Dice ancora Dan Brown: “Nessuno poteva negare l’enorme bene fatto dalla Chiesa nel mondo sofferente di oggi, ma essa aveva alle sue spalle una lunga storia di inganni e di violenze. La sua brutale crociata per rieducare le religioni pagane e il culto della femminilità era durata tre secoli e aveva impiegato metodi astuti e terribili.
L’opera più sanguinaria era stata il manuale contro le streghe, il Malleus maleficarum, contro ‘il pericolo delle donne che pensano liberamentÈ, che aveva insegnato al clero come individuarle, torturarle e distruggerle. La categoria delle streghe comprendeva tutte le donne istruite, le sacerdotesse, le zingare, le amanti della natura, le erboriste… anche le levatrici erano uccise per la loro pratica eretica di servirsi di conoscenze mediche per alleviare i dolori del parto, una sofferenza che per la Chiesa era la giusta punizione di Dio per la tentatrice… La donna, un tempo celebrata come l’essenziale metà dell’illuminazione spirituale, era stata bandita dai templi… Non c’erano rabbini di sesso femminile, né sacerdotesse cattoliche, né imam islamiche. L’atto, un tempo sacro, dello yeros gamos, l’unione sessuale tra uomo e donna, con cui ciascuno dei due acquistava l’unità spirituale, era stato ridefinito come peccato!… I giorni della dea erano finiti… La Madre Terra era divenuta un mondo di maschi e gli dei della distruzione e della guerra avevamo prelevato il loro terribile tributo. Per due millenni l’io maschile non era stato frenato dalla sua controparte femminile”.
Dice Jung che uomo e donna devono incontrarsi. L’Anima, o parte psichica femminile dell’uomo deve essere riconosciuta, come l’Animus, o parte psichica maschile della donna. Solo così ci sarà pace tra i sessi e armonia nell’essere umano.
La totalità della psiche richiede il riconoscimento delle sue parti e la loro integrazione, la conciliazione degli opposti, le nozze alchemiche, il Rebis, Re e Regina insieme. Ogni parte deve considerare la sua controparte e comunicare con essa o resterà spezzata e con ciò indebolita. La psiche è un mondo globale. Ricostituire questa globalità può essere una via per ricostituire una società più integra e sana. Jung non fa mai delle considerazioni psicologiche fini a se stesse, ma ha sempre in vista l’evoluzione sociale. È perfettamente convinto che la palingenesi sociale cominci dall’individuo e che, quanto più faremo per il singolo uomo, tanto più faremo per il mondo.
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