IRAN: MISSILE IRANIANO LANCIATO VERSO LA TURCHIA, ABBATTUTO DA FORZE NATO

(Adnkronos) – Un missile balistico lanciato dall’Iran verso la Turchia è stato intercettato dalle forze Nato sul Mar Mediterraneo. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Ankara, spiegando che il missile è stato abbattuto dopo aver attraversato lo spazio aereo iracheno e siriano.
Non sono state segnalate vittime né feriti, ha dichiarato il ministero della Difesa turco annunciando che parlerà del lancio del missile con gli alleati e con la Nato. “Sebbene la Turchia rappresenti un elemento di stabilità e di pace nella regione, è pienamente in grado di salvaguardare il suo territorio e i suoi cittadini, indipendentemente dalla fonte o dall’origine di qualsiasi minaccia”, si legge nella nota condivisa sull’account di ‘X’ del ministero turco.
“Tutte le misure necessarie per difendere il nostro territorio e il nostro spazio aereo saranno adottate con decisione e senza esitazione. Ribadiamo che ci riserviamo il diritto di rispondere a qualsiasi atto ostile diretto contro il nostro Paese”, prosegue il comunicato. “Invitiamo tutte le parti ad astenersi da azioni che potrebbero aggravare ulteriormente il conflitto nella regione”, conclude il testo.
ALESSANDRO DI BATTISTA
Dal Vietnam all’Iran
E cosa dicono oggi i criminali Trump e Netanyahu per giustificare l’ennesima guerra imperialista? Le stesse identiche cose.
Appena ho visto le immagini della scuola femminile di Minab bombardata dai terroristi israeliani e USA ho pensato ad altre due stragi di civili realizzate dai “liberatori”, dagli esportatori di democrazia. Ho pensato al massacro di My Lai in Vietnam e al massacro del rifugio di Al-Amiriya. Vietnam, Iraq e oggi Iran. Guerre realizzate in nome della libertà dai più grandi assassini del pianeta: gli Stati Uniti d’America.
Si tratta di guerre diverse ovviamente ma con alcune caratteristiche comuni.
Sono state combattute in nome della libertà occidentale, hanno fatto stragi su stragi di civili e le hanno giustificate sulla base di menzogne.
La guerra in Vietnam (2,5 milioni di morti civili) venne giustificata in base all’incidente del Golfo del Tonchino ovvero un presunto attacco mosso dai Vietminh alle navi USA ormeggiate davanti alla costa vietnamita. Ebbene quell’incidente era una balla. Non c’è mai stato alcun attacco alle navi USA. Se lo sono inventato i servizi segreti e il Pentagono per convincere il popolo americano che fosse giusta quella guerra.
Durante la guerra in Vietnam, precisamente il 16 marzo del 1968, la 23ª Divisione di Fanteria dell’esercito statunitense, guidata dal tenente William Calley, entrò nel villaggio di Mỹ Lai, nella provincia di Quang Ngai, e uccise a sangue freddo 504 civili. Erano soprattutto anziani, donne, bambini e neonati. I soldati USA hanno sparato a neonati quel giorno. Fu il grande giornalista d’inchiesta Seymour Hersh a svelare al mondo quell’orrore. Per il suo reportage vinse il Pulitzer per il giornalismo eppure nessun soldato USA pagò davvero.
L’inchiesta di Hersh indignò milioni di cittadini statunitensi. Per questo 14 soldati (soltanto 14) vennero processati ma il tribunale militare li assolse tutti fatta eccezione per William Calley, colui che aveva ordinato il massacro e aveva permesso ai soldati persino di stuprare le donne vietnamite prima di ucciderle. Calley venne condannato all’ergastolo il 31 marzo del 1971, tuttavia l’allora presidente USA Richard Nixon tramutò l’ergastolo in soli tre anni e mezzo di arresti domiciliari che Calley scontò nella base militare di Fort Benning prima di tornare in libertà.
Veniamo all’Iraq. In Iraq tra morti dirette e indirette la guerra di invasione USA (più alleati) ha provocato la morte di 600.000 civili. Anche per giustificare quella guerra l’amministrazione USA mentì al popolo statunitense e al mondo intero. Colin Powell, il segretario di Stato di allora, disse che Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa e che le avrebbe usate da lì a poco. Balle. Vennero fatte ispezioni ma non c’erano armi di distruzione di massa in Iraq. Eppure gli USA (e i servi europei) attaccarono distruggendo un Paese che ancora non si è ripreso.
Non era la prima volta che gli USA bombardavano l’Iraq. La prima volta fu nel 1991 durante la prima guerra del Golfo. Fu allora che si consumò il massacro del rifugio di Al-Amiriya. Era il 13 febbraio del 1991 quando a Baghdad una bomba “intelligente” made in USA centrò il rifugio n. 25 nel quartiere di Al-Amiriya, uccidendo quasi 1000 civili iracheni, praticamente tutti donne, ragazzi e bambini. Non fu un errore come non fu un errore il massacro di My Lai. Solo desiderio di sangue. Gli USA colpirono deliberatamente un rifugio colmo di civili per lanciare un segnale a Saddam Hussein e per dimostrare di essere in possesso di armi potentissime.
Veniamo ai giorni d’oggi. Vi domando. Cosa avrebbero scritto i giornali italiani se i pasdaran iraniani avessero bombardato in pieno giorno una scuola femminile israeliana colma di studentesse e avessero ucciso 170 ragazze e bambine ebree? Cosa avrebbero scritto? Cosa avrebbero detto? Conosceremmo a memoria le storie delle ragazze, le aspirazioni delle bambine. I loro zainetti insanguinati li avremmo visti sulle prime pagine di tutti i giornali italiani, gli approfondimenti giornalistici sarebbero stati infiniti.
Ma le bambine uccise a scuola due giorni fa non erano israeliane ma iraniane e sono state uccise dagli esportatori di democrazia USA e dai soldati della cosiddetta “unica democrazia in Medio Oriente”, quindi silenzio. Sì, qualcuno ha dato la notizia ovviamente ma zero approfondimenti, zero empatia. Altrimenti tutti comprenderebbero che la lotta per i diritti del popolo iraniano non c’entra nulla, c’entra il controllo del petrolio, i favori da fare allo Stato genocida e ricattatore di Israele (è evidente che Netanyahu ricatti Trump ed è probabile che ci siano di mezzo i file Epstein).
Ma dopo le balle dette sul Vietnam e poi sull’Iraq come potete credere alle balle dette sull’Iran e la bomba atomica? Trump ha giustificato l’attacco dicendo “l’Iran non deve avere la bomba nucleare”. Ma abbiamo prove su prove che l’Iran non ha la bomba e neppure la sta costruendo. E ha fatto malissimo a non farlo perché se l’avesse fatto nessuno l’avrebbe attaccato, vedi Corea del Nord. Questa è la realtà.
Vi consiglio adesso di leggere questo:
“Il nostro scopo è la pace, non abbiamo ambizioni militari, politiche o territoriali nell’area. Questa non è solo una guerra nella giungla, ma una lotta per la libertà su ogni fronte dell’attività umana”.
È una parte del messaggio che l’allora presidente USA Johnson inviò al Congresso per farsi approvare la risoluzione del Golfo del Tonchino e avere così pieni poteri per muovere guerra in Vietnam.
“Questa non è solo una guerra nella giungla, ma una lotta per la libertà su ogni fronte dell’attività umana”, disse Johnson. Si tratta di parole incredibilmente simili a quelle pronunciate da George W. Bush il 21 settembre del 2001 quando al Congresso dichiarò guerra al terrore: “Questa non è una battaglia soltanto dell’America. E ciò che è in gioco non è solo la libertà degli Stati Uniti. Questa è una lotta mondiale. Questa è la lotta della civiltà. E questa è la lotta di tutti coloro che credono nel progresso e nel pluralismo, nella tolleranza e nella libertà”.
E cosa dicono oggi i criminali Trump e Netanyahu per giustificare l’ennesima guerra imperialista? Le stesse identiche cose. Se qualcuno crede ancora alle menzogne di questi terroristi di Stato il problema è davvero il suo.
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Puzza Puzza tantissimo di FALSE FLAG
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Dall’Iran alla Turchia?
Servirebbe che Chicco Mentana e Il Prof Orsini unissero le forze per controllare le fake news
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Mentana chi
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Oggi è la ricorrenza della strage del Cermis, quando due piloti americani ubriachi, partiti da Aviano, fecero a gara per centrare una funivia, tranciarono i cavi e ammazzarono 20 persone.
Sono stati assolti. Sono quelli che dividono le carriere.
A CAPOFITTO VERSO IL DISASTRO ATOMICO
Ma tranquilli, siamo in buone mani nei posti chiave dell’UE l’equipaggio è formato dai migliori comandanti modello Costa Concordia, Moby Prince e Titanic guidati dai piloti del Cermis
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