NORDIO IGNORA I RICHIAMI DI MATTARELLA E DICE CHE IL CSM È UN “MERCATO DELLE VACCHE”

(di Giulia Casula – fanpage.it) – A poco più di due settimane dal voto Nordio torna ad attaccare il Csm, ignorando il richiamo di Mattarella. In un’intervista a La Gazzetta del Mezzogiorno il ministro ha definito l’organo di autogoverno delle toghe un “mercato delle vacche”, “un verminaio”, da liberare dal giogo delle correnti.

Non è la prima volta che Nordio parla in questi termini del Csm. L’aveva già fatto diversi mesi fa, a giugno, parlando con i giornalisti della Stampa. Il punto è che solo qualche settimana fa, il presidente della Repubblica aveva invitato le istituzioni ad abbassare i toni e a mantenere un confronto costruttivo. Mattarella aveva rimarcato poi l’urgenza di rispettare un organo di rilievo costituzionale come il Csm. Un’ammonizione che in quei giorni di acceso dibattito era parsa come una strigliata nei confronti di entrambi gli schieramenti. Oggi il Guardasigilli, pur ricordando le osservazioni del Capo dello Stato, sembra scordarsi di applicarle.

Nordio ha spiegato che il progetto di riforma completerebbe un percorso iniziato dall’ex ministro e partigiano, Giuliano Vassalli, per il processo accusatorio, dove le carriere sono nettamente separate: “Rilevo con disgusto che oggi si tende ad attribuire a Vassalli idee contrarie, è un’affermazione indegna che dimostra quanto in basso siano caduti i nostri avversari”.

Sul Consiglio superiore della magistratura il ministro sostiene che “il sorteggio è l’unico modo per spezzare il vincolo pernicioso tra elettori ed eletti che ha portato alla degenerazione correntizia, o addirittura al verminaio e al mercato delle vacche”.

Secondo Nordio “la gran parte dei giuristi di sinistra è favorevole” alla riforma sulla giustizia “come erano favorevoli al sorteggio Nicola Gratteri, Luigi De Magistris e persino il direttore del quotidiano che ci è più ostile (il riferimento è a Marco Travaglio, direttore del Fatto quotidiano)”.

Nordio ne ha anche per il filosofo Massimo Cacciari, che ha annunciato il suo voto contrario alla riforma: “Il professor Cacciari  ha presentato nel 1997 a Venezia il mio primo libro, ‘Giustizia’, dove sostenevo la separazione delle carriere. Ed allora era d’accordo. Nella sua intervista non spiega perché essa dovrebbe costituire il primo passo verso la subordinazione della magistratura al potere esecutivo. In realtà la riforma dice esattamente il contrario. È diventato polemico, e gli manca quell’indulgenza benevola che dovrebbe esser la caratteristica di un filosofo. Del resto Pascal diceva che l’unico modo di filosofare è burlarsi della filosofia”.