Quindici anni dopo lo scandalo dell’esibizione alla kermesse neofascista con il suo ex gruppo musicale “SottoFasciaSemplice”, il governo lo ha ufficialmente nominato il più alto in grado rappresentante del nostro Paese a Tokyo

(di Paolo Berizzi – repubblica.it) – La notizia: Mario Vattani è il nuovo ambasciatore d’Italia in Giappone. Quindici anni dopo lo scandalo dell’esibizione alla kermesse neofascista di CasaPound con il suo ex gruppo musicale fasciorock SottoFasciaSemplice – all’epoca Vattani era console a Osaka, fu subito richiamato in Italia dalla Farnesina e sospeso dall’incarico; seguì un lungo periodo di purgatorio – il governo l’altro giorno lo ha ufficialmente nominato il più alto in grado rappresentante del nostro Paese a Tokyo. In quel Giappone che per Vattani è, da molti anni, una specie di seconda casa, oltre che una passione sulla quale il neoambasciatore si è cimentato anche con alcune pubblicazioni. La nomina e l’inizio della nuova missione – come ha raccontato lo stesso Vattani in un video social rilanciato dal Secolo d’Italia, house organ di FdI, nel quale viene elogiato l’impegno della premier Giorgia Meloni nel tessere rapporti con il potente Stato dell’Asia orientale – sono arrivati nel giorno del 160° anniversario dell’amicizia Italia-Giappone. Ma l’investitura di Vattani non è stata una sorpresa: era prevista da mesi. Più o meno da quando, a gennaio 2024, da commissario italiano per Expo 2025 a Osaka, il Consiglio dei ministri approvò la sua promozione a “ambasciatore di grado”: il riconoscimento più ambito per un diplomatico, il top di carriera della Farnesina. Che lo ha fatto entrare nell’empireo dei “magnifici” 24, tanti sono gli ambasciatori di grado italiani.
Cinquantanove anni (è nato il 7 luglio 1966 a Neuilly sur Seine in Francia), figlio del potente ex segretario generale della Farnesina Umberto Vattani che è stato anche consigliere diplomatico di Giulio Andreotti, nella storia e nella carriera di Mario Andrea Vattani ci sono state vicende balzate agli onori delle cronache. Dichiarate e mai rinnegate simpatie per l’estrema destra, negli anni di gioventù frequenta gli ambienti del neofascismo romano: il 9 giugno 1989 un gruppo di naziskin massacra di botte e sprangate due giovani all’uscita del cinema Capranica di Roma. Nel gruppo c’è anche Vattani. Che finisce agli arresti domiciliari ma verrà poi prosciolto dalle accuse. Fu l’unico che risarcì le due vittime con 180 milioni di vecchie lire, ottenendo in cambio il ritiro del processo di rito civile. Con il nome d’arte di Katanga, il figlio (allora) molto esuberante del segretario generale della Farnesina diventa il front man del gruppo musicale SotoFasciaSemplice. La band nel 2011 si esibisce sul palco di un raduno di CasaPound Italia: Vattani viene filmato mentre canta “Bandiera nera”, tra saluti romani, croci celtiche, simboli del Ventennio e l’entusiasmo dei camerati. Scoppia il caso. Vattani allora era console italiano ad Osaka. Un ruolo che stride con la plateale partecipazione a una kermesse neofascista. Per le cronache Katanga diventa il “console fascio-rock”.
L’allora ministro degli Esteri Giulio Terzi richiama Vattani in Italia. Lo show con CasaPound gli costa una punizione (sospeso per quattro mesi), scie di carte bollate e un lungo stop. Le polemiche divampano: accuse di antisemitismo e richiami al fascismo. “Katanga”, mentre aspetta che il purgatorio passi, si dedica ad altro: produce olio nella sua tenuta in Toscana insieme alla moglie giapponese, si candida senza successo con la Destra d Francesco Storace, scrive romanzi ambientati in Estremo Oriente e una guida sul “suo” Giappone. Nel 2021 il governo Draghi riabilita il “console fascio-rock (fu Di Maio a caldeggiare) promuovendolo ambasciatore a Singapore, tra le polemiche di centrosinistra e Anpi. Ripulito, Katanga torna a indossare la grisaglia da diplomatico. A febbraio 2023 si materializza l’incarico di commissario Expo a Osaka. Vattani subentra al dimissionario Paolo Glisenti dopo un decreto legge che aumentò lo stipendio del commissario: da 240mila euro – il massimale della Pubblica amministrazione – a 360mila (più rimborsi spese), 120 mila in più.
Di Mario Vattani si torna a parlare a metà ottobre 2025. E sempre per i suoi passati rapporti con CasaPound. Il Partito democratico e Alleanza Verdi Sinistra si rivolgono con un’interrogazione al ministro degli Esteri Antonio Tajani chiedendo spiegazioni dopo le rivelazioni contenute nel libro-inchiesta “Il libro segreto di CasaPound”. Nel libro si da’ conto del fatto che negli anni scorsi Vattani ha fatto parte degli “Unici”, una ristretta cerchia formata da simpatizzanti, militanti, sostenitori vip del movimento neofascista, che – a partire dal 2017 – hanno portato a CasaPound idee, spunti e contributi economici spontanei in occasione di cene, incontri e iniziative di autofinanziamento. Il nome di Vattani fa parte di un elenco di una settantina di persone, manager, imprenditori, avvocati, docenti universitari, giornalisti. Un ambasciatore – Vattani appunto – e un generale dell’Aeronautica. Vattani – che ha smentito di avere avuto rapporti con CasaPound e di avere mai contribuito a sostenerla – ha partecipato a eventi a Roma organizzati dai “fascisti del terzo millennio” con l‘apposito scopo di raccogliere risorse finanziarie da destinare all’attività della stessa CasaPound e alle sezioni sui territori. “Davvero il ministro ritiene che un attivista di una formazione neofascista sia la persona giusta per rappresentare l’Italia in Giappone? – attacca la dem Lia Quartapelle -. Un ambasciatore d’Italia deve rappresentare i valori repubblicani nati dalla Resistenza e sanciti nella Costituzione. Il governo chiarisca come sia possibile che Vattani risulti tra i finanziatori di CasaPound, organizzazione dichiaratamente neofascista. Il finanziamento di un gruppo che si richiama apertamente al fascismo è incompatibile con il giuramento di fedeltà alla Costituzione che ogni diplomatico deve prestare – aggiunge Quartapelle -. Non è la prima volta che emergono simpatie di estrema destra riconducibili a questo ambasciatore, già sospeso in passato dal servizio diplomatico. Sorprende che l’attuale governo lo abbia invece promosso a una sede di così alto prestigio”. Avs, con un’interrogazione a firma Marco Grimaldi, aveva chiesto a Tajani: “Vogliamo sapere dal governo se non sia arrivato il momento di valutare l’opportunità che Vattani rappresenti ancora la Repubblica italiana in Giappone come ambasciatore”. Nessuna risposta da parte del ministro né di altri esponenti del governo. Nel frattempo la nomina di Vattani ad ambasciatore d’Italia a Tokyo è arrivata.
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Quando il terreno è umido, i funghi crescono.
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