
(di Milena Gabanelli e Massimo Gaggi – corriere.it) – Si chiama Peter Thiel e il suo nome è poco noto al grande pubblico. È un imprenditore miliardario e influente convinto che la libertà sia incompatibile con la democrazia, anche perché l’allargamento del diritto di voto, in particolare quello alle donne, favorendo la tendenza verso lo sviluppo di un welfare state, ha reso impossibile una «democrazia capitalista» pienamente libertaria. Sostiene che la concorrenza è devastante per il progresso tecnologico e tiene conferenze a porte chiuse paventando l’arrivo dell’Anticristo. Secondo i tanti scettici non va preso troppo sul serio poiché le azioni e i giudizi di qualunque imprenditore hanno sempre il fine ultimo del profitto. Ma applicare questi criteri a uno come Thiel sarebbe un errore. La sua diversità emerge dalla storia personale e dal ruolo della sua principale impresa, Palantir, gigante segreto della raccolta e dell’analisi di quantità sterminate di dati presi ovunque ed elaborati a fini di sorveglianza, ed è il fornitore delle più sofisticate e penetranti tecnologie digitali a forze militari e servizi segreti Usa e di molti altri Paesi, fra cui Israele. Sapere chi è Thiel non è solo una curiosità. È una necessità.
Sostiene che la concorrenza è devastante per il progresso tecnologico e tiene conferenze a porte chiuse paventando l’arrivo dell’Anticristo.
Chi è Thiel
Nato in Germania, ma cresciuto negli Stati Uniti, approda alla Stanford University, la più prestigiosa accademia tecnologica d’America, dove però non studia ingegneria, computer science o business. Fan di Tolkien e del suo «Il Signore degli Anelli», diventa un seguace della filosofia iperliberista di Ayn Rand, che celebra l’egoismo come grande forza di progresso. Si laurea in filosofia e poi consegue una seconda laurea con un dottorato in giurisprudenza. Negli anni del college fonda The Stanford Review, giornale universitario col quale vuole sfidare il pensiero dominante, creando al tempo stesso un gruppo di persone disposte a seguirlo su questa strada impervia: David Sacks e Alex Karp gli sono ancora vicini in ruoli di governo e nelle sue aziende. Già allora si oppone al politicamente corretto californiano, al femminismo, al multiculturalismo. In pratica agita con 35 anni di anticipo (siamo alla fine degli anni Ottanta) quelli che diventeranno i temi della campagna trumpiana anti woke. Idee che già allora lo mettono in luce nel mondo intellettuale della destra americana, dalla quale la rivista riceve i primi finanziamenti.
(…) agita con 35 anni di anticipo (siamo alla fine degli anni Ottanta) quelli che diventeranno i temi della campagna trumpiana anti woke.
Corti federali, finanza, politica
La carriera di Thiel inizia come assistente di un giudice federale di Atlanta. Prova senza successo a lavorare alla Corte Suprema, poi entra in un prestigioso studio legale di New York. Dopo qualche anno (1993) abbandona la macchina della giustizia: gli pare lenta e allergica al cambiamento. Sceglie la finanza che gli pare molto più dinamica, oltre ad offrire possibilità di rapido arricchimento. Ma anche il nuovo datore di lavoro, Credit Suisse, lo delude. Allora prova la strada della politica: a Washington diventa l’assistente e il ghostwriter di William Bennett, un influente parlamentare conservatore, ex ministro del governo Reagan. Dal mondo dei tribunali, della finanza e della politica impara molto, affina il suo metodo e, alla fine, torna in California.
Nella Silicon Valley crea una sua società finanziaria con un milione di dollari raccolti attraverso la rete di contatti che si è creato. La prima operazione – Confinity – è una infrastruttura elettronica per gestire pagamenti in una valuta alternativa al dollaro.
Poi scopre che proprio di fronte al suo ufficio c’è la sede di un’altra start up che fa cose simili, guidata dal giovane Elon Musk. Inevitabile lo scontro, ma poi chi ha investito nelle due imprese li obbliga a collaborare. I due creano un’azienda comune: PayPal. Ma pur stimandosi continuano a farsi la guerra e, alla fine, vendono PayPal a eBay per un miliardo e mezzo.
Da PayPal a Palantir
Quel team iniziale di geni informatici diventerà un gruppo di potere (soprannominato PayPal Mafia) molto influente nella Silicon Valley, con la sua filosofia di una corsa a perdifiato per far progredire la tecnologia senza limiti né cautele. Thiel però disprezza Google, Apple e le altre aziende della Silicon Valley che producono servizi per i consumatori: guadagnano miliardi, ma indeboliscono la nazione trasferendo produzioni all’estero e cedendo tecnologia alla Cina. Con il suo family office, Thiel Capital, crea un fondo d’investimenti, Founders Fund, con il quale finanzia progetti che considera di sostanza: dalla biologia allo spazio. E poi nel 2003 amplia la tecnologia di PayPal, usata per individuare chi cerca di truffare il sistema di pagamenti elettronici, creando una sofisticatissima piattaforma di raccolta e analisi dei dati estesa a tutti i campi. Nasce così Palantir, fondata insieme ad un fedele e ristretto gruppo di amici: Alex Karp, Nathan Gettings, Joe Lonsdale e Stephen Cohen. L’azienda attrae l’attenzione della Cia, sempre alla ricerca di tecnologie di osservazione e spionaggio più avanzate, e tramite la start up In-Q-Tel diventa socio di minoranza di Palantir che, in questo modo, acquista credibilità davanti ai governi. E si vede aprire gli archivi del governo americano.
La Cia come socio
Con il compagno di università Alex Karp, tuttora gestore e amministratore delegato di Palantir, Thiel ha una intesa perfetta: anche lui è un imprenditore-ideologo che vive la sua missione come una crociata. La prima missione di Palantir è quella di raccogliere ovunque e processare dati in funzione antiterrorismo. Un’attività che poi si allarga, entra nei dati privati di cittadini e la linea di confine tra la legittima lotta contro i terroristi e le violazioni della privacy sparisce in una nuvola di polvere.
La volontà di Thiel di sfidare il sistema emerge per la prima volta, agli occhi del grande pubblico, nel 2016: già miliardario di grande successo, è l’unico leader della Silicon Valley a schierarsi con l’outsider Trump. Da allora in poi non si vedrà più insieme al tycoon, preferisce lavorare nell’ombra. Nel 2022 investe 15 milioni di milioni di dollari per far diventare senatore dell’Ohio una sua creatura, JD Vance, che aveva cominciato la carriera proprio nel fondo di Thiel. E infine, insieme a Musk, ha convinto Trump a scegliere Vance come vice: è il suo uomo per il futuro dell’America.
Riesce anche a destinare alcuni suoi collaboratori e alleati a ruoli chiave nell’amministrazione Trump: Jacob Helberg, sottosegretario per la Crescita economica, Energia e Ambiente; Jim O’Neill, viceministro della Sanità; Michael Kratsios, direttore dell’ufficio per le politiche scientifiche e tecnologiche; David O. Sacks, consigliere speciale per le criptovalute e l’intelligenza artificiale. Per Thiel la soluzione non è cambiare la politica, ma scavalcarla, affidando le decisioni a sistemi tecnici e a pochi decisori-amministratori che agiscono per il proprio interesse. E dalla Casa Bianca ha ottenuto per Palantir un ruolo sempre più centrale nell’amministrazione civile e militare del governo federale.
Il boss della sorveglianza
Palantir, con la sua capacità di incrociare informazioni tratte da un gran numero di fonti (patenti, assistiti con la sanità Medicaid, informazioni commerciali, acquisti online o con carta di credito, dati fiscali, cellule telefoniche e Gps per individuare percorsi, lettura di targhe e molto altro), fornisce avanzati strumenti di analisi e predittivi al Pentagono, alla Cia, Fbi, Nsa, Forze armate Usa e servizi segreti di Paesi alleati, a partire da Israele, con il sistema che individua i bersagli da colpire a Gaza.
Palantir non rivela come funziona e dove viene impiegata la sua tecnologia, ma afferma che è stata essenziale per combattere il terrorismo. Non ci sono conferme, però si ritiene che molte missioni, da quella con la quale gli americani hanno eliminato Osama bin Laden, al colpo inferto dai servizi israeliani alla dirigenza hezbollah in Libano facendo esplodere simultaneamente i cellulari di centinaia di capi, siano state basate su tecnologia Palantir. Nella società americana l’Ice fa un uso a tappeto di Palantir per individuare persone sospettate di essere immigrati clandestini, incrociando dati sui loro comportamenti. Sappiamo che la tecnologia Palantir, insieme a quella del partner Anthropic, è stata utilizzata per catturare Maduro e individuare la guida suprema Khamenei, poi ucciso dagli Israeliani.
Sappiamo che la tecnologia Palantir, insieme a quella del partner Anthropic, è stata utilizzata per catturare Maduro e individuare la guida suprema Khamenei, poi ucciso dagli Israeliani
I clienti
La tecnologia Palantir è utilizzata anche dalle agenzie sanitarie: dalla Food and Drug Administration al Servizio Sanitario pubblico inglese per la gestione dei dati clinici, e ha una partnership con il Policlinico Gemelli per applicazioni di AI. Ha contratti con industrie di 40 Paesi: dal gruppo farmaceutico tedesco Merck, alla francese Sanofi, Boeing, Airbus, Google, Walmart, Nvidia, Ferrari, Unicredit.
E i profitti di Palantir crescono (oggi capitalizza 335 miliardi di dollari), così come il potere di Thiel. Quando un software diventa indispensabile in settori cruciali, smettere di usarlo è complicato. E se uno Stato o le sue istituzioni basano le decisioni su quel software, chi lo fornisce ha un peso reale sulla scelta.
La sua ricchezza personale, benché enorme, lo colloca nelle retrovie dei miliardari trumpiani: ha chiuso il 2025 con un patrimonio di circa 25 miliardi di dollari e Forbes lo mette al 40esimo posto tra i miliardari Usa.
Un piede in tutte le scarpe
La società di venture capital di Peter Thiel, Founders Fund, è l’investitore di riferimento di Anduril Industries: la start up che sviluppa armi autonome, governate dall’intelligenza artificiale. Ma anche azionista di Anthropic, il cui sistema di AI Claude può essere usato per sviluppare armi in grado di uccidere senza controllo umano. Scenario a cui l’amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei ha detto no, rimettendoci i contratti con Pentagono. Founders Fund è presente in Arkham Intelligence, una piattaforma che fonde la tecnologia blockchain con la sorveglianza: la missione è quella di indentificare chi c’è dietro ai portafogli digitali per trasformare le informazioni in prodotti commerciali. «Nella logica di Thiel la privacy è una risorsa, chi la controlla detiene il potere» scrive Luca Ciarrocca in «L’anima nera della Silicon Valley – la vera storia di Peter Thiel», edito da Fuoriscena.
Attraverso un labirinto di veicoli societari investe in progetti come il Seasteading Institute, che promuove comunità autonome fuori dalla sovranità statale, nel mezzo dell’oceano. In Unity Biotechnologies finanza progetti legati alle trasfusioni di sangue da donatori giovanissimi, e terapie geniche per allungare la vita fino a 120 anni. Per Thiel la morte è solo un complicato problema ingegneristico. Del resto il personaggio è anche pieno di ossessioni e contraddizioni.

La copertina del libro di Luca Ciarrocca su Peter Thiel, edito da Fuoriscena
Il cenacolo segreto
Omosessuale, sposato il suo compagno, ma appartenente a un mondo conservatore che non ha mai digerito i matrimoni gay. E quando il sito Gawker scrisse per primo della sua omosessualità, condusse una campagna (segreta) fatta di cause legali che hanno portato alla chiusura di quell’organo d’informazione.
Thiel persegue i suoi disegni rivoluzionari anche al di là dell’attività «emersa». Fin dal 2006 Thiel ha creato, attraverso una sua fondazione, Dialog. È un cenacolo nel quale periodicamente si riuniscono per discutere nella più assoluta riservatezza un centinaio di esponenti influenti di vari mondi: politici, uomini d’affari, tecnologi, giuristi, anche qualche esponente dei media. Più probabilmente è qualcosa di simile a commissioni che si riuniscono con un certo grado di riservatezza come la Bilderberg o la Trilateral. Solo più selezionata e segreta (chi ha rotto questo vincolo è stato estromesso). Presto Dialog potrebbe uscire dall’ombra: ha comprato un terreno a Washington e pare intenzionata a dotarsi per la prima volta di una sede fisica.
Le ossessioni
Ossessionato dalla sicurezza, è diventato cittadino anche della Nuova Zelanda perchè pensa che, in caso di vittoria del Sud del mondo, questa isola remota e autosufficiente sia sul piano energetico che nella produzione di cibo, potrebbe diventare l’ultimo rifugio dei ricchi dell’Occidente. È già In buona compagnia: hanno scelto la residenza in Nuova Zelanda anche Jack Ma (fondatore di Alibaba) e Larry Page, co-fondatore di Google. Difficile coniugare queste visioni «pagane» col suo cristianesimo stralunato fino all’ultima ossessione, quella dell’Anticristo, declinata nei mesi scorsi nelle sue conferenze «segrete». E, infatti, il suo Anticristo può essere una persona, come Greta Thunberg, o un fenomeno che lui paventa: l’irruzione di un’autorità che impone un governo oppressivo mondiale. Ruolo al quale Thiel vede candidati coloro che vogliono introdurre limiti e regole: da chi vuole proteggere il pianeta con la riduzione delle emissioni, a chi chiede controlli e regole sugli sviluppi della tecnologia nel timore che l’intelligenza artificiale sfugga di mano all’uomo.
dataroom@corriere.it
adesso se ne accorgono?
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Se dovesse esistere davvero un anticristo credo che questo signore sarebbe sicuramente uno dei candidati ad esserlo o magari un suo collaboratore più fidato .
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L’ aspetto più pericoloso di questo tizio è “Negli anni del college fonda The Stanford Review, giornale universitario col quale vuole sfidare il pensiero dominante”…ha certamente raccolto adepti e simpatizzanti con questa presentazione antisistema, anche se poi nel suo percorso di successo economico e politico, come regista/burattinaio di figure politiche da Vance a Trump non c’è proprio nulla di rivoluzionario, antisistema….ma intanto Trump ha vinto le elezioni e collaboratori/alleati di Thiel sono inseriti in luoghi chiave dell’ amministrazione Trump…..dove il potere del presidente, come di tutta la politica, è pari a zero, perché il vero potere/comando risiede nell’ intreccio fra Pentagono, CIA, aziende come Palantir, finanza, apparato industriale militare/bellico, con il cenacolo ristretto e segretissimo che muove le fila a livello globale…..Ma il punto di partenza di qualsiasi mostruosità, e questa lo è sicuramente, e’ sempre “ la volontà di Thiel di sfidare il sistema “ quando si è sistema….un inganno collaudato attraverso il meccanismo di assunzione di controllo della narrativa del dissenso: “ in una società il dissenso può assumere varie forme, se eliminare il dissenso non è possibile, allora bisogna assumere il controllo della narrativa che lo sostiene…” è così che si creano elettori in grado di eleggere presidenti e classe dirigente come burattini a servizio dei vari Thiel e del suo cenacolo segreto! Ed il passaggio successivo sarà sempre l’ utilizzo della tecnica della cosiddetta finestra di Overton: qualsiasi idea, anche la più inaccettabile, può attecchire se le si crea una finestra di opportunità…..da inconcepibile diventa esistente, poi estrema “ rivoluzionaria “ ma accettabile, infine tollerata, diffusa e legittima….. e quello che può essere eticamente, umanamente o socialmente inaccettabile diventa politicamente indispensabile! La trasformazione della società come prodotto scientificamente e militarmente imposto, non da antisistema o rivoluzionari che sfidano il pensiero unico, ma da un sistema globale gestito da un ristretto numero di persone che crea i propri finti antagonisti per perpetuare il proprio dominio, mantenendo l’ illusione della democrazia, quella che poi determina l’ elezione di maschere politiche già individuate per tempo come funzionali al progetto……Resta da capire perché tutta questa necessità di controllo, forse indirizzata verso paesi e società non occidentali, perché l’ Occidente è ormai oltre la condizione di servitù volontaria…..zombi mentali assolutamente innocui!
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Leggendo questi brevi cenni biografici, mi pare di poter associare il personaggio alla sociopatia o alla psicopatia, ma forse lo descrivono meglio entrambe assieme. Ci sarebbe poi da considerare il “paradosso del successo”, che forse si adatta meglio a questo caso specifico: si tratta della teoria della “psicopatia di successo”. Essa sostiene che tratti come la mancanza di paura, la manipolazione, l’audacia e la freddezza – che in un contesto povero porterebbero dritti in prigione – in ambienti come l’alta finanza o la Silicon Valley possono catapultare ai vertici del mondo.
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n’artro!? 😒
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