“Via i listini bloccati, servono le preferenze”: così oggi Meloni tradisce 10 anni di promesse sulla legge elettorale. Diceva: scelgano i cittadini, non come col fascismo

(estr. di Lorenzo Giarelli – ilfattoquotidino.it) – […] Tanto per cambiare, nell’intesa notturna nel centrodestra sulla nuova legge elettorale non c’è traccia delle preferenze. E stavolta c’è da sorprendersi un po’ più del solito, perché da più di dieci anni Giorgia Meloni ripete che la strada maestra sia smantellare i listini bloccati, garanzia di raccomandati in Parlamento. L’argomento spaventa a tal punto le segreterie dei partiti che neppure un decennio di posizioni pubbliche della presidente del Consiglio è stato sufficiente a garantire un cambiamento in questa direzione. E così, come per le altre promesse mancate, a Meloni potranno essere rinfacciate svariate dichiarazioni in materia, sia ai tempi dell’Italicum sia nella fase del Rosatellum fino alle discussioni degli ultimi mesi. Frasi nette in cui il listino bloccato era persino accostato al “fascismo”.
[…]Basta Porcellum. “Siamo disposti a trattare di qualunque riforma elettorale con un’unica condizione: non siamo disponibili alla riproposizione delle liste bloccate. Vogliamo che i parlamentari vengano scelti dagli italiani e non dalle segreterie di partito” (16 gennaio 2014).
Dubbi attualissimi. “Non è curioso chiedere l’elezione diretta del capo dello Stato, ma impedire al popolo di scegliere i parlamentari blindando le liste bloccate?” (19 gennaio 2014).
Che orrore! “La Camera boccia l’emendamento di FdI per introdurre le preferenze. Ancora una volta parlamentari nominati. Che schifo” (11 marzo 2014).
Ultimatum. “I grillini vadano fino in fondo e dicano che se non ci saranno le preferenze non voteranno la legge elettorale, altrimenti significa che stanno continuando a prendere in giro gli italiani” (8 giugno 2017).
Partigiana Giorgia. “Voglio dire a Emanuele Fiano che l’unica cosa fascista l’ha fatta lui, perché nel fascismo c’erano le liste bloccate” (24 settembre 2017, dal solenne palco di Atreju).
Poche richieste ma chiare. “Le richieste di FdI sulla legge elettorale sono da sempre due: gli italiani possano scegliere il governo e quindi la legge elettorale deve avere un premio di maggioranza, e poi che possano scegliere i loro rappresentanti, quindi no alle liste bloccare ma preferenze (26 settembre 2017).
Partiti incapaci. “Secondo me la prima regola è di consentire agli italiani di fare una selezione, quando i partiti non sono capaci di farlo, e quella selezione si fa con i voti di preferenza. Invece è stata fatta una legge che impone le liste bloccate e quindi tutta la responsabilità viene messa nelle mani dei partiti. Francamente non mi sento molto rassicurata da questo” (18 novembre 2017).
Modesta proposta. “Si deve aumentare la quota maggioritaria, e pensiamo che si dovrebbero reinserire le preferenze nella quota proporzionale” (26 novembre 2019).
Battaglia solitaria. “No alle liste bloccate, sì alle preferenze nella legge elettorale. Da anni Fratelli d’Italia si batte in totale solitudine per restituire questo diritto ai cittadini. E se in tanti a parole si sono detti pronti a fare con noi questa battaglia, nei fatti siamo stati gli unici a porre la questione in Parlamento […] e a considerare la cancellazione delle liste bloccate l’elemento di base per qualsiasi discussione” (24 settembre 2020).
Un post-it per il futuro. “Sono anni che sento parlare tutti i partiti di preferenze, poi puntualmente quando arriva la legge elettorale in aula l’unico partito che presenta proposte per inserire le preferenze è FdI”. (24 agosto 2021).
L’asse coi dem. “Sulla legge elettorale sono per le preferenze. Letta ha ragione: quando c’è la lista bloccata devi sostanzialmente compiacere il capo corrente”. (13 settembre 2021, in un dibattito con l’allora leader dem Enrico Letta).
Matteo stai sereno. “Confermo di essere favorevole all’introduzione delle preferenze nella legge elettorale” (7 maggio 2025, rispondendo a Matteo Renzi in Senato).
E figuriamoci se non lo avesse confermato. […]
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