
(dagospia.com) – La mitica Maria Elisabetta Alberti Casellati, in stretto contatto con Giovambattista Fazzolari, si è messa a cofana bassa per chiudere il prima possibile il dossier legato alla legge elettorale.
Il testo della legge, ricorda Marco Cremonesi sul “Corriere della Sera”, “avrebbe dovuto essere presentato oggi, ma al momento resta sul tavolo degli sherpa. Fdi vuole comunque arrivare a un accordo di maggioranza, prima del referendum”.
E quell’accordo di maggioranza sarebbe stato trovato. La prossima settimana, infatti, la ministra per le riforme istituzionali, dovrebbe presentare a Giorgia Meloni la proposta finale della riforma elettorale, che dovrebbe poi essere portata all’attenzione dei leader dell’opposizione il prossimo 10 marzo, dunque due settimane prima del referendum sulla giustizia.
E quale sarà la sorpresa, secondo rumors raccolti da Dagospia? La novità principale è che la riforma non prevederebbe il nome del premier sul simbolo elettorale, come invece sognava Giorgia Meloni.
Avendo fallito la riforma del premierato, la Ducetta voleva introdurlo “di fatto” forzando gli alleati ad accettare di togliere i nomi Berlusconi e Salvini, che campeggiano ancora sui loghi di Forza Italia e Lega.
Un possibile sacrificio che ha fatto imbestialire Marina e Pier Silvio Berlusconi, “azionisti” di maggioranza del partito azzurro, che alla sola idea di rimuovere il cognome dell’amatissimo Papi hanno minacciato fuoco e fiamme. Lo stesso Salvini, pur consapevole che non sarà mai premier, non può accettare, traballante com’è, di vedere cancellare il suo cognome dal simbolo del suo partito (dove già in molti lo vogliono mandare ai giardinetti).
La proposta di non prevedere il nome del candidato premier nel simbolo, placa Salvini e Tajani ma scontenta Elly Schlein che gia’ sognava di leggere il proprio cognome sulla scheda elettorale, in quanto segretaria del partito di maggioranza relativa nella coalizione.
Dall’alto di aver ricoperto due volte il ruolo di primo inquilino di Palazzo Chigi, sia con la Lega sia col Pd (miracoli a 5 stelle), nessuno può togliere dalla testa di Giuseppe Conte la fissa delle primarie sfanculando via gazebo le manie di grandezza e di ambizione della Ducetta del Nazareno.
Qualche anima pia avvisi Conte che le primarie all’interno di un partito ci stanno, ma per le coalizioni vige invece il pricipio del partito che ottiene più voti (fino a prova contraria, il Pd guidato da Elly Schlein).
Nel “Campolargo” i sinistrati dovrebbero preoccuparsi di come raccattare voti necessari (al centro) per rispedire a via della Scrofa i “Camerati d’Italia”, invece di litigare per le poltrone, cianciando di primarie per la scelta del nome del candidato unico di punta della coalizione…
“..raccattare voti necessari (al centro) ..”
Certo, certo..
Una quota di astensionisti sta solo aspettando un bell’invito centrista per schiodarsi dal divano, come no.🤦🏻♂️
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