
(dagospia.com) – I rapporti tra Francia e Stati Uniti non sono mai stati così deteriorati, ma una volta toccato il fondo, si può sempre scavare.
Di fronte all’inasprimento della guerra diplomatica sull’asse Parigi-Washington, Donald Trump sta pensando di sparigliare ulteriormente le carte: nel suo delirio ormai psichiatrico, il “Gangster della Casa bianca” starebbe infatti valutando di non partecipare al G7 di Evian, in Francia appunto, previsto per giugno.
Il tycoon, che detesta Emmanuel Macron sia come uomo sia come rettile (lo ha preso in giro imitandolo, lo ritiene un borioso che va contro gli interessi americani), si è legato al dito il trattamento riservato da Parigi al suo amico personale Charles Kushner, che ha anche il pregio (ai suoi occhi) di essere il padre del genero, Jared.
Come ricorda Danilo Ceccarelli sulla “Stampa”, Kushner, nominato ambasciatore la scorsa estate, “non ha una carriera diplomatica alle spalle. Kushner, vicino anche a Benjamin Netanyahu, ha costruito un suo impero nel settore immobiliare.
Nel 2004 è stato condannato ad una multa di 500mila dollari per aver sostenuto finanziariamente la campagna del Partito democratico pur non essendo autorizzato, mentre l’anno successivo gli sono stati inflitti due anni di prigione per diversi reati tra cui evasione fiscale. L’imprenditore è poi passato al fianco dei repubblicani sostenendo Donald Trump”.
Il Kushner ambasciatore si è subito distinto disertando l’incontro al Quai d’Orsay (sede del ministero degli Esteri), dove era stato convocato per fornire spiegazioni sui commenti fatti dall’amministrazione Trump alla morte di Quentin Deranque, militante di estrema destra ucciso a Lione.
L’incidente diplomatico è stato risolto con un’”ammonizione”, con il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, che ha vietato a Kushner l’accesso ai membri del governo francese.
Se però Kushner non si adegua, la Francia dal cartellino giallo potrebbe passare al cartellino rosso, e togliere addirittura il gradimento (l’assenso che uno Stato sovrano concede alla nomina di un ambasciatore straniero, confermando che la persona designata è considerata persona grata).
L’eventuale trump di disertare il G7 di Evian rappresenterebbe una prima assoluta, e sarebbe la pietra tombale sul rapporto, ormai compromesso irrimediabilmente, tra Usa e Unione europea. Già debilitate da un anno di bordate continue, tra dazi e minacce militari alla Groenlandia, le relazioni tra i due storici alleati non sopravviverebbero a un tale strappo.
In questo contesto, dimenticando che l’Italia è un paese fondatore dell’Unione Europea e, a differenza degli Stati Uniti, ha tutto da perdere mettendosi continuamente di traverso all’asse Macron-Merz e al Partito Popolare Europeo, Giorgia Meloni ha imbastito una guerra diplomatica con il presidente francese.
Con una virulenza che ricalca quella di Charles Kushner (è saltato addirittura il vertice Francia-Italia di Tolosa dopo le prese di posizione della Ducetta, che è arrivata a accusare Parigi di aver “dato asilo politico a fior fiore di brigatisi rossi. Sarà una coincidenza o c’è una strategia comune tra Giorgia e Donald di andare contro l’odiato Emmanuel Macron?