
(Comunicato stampa “Ixè”) – I femminicidi sono un’emergenza nazionale per il 52% degli italiani (65% tra le donne). Sul piano continentale, prevale la richiesta di un rafforzamento dell’UE, con il 36% a favore degli Stati Uniti d’Europa. In ambito internazionale, Russia e USA sono percepiti come le principali minacce all’ordine mondiale e alla pace.
La fiducia nel Governo Meloni scende sale 36%, quella nella Magistratura si attesta al 51%, con un recupero di 6 punti rispetto al 2025. Nelle intenzioni di voto, il quadro di generale stabilità registrato negli ultimi mesi viene scombussolato dal discreto esordio del partito di Vannacci (2,7%) e dalla conseguente flessione della Lega (6,2%).
Rispetto al referendum, il 46% dei cittadini risulta intenzionato ad andare a votare. Gli orientamenti di voto, pur scontando un ancora elevato tasso di indecisione, segnalano il sorpasso del NO (forchetta 51,3-54,3%) sul SÌ (45,7-48.7%).
Gli astensionisti con la mezza intenzione di andare al seggio per votare NO, a mio parere, dovrebbero fare lo sforzo di rendere intero quel debole orientamento. Se passa la riforma il futuro sarà ben peggiore (la caciottara avrà strada spianata per un’ altra legislatura) rispetto all’ attuale ectoplasma progressista (coalizione presunta) che aspira a sostituirla. Ma assai peggiore.
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In un incendio perdere tempo per domandarsi se l’acqua disponibile è potabile o meno può essere fatale.
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Certamente. Più persone fanno catena per portare un secchio d’acqua e più facilmente l’ incendio verrà domato.
Le indagini per scoprire chi ha provocato l’ innesco poi dovranno essere fatte. E magari bisognerà finalmente scoprire se in quella catena umana sono ben mimetizzati dei piromani .
Una volta per tutte, archiviando vomitevoli democristianerie.
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Ancora un paio di “uscite” di Spritz Nordio, un altro paio di vaccate di Gioggia è il vantaggio del NO, per ora risicato, diventerà una valanga
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Occhio! Questi simil fascisti vogliono far intendere che più gente va a votare e più voti prende il Si. NON ci credo, si sono inventati anche stavolta la storiella intortaganzi. Con una forte affluenza i desiderosi di proteggere le terga dei politici in percentuale diminuiscono enormemente.
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Infatti agli scappati di casa è venuto in mente di aumentarla impedendo ai fuorisede di votare.
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Lorenzo Tosa
3 h
Eccola, la notizia che da mesi speravamo di poter dare. Per la prima volta dall’inizio della campagna elettorale il No al Referendum ha sorpassato il Sì nei sondaggi in termini assoluti. È la rilevazione dell’istituto Ixè. A un mese dal Referendum il No è avanti addirittura di 6 punti percentuali: il 53% contro il 47% Inesorabile la rimonta. A novembre il No era indietro del 6% A gennaio c’è stato il pareggio. E oggi, 23 febbraio, è persino il 6% avanti. Decisiva proprio l’ultima settimana, quella del doppio video della Presidente del Consiglio Meloni contro i magistrati per le sentenze su Albania e Sea-Watch. Questo è il risultato dei tanti giornalisti, intellettuali, giuristi, cittadini che hanno preso coraggiosamente posizione per il No. Ma anche della serie incalcolabile di disastri del Sì, della destra e del governo, tra gaffe, disinformazione, scivoloni, insulti veri e propri. E in particolare degli allucinanti attacchi di Meloni contro i giudici, che si sono rivelati un clamoroso boomerang. L’informazione a poco a poco paga. E l’arroganza di certa destra anche. Avanti così, fino all’obiettivo.
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