Le mappe. L’allarme per le mazzette è ancora alto e per un italiano su tre sono contrastate soltanto a parole, senza azioni incisive. Dopo Tangentopoli per affrontare il fenomeno la giustizia non basta: serve il coinvolgimento delle nuove generazioni

(di Ilvo Diamanti – repubblica.it) – La corruzione in Italia, secondo i cittadini, continua a essere un problema serio. Anzi, “fra i più seri” del Paese. Lo pensa una larga maggioranza delle persone intervistate nel sondaggio condotto da LaPolis (Università di Urbino, con Avviso Pubblico): il 57%.
Si tratta di un dato in lieve calo rispetto a quello rilevato un anno fa. Ma sempre ampio. Molto ampio. Un altro terzo di persone (33%) ritiene che il problema esista, ma ve ne siano di più gravi. Nel complesso, quindi, la corruzione incombe sui pensieri di tutta la società. Come una minaccia continua.
D’altronde, Tangentopoli è rimasta nella nostra memoria. Parte della nostra storia. E non è possibile dimenticarla. Perché riemerge di continuo, attraverso episodi che richiamano la presenza diffusa delle mafie e della criminalità. Dovunque.

La resistenza delle persone
Con il rischio, che abbiamo evocato in altre occasioni, di “normalizzare” il fenomeno. Di trattare, quindi, la corruzione come un fenomeno “normale”. Che, per questo, viene “dato per scontato”. Anche perché non è condiviso. Al contrario. Nonostante nella “storia” del Paese vi siano tante “storie” drammatiche, ma esemplari. Perché richiamano e rivendicano la resistenza di molte persone di fronte a queste azioni. E ai soggetti coinvolti.
Tuttavia, l’impegno personale è importante ma insufficiente di fronte a una minaccia tanto drammatica e “resistente”. Che non può venire fermata e sconfitta senza il concorso e l’intervento delle istituzioni politiche. Della politica.

Più formale che reale
Tuttavia, solo una componente ridotta della società, il 13% (del campione), ritiene l’azione della politica, al proposito, adeguata. E convincente. Mentre il 37% pensa che l’attenzione, al riguardo, non sia sostenuta dai fatti. E l’impegno sia più “formale” che “reale”. Espresso da parole a cui non seguono azioni coerenti. Ed efficaci.
L’impressione prevalente, nel sondaggio di LaPolis con Avviso Pubblico, dunque, è che la corruzione costituisca effettivamente un problema. Inquietante. Al quale, però, non si danno risposte adeguate. Per diversi motivi. Perché preoccupa, ma, comunque, anche per questo, si preferisce evitare di affrontarlo in modo aperto e diretto.

Le radici
Mentre per ottenere risultati efficaci occorrono strategie di lungo periodo. Che rafforzino il ruolo della magistratura e delle forze di polizia. Inoltre, è necessario agire in modo “radicale”. Cioè, partendo dalle “radici”. Dai valori, che vengono proposti e affermati attraverso la formazione delle nuove generazioni. Ma la questione “fondamentale”, come abbiamo già suggerito, è il coinvolgimento dei cittadini. Per contrastare la corruzione alle “fondamenta”.
Occorre, per questo, operare affinché la “corruzione” non sia “data per scontata”. Ma venga considerata un problema. Serio. Oltre gli interessi di coloro che la esercitano per il proprio profitto. Perché si tratta di un limite per tutti. Per la grande maggioranza dei cittadini che opera, agisce e vive in modo onesto. E rinforza, in questo modo, la nostra società. La nostra vita.
Ma mi faccia il piacere
(Di Marco Travaglio) – Certi punti. “Il diritto internazionale è importante, ma fino a un certo punto” (Antonio Tajani, presidente FI, vicepremier e ministro degli Esteri, 3.10.25). “Sono raccomandata fino a un certo punto” (Chanel Totti, figlia di Francesco e di Ilary Blasi, annuncia la sua partecipazione a Pechino Express col figlio dell’agente della madre, Corriere della sera, 21.2). Ministra degli Esteri subito!
Il mitomane. “Tajani al Canada: ‘Nell’Artico vogliamo essere protagonisti’” (Sole 24 ore, 17.2). Tanto siamo a due passi.
Eppure sentire. “Non c’è un sentire comune nel campo che si oppone al centrodestra. Per sconfiggere Meloni bisogna essere credibili, avere una stessa idea di Europa e di mondo” (Pina Picierno, eurodeputata Pd, X, 21.2). La stessa idea del centrodestra, ovvio.
Lei è del mestiere? “’I sabotaggi sui binari opera di professionisti’. Vertice al Viminale” (Repubblica, 16.2). Per dare spazio anche ai dilettanti.
Già mangiati/1. “Mantovano accusa Gratteri: ‘Vorrebbe indagare chi dice Sì?’” (Corriere della sera, 21.2). Tranquillo, quelli sono già indagati.
Già mangiati/2. “Antonio Baldassarre: ‘Le accuse di Gratteri? Gli è scappata la frizione. Voto Sì’” (Giornale, 14.2). “Gratteri, quell’allergia alle scuse” (Augusto Minzolini, Giornale, 14.2). Il pregiudicato per manipolazione del mercato e quello per peculato che votano Sì per smentire Gratteri sui pregiudicati che votano Sì.
In fondo a sinistra. “Nordio: ‘No, la nostra non è una riforma di destra. Non ho paura a dire: votare Sì è anche un atto di antifascismo’” (Foglio, 14.2). La famosa sinistra corrente Gelli.
Barbera, champagne. “Augusto Barbera: ‘Gratteri al limite dell’eversione’” (Libero, 15.2). Ma va a ciapa’ i ratt.
Trova l’intruso. “Tortora, Craxi e Cav: la rivincita postuma di 3 grandi vittime della ‘toga-crazia’” (Paolo Guzzanti, Giornale, 15.2). Uno assolto e gli altri due pregiudicati, ma che sarà mai.
E io pago. “Quello che non era riuscito a Giuseppe Conte sta per riuscire a Giorgia Meloni: chiudere Radio radicale” (Mattia Feltri, Stampa, 21.2). No, ciccio: nessuno ha mai voluto chiudere Radio radicale. È solo che, dopo aver incassato dallo Stato 300 milioni in 30 anni, è ora che se la paghino i radicali. Dài, metti qualcosina tu e lancia una colletta.
Pari sono. “Diciamo che Gratteri e Nordio sono due cavalli di troia” (Francesco Merlo, Repubblica, 18.2). Bravo, hai vinto il Paraculo dell’Anno.
Tutti Folli per il Sì. “Una percentuale intorno al 50% di votanti aumenta l’ipotesi di una vittoria Meloni-Nordio”, “Il referendum, la giustizia e le ragioni del Sì” (Stefano Folli, Repubblica, 21 e 22.2). Ma quindi Angelucci s’è comprato pure Repubblica?
Defensor Fidei. “L’azione politica di Berlusconi mi è apparsa decisiva per fermare il comunismo e resistere all’ondata di laicismo che già allora minacciava i valori non negoziabili per la Chiesa” (card. Camillo Ruini, Corriere della sera, 19.2). Quelli di Previti, Dell’Utri, Gelli e del bungabunga.
Vergognatevi. “Paralimpiadi, l’ira di Kiev. Anche Ue e Italia dicono no ad ammettere 6 atleti russi e 4 bielorussi” (Messaggero, 19.2). Ma infatti, continuiamo a perseguitare gli atleti paraplegici russi e bielorussi per colpa dei loro governi. Tranne gl’israeliani, si capisce.
Non stanno bene. “Opposizioni e toghe: carriere da separare. La Corte Suprema Usa boccia i dazi di Trump. In Italia sinistra in festa. La giustizia usata come arma” (Riformista, 21.2). Ma negli Usa le carriere non erano già separate?
Gita premio. “I Giovani democratici a Kyiv siano di ispirazione a Elly Schlein” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 21.2). Potrebbero spiegarle la famosa democrazia che mette fuorilegge 12 partiti di opposizione.
Esodo biblico. “L’emorragia dem parte dalla giustizia: Gualmini lascia, ma non sarà la sola” (Dubbio, 14.2). Prima o poi qualche fortuna doveva toccare pure al Pd.
Il titolo della settimana/1. “E Varsavia adesso vuole risarcimenti dai russi per le atrocità sovietiche” (Corriere della sera, 19.2). Preferiva i nazisti.
Il titolo della settimana/2. “Gualtieri: ‘Siamo pronti a ospitare a Roma le Olimpiadi del 2036 o del 2040’” (Corriere della sera, 21.2). Per allora potrebbero persino finire le opere del Giubileo.
Il titolo della settimana/3. “L’Ucraina acquista le armi italiane. Vertice a Bruxelles con i produttori” (Messaggero, 14.2). Indovinate chi le paga?
Il titolo della settimana/4. “Gentiloni: ‘Merz dà voce al risveglio dell’Europa’” (Stampa, 14.2). Ok, Paolo, adesso prendi la pastiglia e torna a dormire.
Il titolo della settimana/5. “Attenzione. Si prega di annullare la notizia dal titolo ‘Piantedosi, al referendum voto no, per la Costituzione più bella del mondo perché trasmessa per errore. Seguirà la notizia corretta” (Ansa, 21.2). E cioè che Piantedosi voterà Sì per sostituire la Costituzione più bella del mondo con la più brutta.
Il titolo della settimana/6. “Contro Gratteri la rivolta dei magistrati del Sì” (Verità, 14.2). Tutti e tre?
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Seguo spesso Radio Radicale, anche se non condivido quasi nulla di quello che dicono. Però ogni tanto è utile anche ascoltare chi la pensa diversamente, non per servilismo o per interessi personali ma perché ci credono fermamente.
Questo però non toglie che dovrebbero smettere di ciucciare dalle mammelle statali e farsi sostenere dagli abbonati, e io probabilmente lo diventerei.
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quello per cui non mi capacito è che per giustificare la sovvenzione statale dicono che è un servizio pubblico. Ma non basta la RAI per la propaganda del governo, dobbiamo pagarne un altro?
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No diciamo che loro, invece di vendere spazi pubblicitari, mandano in onda le dirette/differite del Parlamento e vengono pagati per questo. Però con i vari canali YouTube e Rai Parlamento questo servizio è del tutto inutile e ridondante.
Poi certo prendendo soldi dal governo sono diciamo “teneri” col potere, questo è vero.
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L’ho ascoltata varie volte nel passato poi ho smesso a causa del loro insistere su certi argomenti eccessivamente PRO-governativi.
Di una cosa sono meritevoli, erano gli unici che mandavano in onda e registravano i maggiori processi, così ho potuto ascoltare alcune registrazioni degli interrogatori nei dibattimenti del LODO MONDADORI e ALL IBERIAN, in cui si svelava la profonda corruzione che c’è nel capitalismo di relazione e la gestione dei poteri in Italia.
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Patrick, anch’io sono un ascoltatore di Radio Radicale. Sulla radio si possono ascoltare, oltre alla mitica rassegna stampa, le sedute del Parlamento, le dirette di congressi, convegni, conferenze stampa e molto altro, di ogni formazione politica. L’idea del governo non è togliere i fondi alla radio, ma dimezzarli. Almeno credo. E, lo dico con dispiacere, mi sembra giusto.
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Secondo me Radio Radicale è quello che più si avvicina al servizio pubblico. Sono favorevole al finanziamento, perché ospitano tutti, danno le dirette e leggono tutta la rassegna stampa non solo quelle di Angelucci.
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Fantastico Carrie! :-)))
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Se insieme alla Gualmini ci fossero pure Picierno,Gentiloni, Fassino ,Letta e un altro centinaio di parlamentari e dirigenti a lasciare il PD ,allora sarebbe tutta un’ altra cosa fare un’ alleanza con loro. Ma temo che non sarà così purtroppo.
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Il problema è che scatterebbe il principio di conservazione dell’energia (che vale anche in Parlamento)
Quindi sarebbe solo un danno che si sposta o si trasforma ma nell’universo parlamentare quell’energia negativa sarebbe sempre presente.
I danni susseguenti sarebbero difficili da prevedere. 🙂
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“Vergognatevi. “Paralimpiadi, l’ira di Kiev. Anche Ue e Italia dicono no ad ammettere 6 atleti russi e 4 bielorussi” (Messaggero, 19.2). Ma infatti, continuiamo a perseguitare gli atleti paraplegici russi e bielorussi per colpa dei loro governi. Tranne gl’israeliani, si capisce.”
Non solo questa, ma questa in particolare, mi fa venire il sangue al cervello. Vomitevoli. Israele si, con la sua “bandierina di criminali legalizzati”, Russia no, perchè c’è “un aggressore e un aggredito”. Vai a capire…
E’ un mondo malato, ma di brutto però…
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Eppure sentire. “Non c’è un sentire comune nel campo che si oppone al centrodestra. Per sconfiggere Meloni bisogna essere credibili, avere una stessa idea di Europa e di mondo” (Pina Picierno, eurodeputata Pd, X, 21.2). La stessa idea del centrodestra, ovvio.
Non c’è talk tivvù, tra i più vedibili, che non si concluda con l’osservazione che è il CSX che dovrebbe concordare un programma di base di 4-5 punti con cui fare opposizione al governo Meloni e così ottenere il consenso soprattutto degli astensionisti. Il punto è che coloro che lo affermano si dimenticano di citare i nomi e i cognomi di quelli che non ci stanno. Bersani, per fare un esempio, non dice mai che sono esponenti del suo partito che remano contro, per non dire della coppia Calenda/Renzi. Una delle questione più nevralgiche è la politica estera, in particolare l’invio gratuito di armi a Zelensky che vede la contrarietà di 5stelle e AVS. Un punto di avvio della trattativa potrebbe essere il seguente: anziché armi, vietate dall’art.11 della Carta, si potrebbero inviare generi di conforto alla popolazione ucraina assieme a gruppi elettrogeni, carburante compreso, per il riscaldamento domestico. Saranno d’accordo i sedicenti cattolici del PD, specie quelli che recentemente si sono riuniti a Bologna in casa di Prodi per tramare contro la stessa Schlein che, a loro dire, si fa vedere troppo spesso con Conte e Fratoianni?? Insomma, vogliono o non vogliono aiutare il popolo ucraino?? O forse pensano di fare una grande corrente dentro il partito, con l’appoggio esterno di Calenda e Renzi o, peggio ancora (anzi è meglio), fare un altro partito con cui negoziare con la Schlein?? Ci facciano un fischio quando avranno deciso!
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Renzi e Calenda… due di alcuni personaggi, che escono comodamente dalla porta e miracolosamente rientrano tranquillamente anche dalla finestra. Soggetti voluti per distruggere quel poco di PD sano rimasto.
Prodi mi sembra sempre più il Bernardo Guy de “Il nome della rosa “. L’inquisitore presuntuoso e viscido che arriva per fare “giustizia”.
Se la Schlein e altri non riescono a liberarsi di queste zavorre, una sinistra unita, sarà sempre più arduo poterla vedere.
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L’Italia
l’unico paese che ha la prescrizione
l’unico paese che ha tre gradi di giudizio
l’unico paese dove ci vogliono 600 giorni per una causa civile
e sei anni in media per una causa penale sempre che non decada prima per prescrizione
l’unico paese dove chi decade dal Parlamento per reato grave continua a fare leggi e alleanze
l’unico paese dove un politico non finisce mai in carcere
l’unico paese europeo che non ha ancora ratificato la legge anticorruzione
l’unico paese che manda i pedofili ai domiciliari
e lascia che i mafiosi continuino ad abitare le case sequestrate
l’unico paese che non fa pagare tasse alla Chiesa e che anzi tassa i cittadini per arricchire la Chiesa
l’unico paese dove una sentenza penale fa curriculum
e dove i delinquenti politici invece di essere cacciati sono difesi e onorati e gli idioti li votano pure al potere.
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““I Giovani democratici a Kyiv siano di ispirazione a Elly Schlein” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 21.2).”
Farsi chiamare Ellyi Schleyin? E la Pina Picierno Pyina Pyicyierno? Purtroppo a Carlo Calenda manca tutto, pure le i nel nome.
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