
(dagospia.com) – No, non è a un remake del film “Mr. Smith” va a Washington” (1939) diretto da Frank Capra, con la sua morale patriottica. E non assisteremo all’happy ending del protagonista, James Stewart, che da “yes man” del suo potente capo politico e imbroglione in affari diventerà un eroe nazionale.
Anzi, prima del “The End” parteciperemo all’ennesima brutta figura del Bel paese nei confronti dei nostri alleati europei che hanno detto “no” all’invito dell’amico e sodale della spia e pedofilo Jeffrey Epstein, l’ex immobiliarista di New York, Donald Trump.
La cui convention si è aperta dopo le italianissime note di Umberto Tozzi “Gloria”, non parlando di pace, ma di imminente guerra all’Iran (sic). E proprio nel giorno il cui il fratello Andrea di Re Carlo III, veniva arrestato per le frequentazioni nell’isola di Jeffrey il porcone. Quel diniego del premier Keir Starmer a Trump forse ha salvato dal naufragio il suo traballante governo laburista.
Anche la Santa Sede di Papa Leone XIV non parteciperà al board “per la particolare natura, che non è evidentemente quella degli Stati”. Il cardinale Parolin ha fatto notare poi “che ci sono punti che lasciano un po’ perplessi. Ci sono alcuni punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni”.
Il viaggio solitario a Capitol Hill del nostro ministro degli Esteri, Mr. Tony Tajani, osservatore nel “Board for peace” per Gaza, segna allora uno dei capitoli più bassi e inquietanti sulla nostra sudditanza nei confronti dell’America Maga.
Già, la Evita della Garbatella, Giorgia Meloni, che agita il tricolore in Italia, ma non passa giorno senza usare la bandiera bianca per lucidare gli stivali con gli speroni del Bullo della Casa Bianca.
Nel dopoguerra, neanche l’umile De Gasperi andò con il cappello in mano a chiedere stima politica e aiuti economici (Piano Marshall) da chi aveva vinto la guerra in Europa contro Mussolini e il nazismo di Hitler. Mr. Tony Tajani, invece, va a Washington da “osservatore” non pagante dopo che alla Camera è passata la risoluzione del centrodestra con il voto pure del triglione con le stellette, Vannacci.
“E’ come violare l’art.11 della Costituzione”, insorge la segretaria del Pd, Elly Schlein. Forse anche lei ignara, alla pari dei giornaloni in caduta libera in edicola, che per iscriversi al Board – su invito presieduto “a vita” da Trump, il costo di un seggio permanente è fissato a un miliardo di dollari.
Che occasione persa per i sinistrati, avrebbe osservato Luigi Pirandello quando il tragicomico fonde il dolore della tragedia. Quello di vedere la Evita della Garbatella, staccare dalle casse dello stato un assegno di 849.679,03 euro per visitare, al momento, l’immenso cimitero di Gaza dove sono sepolti oltre 70 mila palestinesi.