Segnali di uno scontro imminente dopo lo stallo nei colloqui. I media: “Obiettivo degli Usa la caduta del regime”

(Paolo Mastrolilli – repubblica.it) – NEW YORK – “L’Iran si prepara alla guerra con gli Stati Uniti”. Titola così il Wall Street Journal, confermando le rivelazioni del sito Axios secondo cui “Trump si sta avvicinando” ad un grande conflitto contro la Repubblica islamica. E lo stesso riferiscono Cnn e New York Times. Questo perché i colloqui diplomatici avvenuti nei giorni scorsi a Ginevra hanno prodotto progressi, come hanno dichiarato entrambe le parti, ma non sufficienti per evitare lo scontro.
I problemi sono due: primo, la volontà di Teheran di limitare il negoziato solo al programma nucleare, escludendo quello sui missili e le armi convenzionali, e il nodo delle operazioni di destabilizzazione condotte nell’intera regione da gruppi alleati come Hezbollah; secondo, le concessioni che è disposta a fare sul dossier atomico, non abbastanza avanzate secondo Washington, perché non garantiscono la fine di ogni attività finalizzata a costruire armi. Per questa ragione, parlando con la Fox, il vice presidente Vance ha detto che «i colloqui sono andati bene sotto certi aspetti, ma sotto altri è molto chiaro che il presidente ha stabilito alcune linee rosse che gli iraniani non sono ancora disposti a riconoscere e a lavorarci sopra».
È possibile che si tratti di un ultimo tentativo di aumentare la pressione, allo scopo di spingere gli ayatollah a fare più concessioni, davanti alla minaccia di essere attaccati dalla potente “Armada” che il Pentagono sta schierando davanti alle sue coste. Nello stesso tempo, però, se Trump si convincesse che la diplomazia ha raggiunto il suo limite e non esiste più spazio di manovra per arrivare ad un accordo accettabile, sarebbe pronto a premere il grilletto nel giro di poche settimane. Stavolta però l’obiettivo non sarebbe solo quello chirurgico di distruggere alcune strutture chiave del programma nucleare, ma piuttosto un’offensiva ampia e prolungata nel tempo, che punterebbe a debilitare il regime fino a farlo cadere, anche sotto la spinta di nuove proteste come quelle represse con la forza nelle settimane scorse.
Secondo il Wall Street Journal la leadership di Teheran inizia a convincersi che la guerra è inevitabile, anche visto lo spiegamento di forze ordinato da Trump, che ha aggiunto la portaerei Ford alla Lincoln, trasferito altri 50 caccia F-35, F-22 e F-16 nella regione, e condotto oltre 150 voli cargo per posizionare armi e munizioni in Medio Oriente. La Repubblica Islamica quindi si sta preparando a combattere, come ha avvertito il capo del Consiglio per la sicurezza nazionale Ali Larijani: «Abbiamo rivisto a affrontato le nostre debolezze. Se la guerra ci verrà imposta, risponderemo». La stessa guida suprema Khamenei ha avvertito che «l’unica arma più potente delle portaerei americane è quella che le manderà in fondo al mare».
Nel dettaglio, il regime ha iniziato a schierare le sue forze, fortificare i siti nucleari, disperdere e diversificare la catena di comando, continuare la repressione del dissenso. La Guardia rivoluzionaria ha rivisto la “difesa a mosaico”, per dare ai capi militari locali l’autorità di prendere decisioni, se fossero isolati dal governo centrale. La unità navali pattugliano lo stretto di Hormuz e hanno condotto esercitazioni a fuoco non troppo lontano da dove incrocia la portaerei Lincoln al largo dell’Oman. Ad aumentare la preoccupazione per uno scontro che potrebbe allargarsi, una nave russa ha attraccato nel porto di Bandar Abbas.
Secondo il Wall Street Journal l’Iran ha circa 2.000 missili a medio raggio in grado di colpire Israele; molti vettori a corto raggio che possono raggiungere le basi e le navi americane nel Golfo Persico, come quelle in Qatar e Barhein; e armi sottomarine. I siti nucleari di Isfahan e la montagna Pickaxe sono stati fortificati, la contraerea ha condotto esercitazioni, e le autorità di Teheran hanno individuato stazioni della metropolitana e altri siti da usare come rifugi dai bombardamenti. I Pasdaran hanno creato circa cento punti di osservazione per bloccare proteste o raid. Le due macchine militari sono pronte alla guerra.
Chi era quello che disse: ho fatto finire 8 guerre?
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Come al colito titolo fuorviante…. non è che il trampette che vuole la guerra?
Che l’artefice è lo stato USA e forse,dico forse l’Iran si deve difendere?
Chi è l’invasore? Chi l’invaso? …su coraggio mdiciamo come stanno le cose… si incomincia il lavaggio del cervello dei cittadini osservanti la TV…
Grande popolo di democratici e nostri alleati e partecipi all’esportazione della democrazia.
Povero genere umano… che brutta fine!
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Quelli che ci informano sono i soliti media a stelle e strisce e noi dobbiamo fornirceli come voce di Dio. Ma non era stato distrutto del tutto l’ arsenale costituito dagli impianti di arricchimento dell’ uranio iraniano dalle super bombe capaci di giungere fino al centro della terra ? No ? E allora per quale motivo chi ci aveva informato in quel senso adesso dovrebbe essere più credibile? Non so se gli iraniani siano in grado di costituire una vera minaccia per pe portaerei americane con i propri missili ipersonici ma di certo ad israele gli hanno fatto male davvero in quei 12 giorni . E allora come potrebbero rinunciare ai propri mezzi di difesa se facendo ciò si consegnerebbero nelle mani dei loro nemici ? Questa è logica non propaganda .
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Se colpiscono l’ Iran mentre sono presenti i Russi si arriverà al punto di non ritorno🤔
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ALESSANDRO DI BATTISTA
Solo per il petrolio!
“Il capo (Donald Trump) si sta stufando. Alcune persone intorno a lui lo mettono in guardia dal dichiarare guerra all’Iran, ma credo che ci sia il 90% di possibilità di assistere a un’azione concreta nelle prossime settimane”. Queste sono le parole di un consigliere del Presidente americano, raccolte e pubblicate da Axios.
Probabilmente Donald Trump, dopo aver sostenuto il genocidio a Gaza, dopo aver effettuato un’operazione terroristica in Venezuela, dopo aver fatto uccidere decine di venezuelani (e cubani) con la scusa del “narcotraffico”, dopo aver rapito Maduro con l’unico scopo di rubare le risorse venezuelane, dopo aver scatenato una crisi energetica senza precedenti a Cuba e dopo aver affamato il popolo cubano, presto attaccherà l’Iran.
Secondo Axios, “L’amministrazione Trump è più vicina a una guerra su larga scala in Medio Oriente di quanto la maggior parte degli americani pensi. Potrebbe iniziare molto presto”. E ancora: “Le fonti hanno sottolineato che si tratterebbe probabilmente di una campagna congiunta USA-Israele di portata molto più ampia (e più esistenziale per il regime) rispetto alla guerra di 12 giorni guidata da Israele lo scorso giugno, a cui gli Stati Uniti si sono poi uniti per distruggere le strutture nucleari sotterranee dell’Iran”.
Sappiate che, se gli USA e i terroristi israeliani dovessero attaccare l’Iran, non lo faranno con l’intento di supportare i manifestanti (che chiedono legittimamente diritti) o con l’obiettivo di portare la democrazia in Iran.
Basta guardare cosa hanno fatto negli ultimi decenni gli statunitensi. Parlano di “democrazia”, ma colpiscono solo ed esclusivamente quelle “dittature” che nazionalizzano le risorse e che non consentono alle aziende USA di speculare. Non a caso in Iran, così come in Venezuela, il petrolio (e il gas) lo gestisce lo Stato. Nello specifico, la gestione è nelle mani dei pasdaran, che rappresentano un vero e proprio blocco economico e non solo militare.
Se gli ayatollah rendessero ancora più stringente la legge islamica, ma contemporaneamente aprissero alle imprese petrolifere straniere (e agli istituti finanziari occidentali) il mercato persiano, nessuno a Washington, Bruxelles o Tel Aviv spenderebbe una parola per i diritti degli iraniani. E non lo dico io. Lo dice la Storia.
Perché hanno buttato giù Saddam Hussein? Perché gestiva lui (e lo Stato) il petrolio iracheno. Ovviamente anche perché sosteneva la causa palestinese. Perché hanno rapito Maduro? Perché gestiva lui (e lo Stato) il petrolio venezuelano. Ovviamente anche perché sosteneva la causa palestinese. Perché hanno buttato giù Gheddafi? Perché gestiva lui (e lo Stato) il petrolio libico. Ovviamente anche perché sosteneva la causa palestinese.
Ricordo che la prima riserva di petrolio al mondo ce l’ha il Venezuela. L’Iran, invece, ha la quarta (per qualcuno la terza al mondo). Sappiate che, se gli USA attaccheranno l’Iran, lo faranno solo ed esclusivamente per questo: il petrolio. E per in gas (l’Iran ha la seconda riserva al mondo dopo la Russia).
Rammento che l’Unione europea ha già messo le mani avanti. Da mesi si parla della possibilità di un attacco statunitense all’Iran. L’Europa di servi si è già portata avanti e ha inserito i pasdaran, il Corpo delle Guardie di Rivoluzione, all’interno della lista delle organizzazioni terroristiche. In questo modo, qualora gli statunitensi dovessero avviare un’altra guerra e ammazzare qualche decina di migliaia di iraniani, i servi europei potranno parlare di “guerra al terrorismo”.
Sono soltanto dei servi. Hanno approvato in pochi giorni le misure contro l’Iran. E sono gli stessi ipocriti che non hanno applicato una sola sanzione allo Stato terrorista di Israele mentre faceva letteralmente evaporare (su questo abbiamo scritto nei giorni scorsi) quasi 3.000 palestinesi. Fanno schifo!
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Si sta inventando una guerra per proteggersi dallo tsunami Epstein che tra poco arriverà anche dalle sue parti. Questo delinquente è capace anche di farsi affondare una portaerei pur di rimanere a galla lui.
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