
(AGI/EFE) – Berlino, 19 feb. – La Central Intelligence Agency (Cia) statunitense e’ stata informata da un commando ucraino legato ai servizi segreti di Kiev dei suoi piani per attaccare il gasdotto russo Nord Stream nel Mar Baltico, sebbene alla fine non abbia fornito loro il suo appoggio.
E’ il contenuto di un’inchiesta del settimanale tedesco Der Spiegel, pubblicata oggi. Secondo la testata, che cita fonti ucraine a conoscenza dei fatti, i primi contatti riguardanti il piano hanno avuto luogo nella primavera del 2022 a Kiev, dove la parte ucraina ha presentato la sua idea e discusso vari dettagli tecnici dell’operazione di sabotaggio.
“Hanno detto ai nostri: ‘Va bene, sta andando bene'”, ha affermato una di queste fonti in merito alla posizione degli americani. Tuttavia, all’inizio dell’estate, la posizione di Washington e’ cambiata e, secondo fonti interne agli ambienti di sicurezza ucraini, la Cia ha ritirato il suo sostegno ai piani e si e’ rifiutata di finanziarli, riporta Der Spiegel.
Il settimanale osserva inoltre che nel giugno 2022, i servizi segreti militari olandesi avevano ricevuto una soffiata sui piani e hanno avvertito la Germania. Secondo l’inchiesta, gli Stati Uniti hanno quindi chiesto all’ufficio presidenziale ucraino di abbandonare completamente il piano, ma nonostante questo, l’unita’ segreta ha continuato il suo lavoro ed e’ riuscita a ottenere finanziamenti privati per una parte significativa dei 300.000 dollari di costo dell’operazione.
Un portavoce della Cia ha dichiarato a Der Spiegel che la ricostruzione e’ “completamente e totalmente falsa”, pur non negando dettagli specifici. Il presunto ideatore dell’attacco, un ucraino noto come Sergi K., che era un soldato in servizio attivo nel 2022, e’ detenuto in custodia cautelare in Germania dal novembre dello scorso anno, in attesa di accuse formali dopo essere stato estradato dalle autorita’ italiane. Il mese scorso, la Corte federale di Giustizia tedesca ha respinto il ricorso della difesa contro la sua detenzione, sottolineando che la Germania ha giurisdizione sul caso, sebbene il sabotaggio sia stato commesso in acque internazionali, poiche’ i gasdotti terminavano in territorio tedesco.
Inoltre, la Corte ha indicato che K. non puo’ rivendicare l’immunita’ garantita ai combattenti nei conflitti armati, poiche’ l’operazione era probabilmente segreta e mirava a infrastrutture civili. Secondo le indagini di vari media tedeschi, tra cui Der Spiegel, l’operazione che ha distrutto tre dei quattro cavi del Nord Stream nel settembre 2022 ha avuto l’approvazione del comandante in capo ucraino, Valery Zaluzhny, ma non quella del presidente Volodymyr Zelensky.
Le bugie sono virali: fanno il giro del mondo in un istante, mentre le Verità — o presunte tali — impiegano invece anni a venire a galla. Questo ci aiuta a distinguerle: se una notizia ha gambe lunghe e corre veloce, spesso è falsa propaganda; se invece ha gambe corte e procede lenta, allora — con buona pace di Collodi e del suo Pinocchio — è probabile che sia una verità che fatica a emergere. La vicenda del sabotaggio al Nord Stream ne è la prova lampante.
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