L’intervista a Alfonso Bonafede: “Questa riforma mette a rischio la separazione dei poteri, è inutile e oltretutto aumenta i costi”. Non parlava da parecchio. Ma ora Alfonso Bonafede, già ministro della Giustizia nei due governi di Giuseppe Conte per il M5S, membro del consiglio di presidenza della giustizia tributaria, rompe il silenzio: contro la riforma della magistratura […]

(di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] Non parlava da parecchio. Ma ora Alfonso Bonafede, già ministro della Giustizia nei due governi di Giuseppe Conte per il M5S, membro del consiglio di presidenza della giustizia tributaria, rompe il silenzio: contro la riforma della magistratura, “inutile e potenzialmente rischiosa”, e non solo. “Parlo da cittadino, non da politico, né in alcuna veste istituzionale”, precisa. Per poi aggiungere: “Invito tutti a votare. Quando c’è in gioco la Costituzione, partecipare è un dovere”.
Per Nordio il sorteggio dei membri del Csm romperebbe il meccanismo “paramafioso” della magistratura. Che ne pensa?
Detta da un ministro, mi sembra una frase davvero grave, con cui fa di tutta l’erba un fascio. Quando ero Guardasigilli, ci fu una grave crisi che toccò il Csm (il caso Palamara, ndr), ma io specificai sempre che si trattava di degenerazioni delle correnti, e non di tutta la magistratura. Anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino facevano parte di correnti, come tanti altri magistrati che hanno dato la vita per questo Paese […]
Nordio annuncia: “Di frasi del genere ne ho tante altre, ne dirò una al giorno”.
Ma questo non è il suo ruolo. Credo sia un modo assurdo di entrare nel dibattito.
Anche Nicola Gratteri è stato molto duro: “Per il Sì votano massoneria deviata, indagati e imputati”.
Gratteri ha parlato in modo chiarissimo, e le sue frasi non potevano essere equivocate. Soprattutto, Nordio non doveva rispondere evocando i test psico-attitudinali per i giudici. La magistratura è il volto dello Stato nell’applicazione della legge: va rispettata. Un ministro dovrebbe osservare un contegno istituzionale.
Potrebbe risponderle di avere diritto di critica, no?
In base alla Carta, può promuovere l’azione disciplinare. Se ha riserve sull’operato di un magistrato, la eserciti invece di attaccare singoli giudici sulla stampa. Io da ministro non ho mai parlato contro uno o più magistrati.
Il ministero chiede all’Anm di rendere noti i finanziatori del comitato del No.
Mi sembra che l’Anm abbia già risposto.
Perché è contro la riforma?
È inutile, perché non risolve i problemi della giustizia, per cui servirebbero innanzitutto investimenti. E poi non si cambiano ben sette articoli della Costituzione senza coinvolgere il Parlamento con un’approfondita discussione. I Padri costituenti si confrontavano su ogni parola. Qui il testo era blindato.
Da destra ricordano che anche lei voleva il sorteggio contro le correnti.
La mia proposta del 2019 era molto diversa. Consisteva in un sorteggio temperato: si sorteggiava una percentuale rilevante di magistrati in ogni collegio, e poi i colleghi votavano i nomi da questo elenco. Era un modo per salvaguardare il merito, perché così i giudici avrebbero votato colleghi di cui potevano valutare la qualità. I membri del Csm sarebbero sempre stati eletti, rispettando quanto previsto dalla Carta. Ora invece creano tre organi al posto dell’attuale Consiglio. Un modo per dividere e indebolire i magistrati. Oltretutto, con un notevole aumento dei costi per i cittadini.
La riforma serve al governo per controllare i pm?
Con la separazione delle carriere, il rischio è altissimo. Basta ascoltare Nordio, quando rivolgendosi a Elly Schlein ha teorizzato che converrebbe anche al Pd, ossia al governo di turno. E il ministro Tajani, che ha ventilato di togliere la gestione della polizia giudiziaria ai pm, portandola nell’orbita dell’esecutivo.
Nordio ha attaccato i trojan, di cui lei estese l’uso: “È una vergogna usarli per mazzette modestissime”.
Premesso che rivendico quanto fatto con la mia Spazzacorrotti, lo trovo un messaggio culturalmente devastante.
Se vincesse il No, Meloni dovrebbe dimettersi?
Sono tornato a fare l’avvocato, e non entro nelle valutazioni dei partiti. A me preme che, con il No, venga tutelata la separazione dei poteri, base della nostra democrazia.
E’ sempre un piacere conoscere le opinioni di una persona perbene!
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