Parodi: «Dovrebbero sapere che i dati dei cittadini sono coperti da privacy». Il Partito democratico chiede le dimissioni del ministro Nordio: «Mente, non può restare al suo posto»

(Simone Alliva – editorialedomani.it) – È il wrestling, più che sci o biathlon, lo sport che sembra ispirare il governo in queste settimane di Olimpiadi invernali.
Colpi plateali, prese spettacolari, sfide muscolari. Sul ring c’è sempre lui: Carlo Nordio, guardasigilli, ex magistrato che senza nascondere una certa soddisfazione, porta avanti una campagna referendaria sulla riforma della giustizia con toni durissimi rivolti sia al Csm sia a singoli magistrati, su tutti il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri.
Di fronte al No in piena rimonta nei sondaggi, le toghe vengono accusate di alimentare un sistema «paramafioso» attraverso le correnti. Il Consiglio superiore della magistratura descritto come un «verminaio correntizio». Fino all’ultima mossa che incendia lo scontro. Dieci righe firmate da Giusi Bartolozzi, potente capo di gabinetto del ministro e indirizzate all’Associazione nazionale dei magistrati per chiedere, «nell’ottica di una piena trasparenza», tutti i nomi di coloro che avrebbero finanziato il comitato del No.

La lista nera
La lettera, protocollata venerdì a seguito di una interrogazione del parlamentare di Forza Italia Enrico Costa, arriva lunedì è viene bollata da giudici e pm come una «schedatura». Mentre di «atto molto grave che sa tanto di liste di prescrizione» parla il Partito democratico, tramite la deputata Debora Serracchiani.
Nella missiva al presidente dell’Anm Cesare Parodi si legge: «Il parlamentare interrogante riferisce che il segretario generale dell’Anm avrebbe dichiarato che il “Comitato Giusto dire No” promosso dall’Anm ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria».
Da ciò l’interrogante assume un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’Anm. «Sottopongo alle Vostre valutazioni, pertanto, l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato “Giusto dire No” da parte di privati cittadini».
Passano alcune ore e la risposta dell’associazione magistrati arriva con toni cortesi ma inequivocabili: «Gentilissima Dottoressa, nel ringraziarla per avermi interpellato» scrive Parodi «devo purtroppo annotare che non sono nelle condizioni di rispondere in quanto, come Lei ben riporta, il Comitato in questione è solo stato promosso dall’Anm, ma è soggetto – anche giuridico – assolutamente autonomo».

Una precisazione che ribadisce l’autonomia del comitato referendario rispetto al “sindacato” delle toghe e che, di fatto, sottrae all’Anm la disponibilità dei dati richiesti. Il presidente dell’associazione aggiunge poi un chiarimento sul funzionamento del comitato: «Come socio costituente, però non posso confermarle che al Comitato è possibile fare piccole donazioni, come privati cittadini (…) Posso confermarglielo come può fare chiunque acceda al sito del Comitato, dove è riportata in modo trasparente ogni cosa, compreso lo Statuto».
E c’è anche una stoccata al forzista Costa, autore dell’interrogazione: «Posso consigliarle di informarne anche il parlamentare interrogante, che ha pensato di disturbarla per questione che poteva invero rivedere da solo navigando sul sito». Ma il passaggio politicamente più delicato: «Annoto solo che la sua richiesta di rendere pubblici dati di privati cittadini ritengo sia contrario alle salvaguardia della loro privacy».
Una plateale smentita che arriva a pochissime ore dopo quella del magistrato Antonino Di Matteo che tirato in ballo dal ministro Nordio sui metodi paramafiosi del Csm, parla di strumentalizzazione e aggiunge: «Questa riforma invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un, sempre più stringente, controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura».
Nordio non si scompone, fedele alla promessa di non voler allentare la presa: «Ne ho altre. Anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una. Possiamo andare avanti fino al referendum».

«Dimissioni»
A dare manforte al ministero e a Costa arriva anche Francesco Petrelli, presidente del Comitato Camere Penali per il Sì: «Siamo certi che l’Anm e il Comitato che la rappresenta sapranno dare conto in modo pieno e trasparente non solo delle risorse raccolte, ma anche di chi le ha versate e in quale misura».
Ma è l’opposizione a incalzare il ministro Nordio, al quale chiede senza mezzi termini di dimettersi. È il capogruppo al Senato del Pd, Francesco Boccia, a sottolineare la necessità di un passo indietro: «Non siamo di fronte a uno scivolone, ma a una sequenza gravissima di comportamenti incompatibili con il ruolo di ministro della Giustizia».
Ricordando il caso Almasri e le ultime uscite del ministro, Boccia non usa mezzi termini: «Se mente alle Camere, delegittima i magistrati e alimenta uno scontro istituzionale permanente, non è più in grado di rappresentare la giustizia italiana. La presidente del Consiglio non può continuare a tacere».
A difendere il Guardasigilli è il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro già condannato a 8 mesi per rivelazione di segreto nell’ambito del caso Cospito: «Il ministro non è che sia tanto distante dal merito, al di là dei toni».
Ma dentro Fratelli d’Italia, chiusi in un silenzio fatto di imbarazzo e ostilità, si compulsano i sondaggi che danno il No in rimonta. Sempre più certi che solo il cambio all’ultimo round con Giorgia Meloni come testimonial potrebbe ribaltare il match.
Nordio in playback
(Di Marco Travaglio) – Dopo aver dato dei “paramafiosi” a Falcone (fondatore di una corrente), a Borsellino (esponente di un’altra) e agli altri 24 magistrati ammazzati dai terroristi e dai mafiosi (quasi tutti iscritti all’Anm e/o alle sue correnti), ma anche a Mattarella (presidente del Csm correntizio e dunque “paramafioso”), il cosiddetto ministro della Giustizia Carlo Nordio dice di aver citato una vecchia frase del pm Nino Di Matteo (che non parlava solo delle correnti togate, ma anche dei maneggi dei laici, cioè dei politici, che la schiforma continua a far scegliere dai partiti col sorteggio-truffa). E minaccia: “Ho altre frasi anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una. Possiamo andare avanti fino al referendum”. Quindi, ora che per fortuna è passato da Gelli a Di Matteo, ne declamerà a puntate la requisitoria sulla trattativa Stato-mafia e chiederà di condannare Mori, De Donno, Dell’Utri&C., inopinatamente assolti in appello e in Cassazione. Chi canta in playback è perché non ha voce: chi parla in playback è perché non ha pensieri e deve farsi doppiare da altri. Oppure il neurone che gli ronza in testa si sente solo e secerne pensieri che è meglio lasciare lì dentro.
Immaginate che guaio per Nordio se, anziché Di Matteo, citasse se stesso. Lui che era così contrario a separare le carriere da fare prima il giudice di tribunale, poi il giudice istruttore, infine pm e ora vuole vietarlo agli altri. Nel 1992 e nel ’94 firmò due volte un appello con centinaia di pm dell’Anm paramafiosa “contrari alla divisione delle carriere dei magistrati requirenti e giudicanti” perché “l’indipendenza del pm dall’esecutivo e l’unicità della magistratura ha rappresentato in concreto una garanzia per l’affermazione della legalità e la tutela dell’eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge” e “la possibilità di passare dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa è… un’occasione di arricchimento professionale e ha consentito al pm italiano di mantenersi radicato nella cultura della giurisdizione”, dunque “il nostro impegno potrà continuare nelle attuali funzioni solo se sarà ancora riconosciuta… al pm la funzione di effettiva difesa della legalità”. Ancora nel 2010 Carletto Mezzolitro, in un libro scritto con l’avvocato Giuliano Pisapia, In attesa di giustizia (ed. Guerini), ridicolizzò la separazione delle carriere come “un problema secondario che non merita di invelenire ulteriormente i rapporti tra Parlamento, avvocati e magistrati” perché “l’urgenza più immediata è ridare alla giustizia un minimo di efficienza… e la separazione delle carriere non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere con il funzionamento celere e incisivo della macchina giudiziaria”. Sfido io che si fa scrivere i testi da Di Matteo. Il quale, fra l’altro, è praticamente astemio.
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Nordio è il miglior testimonial del No. 😀
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Grazie MT. Ricordavo vagamente che nordio la pensasse diversamente. Mi è stata data conferma.
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È questo che da sempre mi affascina dei politici: riescono a dire una cosa e il suo esatto contrario con la stessa granitica sicumera, la stessa spocchia e altero fastidio di chi l’ha sempre pensata così ed è quasi inutile ribadirlo.
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Un altro colpito dal ” SI ” ma sulla strada di Montenero di Bisaccia è un tale Di Pietro. Forse sono miracoli? O qualcos’altro?
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Bisogna riempire il fiasco e lasciare parlare a ruota libera Superciuk… e il NO al referendum vola!
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e nooo Davide è già intervenuto la ducia …deve parlare meno altrimenti aiuta il NO!
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Mi chiedo se certa gente ” sia del mestiere”. Avrei capito se il Ministro dell’interno, per motivi di ordine pubblico – sempre plausibili- , avesse richiesto la famosa lista, senza ulteriore uso politico. Cosa c’entra il Ministero della Giustizia ? Certa gente è molto mal consigliata.
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il neurone che gli ronza in testa (e che) si sente solo… Mi ricorda la pubblicità dell’Acqua Lete:C’è nessuno?” con protagonista la “particella di sodio”
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ottimo, la percentuale dei no sale sempre di più
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Appena uno si mette il vestito di guardasigilli comincia a fare di tutto affinché la giustizia sia rallentata ma soprattutto innocua per i politici di ogni categoria e specie, soprattutto quella presa dagli “affari” propri o di famiglia letterale o allargata.
La divisione delle carriere è solo il titolo ammiccante per gli stolti ignoranti che nasconde la sostanza ovviamente non dichiarabile per ovvi motivi.
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E chi finanza il SI? I @@ dei cittadini con le tasse…. masochismo puro!
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Ieri sera la dott.ssa Falcone Presidente del “Comitato Giusto dire NO” la detto (a 8 e mezzo sulla 7) in modo chiaro ed esaustivo: i “finanziatori” (dai 20 ai 100 euro) sono semplici Cittadini e NON POLITICI (a differenza di quelli del “si”…dove ne fanno parte…..fatto confermato in modo inequivocabile dal loro Presidente Sallusti presente nello Studio) e tutto viene svolto alla “luce del sole”….!!!! Ma quello che mi lascia basito è perche’ ANALOGA richiesta NON è stata rivolta al “comitato del si” dove con la presenza di “politici finanziatori” un certo legame un certo conflitto d’ interesse potrebbe risultare molto ma molto piu’ evidente….????? “Ribalto la domanda…che Costa si poneva nell’ interrogazione, al Ministero, del deputato forzista Costa ….”Cosa accadrebbe ove un Magistrato iscritto all’ ANM….che ha votato “si” per il referendum…si trovasse di fronte, nella propria attivita’ in Tribunale, un “POLITICO FINANZIATORE” del comitato del “si”….???? ecco…posta la domanda…mi piacerebbe avere una risposta……Grazie.
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Ma che ce frega, in questo momento il vero problema per l’Italia è la simulazione di Bastoni.
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GRAZIE alla Redazione di Infosannio per la pubblicazione dell’ editoriale di Marco Travaglio.
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Perché fermarsi a richiedere i nomi di tutti i privati cittadini che hanno finanziato il o i comitati del NO, quando potete fare di meglio? Mandare le squadracce a minacciare i promotori, bastonare giornalisti, politici, sindacalisti, ecc che hanno anticipato il loro voto contrario, incendiare le sedi di comitati e giornali a sostegno del NO, ricattare i lavoratori sul luogo di lavoro affinché imparino a votare bene, consegnare una scheda elettorale già segnata ai cittadini davanti ai seggi elettorali, pena bastonate, pretendere un giuramento formale a sostegno del governo di magistrati e professori/docenti universitari, organizzare retate all’ alba dei dissidenti con fermo preventivo di ore a vostra discrezione, punendo alla vostra maniera i riottosi….Deve essere una vera pena sottostare alla Costituzione, antifascista, alle leggi, al diritto, alla democrazia, che se pur formale, ed agonizzante, ancora resiste, quando il core anela ai bei tempi di gloria……ricordare, cioè ridare al cuore, che a distanza di un secolo e’ rimasto NERO! Ecco, magari, bisognerebbe che gli italiani si ricordassero chi siete e chi siete stati e cosa potreste essere senza ostacoli alla marcia…..
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Il 20% dell’economia è in mano alle mafie (elettorato compreso), e queste sono ben lungi dal pretendere il rigore della legge. Per il resto vale l’accentramento dei poteri, come da lunga tradizione fascista di cui è imbevuta questa classe dirigente, tanto più in un clima generale mondiale di delegittimazione del diritto.
Contrappesi istituzionali?? Sono come una corona di aglio appesa al collo di un vampiro.
E ho detto tutto!
PS. Stupendo il film di Luc Besson su Dracula, visto ieri su sky.
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Siamo Stelle
Vorrei ringraziare pubblicamente il ministro Nordio per il grande impegno che sta profondendo a favore del “No”. Magari non si tratta di un impegno del tutto consapevole e voluto… ma bisogna ammettere che Nordio ci sta dando una grandissima mano. Ogni volta che fa una dichiarazione il “no” cresce nei sondaggi. Ieri è riuscito persino a paragonare la magistratura alla mafia, parlando esplicitamente di sistema “para-mafioso”. Così facendo, ha insultato in un sol colpo tutti i magistrati italiani, in particolar modo quelli che rischiano quotidianamente la vita combattendo contro le associazioni criminali, le vittime della mafia e i loro familiari. Grazie di vero cuore, ministro era davvero impossibile fare peggio.
16.2.2026 Se non cogliete l’ironia provate coi pomodori. Cialtroni ❤️
Prof. Guido Saraceni
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Un comitato referendario non viene creato per sostenere l’elezione di una persona ma si costituisce per manifestare le proprie ragioni su una votazione,, che è sempre libera, uguale e segreta. – richiesta, per giunta, anche da una manifestazione diretta della indistinta volontà popolare. Anche se qualcuno dovesse versare un miliardo di euro per sostenerlo, come si potrebbe mai asserire che ci possa essere un ipotetico conflitto d’interesse tra chi riceve la donazione (un comitato appunto, non l’ANM) e un giudice sindacalizzato che si dovesse trovare a emettere una qualunque sentenza sul donatore? E se vince il No, il Ministero della Disgrazia e del Pregiudizio, qualora ottenesse l’elenco dei finanziatori, potrà distogliere l’imputato dal suo giudice naturale in base a quale norma di legge? Perché presuppone che un giudice iscritto all’ANM, abbia votato e, soprattutto, abbia votato No?
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Peccato solo che gli editoriali di MT li legga una piccola minoranza di italiani (che include, peraltro, taluni che non li comprendono, e talaltri che li interpretano sulla base del loro giudizio personale su MT).
Mentre, al contrario, le dichiarazioni in stile “rana dalla bocca larga” del ministro riecheggiano per giorni su tutti i media filomeloniani (quindi sostanzialmente su tutti i media); e risuonano a lungo nelle orecchie dei tanti fascistelli italiani che supporterebbero qualsiasi cosa esca dalle bocche dei loro beniamini, ma anche in quelli degli indecisi e dei superficiali.
Motivi per cui resto moderatamente pessimista sull’esito del referendum, da sostenitore convinto del no.
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Ma dopo il lavaggio del cervello degli itagghiani, dal bandito giuliano alle strae di Portella della Ginestra pensi che l’italiano medio sia maturato?
Io ringrazio trvaglio e maledito gli altri della comunicazione del sistema per il continuo lavoro delle falsità da dare dar bere agli italiani oltrettutto pagati da chi si ubriaca tutti i giorni comprando i quotidiani.
Che l’italiano improvvisamete savisca? Ho dei dubbi che provengono dai dati delle ultime elezioni.
CVi sta bene avevamo u treno …or a fermo che più non ripassa!
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“Motivi per cui resto moderatamente pessimista sull’esito del referendum, da sostenitore convinto del no.”
Si, anche perchè l’italiano medio non si informa, si lascia trasportare dal quello che passa il “convento televisivo”, si lascia sedare dai vari programmi demenziali che gli permettono di evadere la mente, perchè dopo una giornata di lavoro, di approfondire certi argomenti, non gli passa nemmeno nell’anticamera del cervello. Quindi, a tuo sostegno Lucas, purtroppo, non lo vedo buono l’esito del referendum, per un NO, che dovrebbe essere doveroso, ma troppi sono i venti contrari…
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Sudio
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