Il dottore Carlo Tessitore merita di essere ricordato

     Il 17 febbraio di 87 anni orsono ritornava alla casa del Signore il dottore Carlo Tessitore, illustre medico tropicalista, nato in Guardia Sanframondi il 18/8/1896 e morto nel Congo Belga. Un figlio illustre  della comunità guardiese che merita di essere ricordato e offerto alle nuove generazioni come modello di vita da emulare nell’ambito del progetto che abbiamo chiamato “GustaGuardia”.

   Il giornale “Le Courier d’Afrique”, alla sua morte, aveva definita la sua missione tropicale “come un sacerdozio” perché non aveva esitato a donare la sua vita per salvare gli altri.

     Vale la pena ricordare che il dottor Carlo Tessitore considerava la Vita, una “Retta che sale ed allora è bella ed è feconda solo quando tende a Dio”.

     In poche parole, siamo dinanzi ad un luminoso esempio di quella santità della porta accanto di cui parlava Papa Francesco nella esortazione apostolica Gaudete et Exsultate.

     Quando la professione si esercita come missione, “come un sacerdozio”, allora, non solo l’intera persona viene ad essere curata, cioè corpo e spirito, ma il medico ne condivide le ansie, le trepidazioni, le ore drammatiche che vive la comunità familiare, ne rimane segnato, in certo qual modo, sostituisce l’azione del Sacerdote: l’essere ritenuto uno di casa, riceve confidenze anche delicate. Egli, allora, agisce come il “Buon Samaritano”, il quale sa versare sulle ferite fisiche e morali il “vino e olio” della sua umanità, ancor più se cristiana.

      Questo è quello che ha fatto il dottore Carlo Tessitore nella sua breve vita terrena ricevendo innumerevoli attestazioni di Stima e Riconoscenza da uomini potenti della Terra come per esempio il Presidente della Repubblica francese e la Regina Elisabetta del Belgio.

      E allora una domanda nasce spontanea: questo specifico caso di bontà esemplare non merita di essere sottoposto all’attenzione e alla valutazione della Congregazione per le Cause dei Santi, l’organismo istituito da papa Paolo VI,  che è chiamato ad istruire i percorsi procedurali che portano alla beatificazione e alla canonizzazione dei “Servi di Dio”?

     In conclusione, nel ricordare le parole pronunciate da P. Adolfo Di Blasio nell’elogio funebre del trigesimo della dolorosa scomparsa: “Egli fu un cultore esimio della scienza,

amante della Patria,

apostolo sereno delle sofferenze umane,

eroico soldato dell’idea;

ma, soprattutto, operoso credente in Dio!”

l’occasione e buona per chiedere al sindaco Di Lonardo di onorare gli impegni assunti con i cittadini-elettori guardiesi e cioè, il  ripristino del “Premio Solidarietà Carlo Tessitore” (istituito dal Sindaco Ceniccola ed  assegnato nell’anno 2001 all’UNICEF per la realizzazione di una campagna di vaccinazione per 40 bambini in Africa) e la realizzazione di un “Museo delle Arti Sanitarie” dedicato al dottor Tessitore; nel contempo, rivolgiamo un accorato appello al nostro carissimo parroco Don Giustino Di Santo al fine di sottoporre all’attenzione della Congregazione per le Cause dei Santi la vita e  l’opera del dottor Carlo Tessitore  e chiedere di istruire la “pratica” di canonizzazione per l’illustre medico missionario guardiese al fine di promuovere una società che viva di solidarietà e di valori spesi concretamente per gli altri.  

RINASCITA GUARDIESE