
(dagospia.com) – Qualcuno porti i sali a Marina Berlusconi. La “Caimana” avrà trasecolato alla notizia che il segretario del “suo” partito, Antonio Tajani, volerà a Washington per sancire l’ingresso dell’Italia nel Board of peace, sia pure come “osservatore” (la costituzione italiana vieta l’adesione), nella consueta e classica modalità di primo ”maggiordomo” di casa Meloni.
L’ex monarchico di Ferentino deve avere la memoria di un pesciolino rosso: appena una settimana fa l’azionista di maggioranza di Forza Italia, Marina appunto, in un’intervista al “Corriere della Sera” sferzava Donald Trump, pur senza fare riferimenti alla “special relationship” con Giorgia Meloni: ”Sono sempre più preoccupata. Prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia.
Oggi non ci sono più certezze. L’unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. E lui la chiama libertà.
[…] Legge del più forte, prevaricazione, affarismo… Ma ci rendiamo conto che dentro il suo Paese sta provando a smontare tutti i sistemi di bilanciamento e controllo? E che dire dell’uso della violenza contro il dissenso?”
Un j’accuse durissimo, che deve essere passato completamente inosservato a Tajani, che oggi si è presentato alla Camera a chiedere il voto del Parlamento prima del viaggio negli Stati Uniti, confermando che “il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace”, “certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”.
Per poi aggiungere: “Se qualcuno ritenesse che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo Piano, dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà”.
La gita di Tajani a Washington, in realtà, era un sogno di Giorgia Meloni: la Ducetta voleva fortissimamente compiere il viaggio in prima persona, salvo poi essere costretta a rinculare di fronte al no del cancelliere tedesco, Friedrich Merz.
Scrivono su “Repubblica” Tommaso Ciriaco e Tonia Mastrobuoni: “La presidente del Consiglio […] non ha escluso nei giorni scorsi il viaggio, a patto però di volare assieme al leader popolare tedesco.
Impensabile, infatti, essere l’unica a capo di un esecutivo occidentale ad aderire al format trumpiano. I due ne hanno discusso più volte, nelle ultime ore.
Le fonti della Cancelleria confermano non a caso i ‘continui contatti con Meloni’, anche se poi aggiungono: ‘Indipendentemente da questo, è chiaro che Merz non andrà a Washington’”.
Lo stesso farà anche l’Unione europea. A dispetto di quanto sostiene la propaganda meloniana, infatti, la Commissione non parteciperà al Board of Peace.
Scrive Marco Bresolin sulla “Stampa”: “Palazzo Berlaymont ha confermato ieri che la commissaria al Mediterraneo, Dubravka Suica, prenderà parte all’incontro praticamente nella stessa forma del suo ex compagno di gruppo al Parlamento europeo, Antonio Tajani, entrambi esponenti del Ppe.
La politica croata sarà a Washington ‘per la parte specifica dedicata a Gaza – ha precisato un portavoce della Commissione – in linea con il nostro impegno di lunga data per l’attuazione di un cessate il fuoco, ma anche per partecipare agli sforzi internazionali a sostegno della ricostruzione e della ripresa post-bellica’. La Commissione è stata ufficialmente invitata a far parte del Board, ma ‘non sta diventando un membro’ spiegano da Bruxelles”.
L’Italia sarà l’unico grande Paese europeo a partecipare, pur se come “osservatore”, e farà cattiva mostra di sé in un club di puzzoni che pare il bar di Guerre Stellari: dittatori, autocrati, caudilli, monarchi assoluti.
Gli unici Stati Ue ad aderire integralmente saranno Ungheria e Bulgaria. Poi ci saranno, come “osservatori”, Romania e Cipro e, probabilmente, la Grecia.
Paesi che non brillano per libertà, trasparenza e democrazia (se si esclude Cipro, stanno tutti ben al di sotto dell’Italia, che già non eccelle con un punteggio di 89/100, nella classifica di Freedom House sulla libertà).
Come riepiloga il “Corriere della Sera”, “molti dei principali alleati degli Usa hanno rifiutato di unirsi a quello che sospettano essere un tentativo di rivaleggiare con il Consiglio di sicurezza.
Il gran rifiuto di Macron è costato alla Francia la vendetta dei dazi al 200% su vini e champagne. Mosca resta alla finestra”.
Insomma, persino Putin ha delle riserve a farsi vedere nel gruppo di impresentabili capeggiato da Trump, ma non Giorgia Meloni, che pur di esserci avrebbe tentato fino all’ultimo di ottenere un faccia a faccia con il Caligola di Mar-a-Lago, come ricostruito da Ilario Lombardo sulla “Stampa”:
“Da quanto è possibile ricostruire delle trattative che hanno impegnato la diplomazia tra Roma e Washington nelle ultime ore, la premier ha provato anche a sondare la possibilità di un bilaterale con il presidente americano, occasione che a suo avviso avrebbe potuto giustificare il suo viaggio verso la Casa Bianca. Nulla da fare.
E così Meloni ha ceduto a Tajani l’impegno di rappresentare l’Italia nella riunione inaugurale e la scelta di ‘esserci come Paese osservatore’”.
Nel suo discorso di oggi alla Camera, Tajani si è rivolto all’opposizione, con tono ultimativo: “Noi non scodinzolavamo dietro alla Merkel e non scodinzoliamo dietro a Blair, non partecipiamo a nessun comitato di affari”. Giusto, invece che andare a rimorchio di altre democrazie compiute come Germania e Regno Unito, “loro” vanno a rimorchio delle autocrazie e del presidente che sta trasformando gli Stati Uniti d’America in una democrazia illiberale a-la-Orban. Contenti loro…
L’ELENCO DEGLI STATI CHE HANNO ADERITO AL BOARD OF PEACE FINORA:
Stati Uniti
Albania
Argentina
Armenia
Azerbaigian
Bielorussia
Bulgaria
Egitto
Ungheria
Indonesia
Israele
Giordania
Kazakistan
Kosovo
Kuwait
Monaco
Marocco
Pakistan
Paraguay
Qatar
Arabia Saudita
Turchia
Emirati Arabi Uniti
Uzbekistan
Vietnam
“… persino Putin ha delle riserve a farsi vedere nel gruppo di impresentabili capeggiato da Trump…”.
Infatti ha mandato il suo fantoccio/sosia Lukašėnko. Mica scemo lui.
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Non mi sento assolutamente rappresentato da questo caravanserraglio di inabili chiaccheroni, residuati nostalgici ed incompetenti istituzionali….!!!!! Oggi a Tagada’ nell’ ascoltare l’ audizione di Tajani…ho provato un senso di vergogna di avere, come Cittadino, agli “Esteri” un Ministro di cosi’ infimo livello….!!!!!!!!!
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