Meccanismo. Una legge ordinaria per la sua composizione. L’assalto a Nicola Gratteri per aver detto che per il Sì voteranno “indagati, imputati e massoneria deviata”? Secondo lo stesso procuratore di Napoli “è l’anticipazione di quello che succederà con l’Alta Corte disciplinare”. Un riferimento, quello contenuto nella dichiarazione al Corriere, che […]

(di Giuseppe Pipitone – ilfattoquotidiano.it) – […] L’assalto a Nicola Gratteri per aver detto che per il Sì voteranno “indagati, imputati e massoneria deviata”? Secondo lo stesso procuratore di Napoli “è l’anticipazione di quello che succederà con l’Alta Corte disciplinare”. Un riferimento, quello contenuto nella dichiarazione al Corriere, che accende i riflettori su uno dei possibili effetti provocati dalla riforma: i magistrati processati da un tribunale composto soprattutto da uomini scelti dalla politica. E non solo a livello mediatico, come è successo a Gratteri. Il meccanismo è nascosto in un comma di cinque righe, l’ultimo del nuovo articolo 105 della Costituzione, quello sull’Alta corte, cioè l’organo che dovrebbe assorbire le funzioni disciplinari interne alla magistratura, svolte finora dal Csm in primo grado e dalle Sezioni Unite civili della Cassazione per i ricorsi. “La legge determina gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni, indica la composizione dei collegi, stabilisce le forme del procedimento disciplinare e le norme necessarie per il funzionamento dell’Alta Corte e assicura che i magistrati giudicanti o requirenti siano rappresentati nel collegio”, recita la riforma.[…]
[…] Cosa vuol dire? “Che in pratica si riserva al legislatore ordinario il potere di modificare la normativa sugli illeciti disciplinari, ma anche di fissare le regole per il funzionamento dell’Alta Corte, tra cui la composizione dei collegi, punto sul quale la norma costituzionale non impone il rispetto di alcuna regola proporzionale, ma solo l’assicurazione della presenza di almeno un giudice e un pm”, spiega Marco Patarnello, sostituto procuratore generale della Cassazione e componente del comitato centrale dell’Anm. L’Alta Corte sarà composta da 15 membri: 9 togati, sorteggiati tra magistrati ed ex della Cassazione, 6 laici, di cui 3 indicati dal presidente della Repubblica e altri 3 dal Parlamento con lo stesso meccanismo usato per i consiglieri laici del Csm, dunque un’estrazione sulla base di un elenco prestabilito. Visto che contro le sentenze dell’Alta Corte si potrà fare ricorso solo alla stessa Alta Corte, non accadrà mai che i 15 saranno chiamati tutti a giudicare lo stesso caso: dovranno essere formati almeno due collegi, uno per il primo grado e l’altro per il secondo. “Un meccanismo simile non si è mai visto. Per tutti i procedimenti giurisdizionali si può fare ricorso in Cassazione, ma se vincesse il Sì solo i magistrati non potrebbero più farlo”, dice Patarnello. Il vero nodo, però, riguarda i collegi che dovranno giudicare le toghe: la riforma non ne indica la composizione, ma lascia che sia una legge ordinaria a deciderlo. “Attraverso questa normativa che demanda alla legge ordinaria, quindi votata a maggioranza, si è sottratta la composizione dei collegi disciplinari al principio costituzionale che stabiliva il rapporto laici-togati all’interno del Consiglio superiore. Occorrerà solo che ci siano sia laici che togati, ma non si indica in che percentuale”, dice l’esponente dell’Anm. In pratica, in caso di vittoria del Sì al referendum, nulla vieta alla destra di prevedere tribunali per magistrati in cui le decisioni saranno prese a maggioranza dai consiglieri indicati dalla politica. “Potrebbero fare anche collegi con due laici e due togati e quindi con una maggioranza interamente laica, perché in caso di parità prevale il voto del presidente, che sarà sempre un laico appunto”, avverte Patarnello.
[…] In pratica la maggioranza ha seguito la stessa strategia usata per l’elezione dei componenti politici nei Csm: solo dopo il referendum sarà decisa l’effettiva profondità dell’elenco sul quale operare il sorteggio. Nulla vieta di estrarre a sorte i 23 consiglieri (20 per i due Csm, 3 per l’Alta corte) da una lista di 23 nomi, tutti indicati dai partiti di maggioranza. Sembra quasi che la destra abbia voluto tenersi le mani libere per una sorta di secondo tempo della riforma, in caso di vittoria alle urne il 22 e 23 marzo. “La norma – aggiunge il sostituto pg della Cassazione – prevede anche di riscrivere, sempre con legge ordinaria, gli illeciti disciplinari. Possiamo dunque ipotizzare che sarà introdotto un illecito che inibisce il diritto di manifestazione del pensiero per i magistrati”. In quel caso è facile immaginare l’esito di un processo a un magistrato che, come Gratteri, osasse dire la sua sul referendum.
Si all’Alta Corte …per i politici!
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sembrava strano…..!!!! a maggior ragione voteremo…..NO….
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Che al fatto siano interessati ad acquisire nuovi lettori tra i sinistrati in cerca di autore é cosa comprensibilissima. La domanda é: Anche raccontando storielle sulla riforma della giustizia, dato che in nessun articolo della costituzione riformato è previsto quanto riportato nel titolo di questo articolo?
Certo, leggendo i commenti sembra di si.
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